Due passi in avanti 
del Dr. Michael Martin Smith 


Nella seconda settimana di febbraio 2001, due episodi, apparentemente minori ma significativi, mostrano che l'umanità va avanti verso lo sviluppo della vita e della civiltà. 

Lungo tutta la storia del pianeta Terra, vi sono state molte invasioni dallo spazio - sia ben chiaro, non quelle delle divinità astronaute di von Daniken, né quelle del tipo X File, ma di detriti cosmici sotto forma di meteoriti e comete. I visitatori del cratere meteoritico dell'Arizona e chi ha visto i film "Deep Impact" e "Armageddon" sanno che queste invasioni sono state e possono essere particolarmente devastanti. A parte le preoccupazioni e i sensi di colpa circa l'impatto delle attività umane sull'ambiente, la minaccia finale per la nostra civiltà risiede nello spazio e ci può colpire un giorno o l'altro. 

Per miliardi di anni gli abitanti della Terra, molluschi primitivi, dinosauri, o mammiferi dell'Eocene, sono stati testimoni di tali invasioni e vittime delle tempeste di fuoco e del caos climatico che le ha seguite. Talvolta nuova vita è risorta dalle ceneri e le comete oltre che distruttive si sono rivelate anche creative - gli Indiani saggiamente incorporano creazione e distruzione nella stessa divinità bifronte, Shiva/Kali. 

Il 12 febbraio 2001, per la prima volta, la situazione è mutata. Se le cose procederanno come previsto, l'emissario robot dell'umanità - il veicolo spaziale Near Earth Asteroid Rendezvous spacecraft ( NEAR) avrà completato un rilevamento di 12 mesi in prossimità dell'enigmatico asteroide Eros 433 e si poserà con un atterraggio morbido sulla superficie di questo viandante cosmico. L'idea è appurare la consistenza e coesione di questo corpo celeste - si tratta ad esempio, di un corpo in pietra dura oppure di un ammasso di detriti grossolanamente riuniti in una "cava di pietrisco" dall'aspetto spugnoso? 

Questa non è una sterile questione accademica, rilevante soltanto per gli scienziati spaziali; fin dal grande spettacolo pirotecnico offertoci dalla cometa Shoemaker Levy 9 presso Giove, gli astronomi della Spaceguard Foundation (che risale al guru e scrittore inglese di fantascienza Arthur C. Clarke) hanno esercitato pressioni sui governi per sostenere studi sulla minaccia di impatto, con l'obiettivo, in primo luogo, di determinare e controllare simili oggetti e, in secondo luogo, di cercare di deviarli dalla loro orbita. Per la prima volta nella storia, una specie sulla Terra può prevenire la sua estinzione a causa di una calamità cosmica. 

Sono stati avanzati vari metodi per far deviare un asteroide - quello più realizzabile nell'immediato sarebbe un razzo a propulsione nucleare, programmato per esplodere ad una determinata distanza per far deviare il corpo dal suo percorso di collisione. Perché il progetto possa riuscire, il corpo deve avere però una struttura sufficientemente solida per essere allontanato dall'esplosione senza semplicemente assorbire e diluire l'onda d'urto - donde la grande importanza di appurarne la consistenza. 

Per prevenire una catastrofe per la civiltà in futuro bisogna quindi visitare, regolarmente e su base economica, numerosi corpi celesti. L'atterraggio il 12 febbraio di NEAR è il primo tentativo. 

Se, come alcuni osservatori sospettano, molti potenziali "visitatori" sono di tipo spugnoso - occorreranno metodi più avanzati di deflessione, montati nello spazio e azionati dallo spazio stesso, poiché i missili nucleari possono fallire; i corpi spugnosi però sono probabilmente più adatti all'estrazione mineraria per le industrie spaziali. Il Giappone ad esempio ha già proposto un piano di 40 anni per la costruzione di centrali solari nello spazio in grado di convogliare verso la Terra enormi quantità di energia rinnovabile e non inquinante. 

La seconda grande tappa per l'umanità è stata l'aggiunta del laboratorio, giustamente chiamato "Destiny", alla Stazione spaziale internazionale in costruzione; oltre a fornire strutture di ricerca avanzate alle 16 nazioni in orbita, Destiny, come indica il suo nome, rappresenta la prossima tappa verso il sogno finale di portare una civiltà umana fuori dal nostro pianeta, in vista di una sua diffusione nella Galassia. 

Prima di altre iniziative, ad esempio insediamenti sulla Luna o su Marte, oppure colonie nello spazio alimentate con energia solare che sfruttano le materie prime estratte dagli asteroidi e dalle comete, bisogna ancora scoprire e sviluppare molti aspetti. Gran parte di questo processo di apprendimento cambierà e migliorerà le pratiche qui sulla Terra. 

L'espansione nello spazio necessita di nuove conoscenze in biologia, fisiologia di ossa, muscoli e cuore, produzione alimentare intensiva, coltivazione in serra di piante dalle sementi al raccolto e alla seconda generazione di propagazione nonché riciclo di aria, acqua, rifiuti e alimenti per quanto possibile. 

Gran parte di ciò sarà effettuata nell'ambito dei programmi di astrobiologia - un nuovo approccio multidisciplinare alle questioni concernenti l'origine, l'evoluzione e la distribuzione della vita nel cosmo. L'astrobiologia concerne il destino futuro di questa vita - e del pensiero - e le sue origini! Tutto ciò influenzerà i cittadini che ragionano - almeno quelli che avendo dei figli hanno un interesse nel futuro dell'umanità. 

L'ultima garanzia, rispetto ai vari scenari di minaccia per la vita identificati dalla scienza, è appunto la dispersione dell'umanità in molti habitat - limitare le nostre possibilità di sopravvivenza unicamente ad un solo pianeta sarebbe un suicidio. A partire da ora, l'estinzione della specie umana diventerà sempre meno probabile! 

Molti cambiamenti odierni hanno un'importanza storica; ma nel settore dello sviluppo spaziale, l'attività umana ha un'importanza evolutiva e cosmica. Una cosa su cui riflettere! A quanti temono sviluppi negativi per la crescita e la civiltà dell'umanità, il 2001 dà alcune valide speranze. Quello di cui abbiamo bisogno è la Volontà di costruire un futuro nel cosmo... 

Dr Michael Martin-Smith, autore di "Salto nello Spazio" www.zivago.com 
e "Man Medicine and Space" www.iuniverse.com

[MMS - TDF 2/2001 - 17/06/2001]

[traduzione dall'inglese a cura di Adelia Bertetto]