Spazio ed energia
Una conversazione a ruota libera con il prof. Tullio Regge, in materia di colonizzazione dello spazio.
TDF. Noi di TdF siamo un manipolo di umanisti-astronautici 'duri' (su ispirazione del nostro Direttore Scientifico Marco C. Bernasconi, ci consideriamo astronauti veri, pur non avendo mai volato nello spazio, al contrario di altri, che sono solo 'astronauti circostanziali') e la nostra posizione pro-space e' molto radicale. Lei pensa che l'umanità abbia un futuro nello spazio?
REGGE. Per quanto riguarda gli astronauti, ne ho conosciuti una dozzina tra cui il nostro Malerba, ora al PE. Sono anche stato a una cerimonia alla Citta' delle Stelle nei pressi di Mosca per il ventesimo anniversario dello Sputnik presenti una cinquantina di astronauti tra cui Leonov e la Tereskova e, tanto tempo fa a Houston. Ho anche visto il decollo dell'ultimo volo lunare, l'Apollo 17, a Cape Kennedy. Per stabilire colonie umane nel sistema solare occorre renderle economicamente profittevoli, basterebbe all'uopo scoprire un asteroide fatto di cobalto o di qualche metallo raro e utilissimo. Oppure trovare il modo di tirare giu' quantità commerciali di idrogeno senza devastare l'ambiente. L'attuale stazione spaziale non soddisfa a questi requisiti, e' costosissima e la ricerca che si fa a bordo poteva farsi meglio con sonde automatiche. Io esplorerei sistematicamente la fascia degli asteroidi in cerca di quello d'oro puro (si fa per dire).
TDF. Il tema del Klondike spaziale è affascinante! Certo la gente partirebbe anche su carrette appena pressurizzate. Ma non e' necessario andare cosi' lontano per trovare l'oro dello spazio (si veda anche l'articolo L'oro della Luna). Ha mai provato a calcolare quanti GigaWatt di energia solare attraversano la cosiddetta Greater Earth (una sfera con raggio 1.5 km. avente al centro il nostro pianeta, piu' o meno l'estensione della magnetosfera terrestre, al punto di librazione L1)? Non fa che fluire, da miliardi di anni, e lo fara' per altrettanti, sia che la si utilizzi sia che la si lasci fluire inutilizzata in eterno. Centrali satellitari (ne costruisca quante ne vuole, non rovinera' certo l'ambiente) ne potrebbero raccogliere in quantita' tali da soddisfare il fabbisogno terrestre e di tutte le colonie che possiamo ipotizzare da qui a 50 anni (non mi prenda alla lettera, non ho fatto calcoli precisi, anche se sarebbe ora di farli, e magari qualcuno li ha anche fatti). Spedita sulla terra sotto forma di fasci di microonde, immagazzinata ad esempio sotto forma di idrogeno, nel giro di qualche decennio sarebbe quasi gratuita. Perche' un petroliere non dovrebbe avere abbastanza immaginazione da pensarsi come fornitore di energia, ed investire parte del suo ingente patrimonio in una centrale dimostrativa? Ci aiuti a portare quest'idea in casa del "signor" Agip: sarebbe un passo formidabile per l'apertura della frontiera spaziale!
REGGE. Il Carlo Rubbia ha, si fa per dire, modestamente, proposto di cominciare con un quadrato di 50 x 50 km di pannelli solari in Sicilia, 2500 kmq ossia 2,5 Gigamq. Se ho fatto bene i calcoli al costo di 1 milione L /mquadro si arriva a 2.500.000 Glire ossia circa 1000 Giga$. Già troppo per i miei gusti. Io comincerei con una distribuzione localizzata di fotovoltaico già sulla Terra ma non sussidiata, toglierei semplicemente le barriere burocratiche erette dall'Enel per impedirne la diffusione. Poi si vedra'. L'idea di spedire giu' energia con microonde potrebbe funzionare ma quella di convincere i verdi che sia innocua per l'ambiente e' disperata, diranno sempre di no. Rimango contrario ai maxiprogetti, servono solo ad alimentare tangenti, creare economie fasulle. Se il fotovoltaico prende piede sulla Terra si potrebbe cominciare con un impianto spaziale pilota da ingrandire via via, ma prima voglio vedere la fattibilità, il rendimento all'arrivo e tante altre cose. Non vorrei che mi mangiasse il cielo con enormi pannelli violacei.
TDF. Una stazione solare satellitare per convogliare energia sulla terra si situa in orbita alta, a 36.000 km (vantaggi: geostazionarieta', ampia copertura, ed altri) non credo proprio che da qui potremmo vedere pannelli violacei, anche se si tratta di "fogli" di grande superficie. L'altra obiezione classica, circa la pericolosita' dei fasci di micro-onde per l'ambiente, e' gia' stata discussa e smentita. La potenza generabile da un sistema di questo genere va dai 200 ai 500 Watt/m2, il che non e' assolutamente pericoloso per animali o persone che venissero a trovarsi in mezzo al fascio (la luce del sole supera i 1000 W/mq). Anche il centro del cono è assolutamente sicuro, secondo gli standard internazionali.
REGGE. In ogni caso non si tratterebbe di colonizzazione dello spazio ma di utilizzo dello spazio vicino alla Terra. Per colonizzazione intendo luoghi abitati per lungo periodo e distanti dallla terra. Un satellite del genere prosegue la tendenza attuale dell'utilizzo economico delle orbite geostazionarie.
Il prof. Regge ha ovviamente ragione su quest'ultima osservazione, tuttavia, se si considera che una centrale di produzione di energia in orbita dovrebbe essere presidiata e manutenuta, e che potrebbe vendere il proprio prodotto non solo a terra, ma anche ad altre installazioni orbitali, lo sviluppo del Solare Spaziale rappresenta comunque un notevole impulso concreto all'industrializzazione ed abitazione dello spazio.
[AA-TR TDF 2/2001 - 31/03/2001]