L'oro della Luna

Una speculazione fantastica di Giulio Gelibter, alcune "aride cifre", e qualche nota letteraria proposte dal Dir. Sc. di TDF, Dr. Marco C. Bernasconi


La "pietra dello scandalo"

Diverse discussioni si sono intrecciate, nello spazio di TdF, tra la fine del 2000 ed i primi mesi di quest'anno. Con Giulio Gelibter, intrigato da discussioni apparse nei forum di lavoro di TdF, ci siamo messi a ragionare (o a fantasticare :) ) circa l'eventualità che fossero scoperti metalli preziosi nel sistema solare... 

Il solo fatto che fosse 'appurata' l'esistenza di oro sui pianeti avrebbe economicamente ripercussioni enormi. Il prezzo dell'oro viene deciso sulla base di domanda e offerta ma tenendo conto delle riserve (cioe' come la tendenza della domanda potra' o no essere recepita dalla produzione). Se si potesse contare, anche in un futuro non immediato, su importanti giacimenti di oro, non dico su Saturno, ma sulla Luna, si porrebbe un interessante dilemma. Se il metallo fosse sfruttabile "economicamente" entro,diciamo, 10-20 anni, ciò potrebbe: far crollare "psicologicamente" il prezzo dell'oro a 130-180 USD l'oncia (contro i circa 270 attuali). A questi prezzi sarebbe di fatto improponibile lo sfruttamento probabilmente per anni. Cio', paradossalmente, potrebbe far di nuovo lievitare il prezzo del metallo, portandolo a circa 300 USD. Oggi tutti gli esperti sono concordi nel ritenere che il prezzo dell'oro dovrebbe essere di almeno 300-400 USD, tenuto invece basso dalla speculazione finanziaria (che vuole approfittare dei bassi interessi sui 'bullion loans'): questo vuol dire, naturalmente, che la domanda e' decisamente superiore a quella stimata ufficialmente oppure che i produttori non estraggono tutto l'oro che si potrebbe. 

Se fosse scoperto sulla Luna oro teoricamente estraibile 'sul posto' a costi inferiori (i costi di estrazione incidono sempre piu' pesantemente sui prezzi), si farebbe del tutto per raggiungere l'obiettivo, tenendo conto che in qualche anno i costi sarebbero divisibili per dieci o per cento. V'è naturalmente differenza fra l'oro, soprattutto bene di rifugio e metallo di riserva monetaria, da altri preziosi ad uso industriale. Ma e' chiaro che un metallo il cui prezzo scendesse molto potrebbe essere riutilizzato dall'industria, facendo di nuovo lievitare la domanda, perdendo però paradossalmente il suo valore di rifugio e soprattutto di riserva monetaria (basato sulla sua relativa rarità e indistruttibilità). Il problema dell'oro è che non esistono riferimenti oggettivi certi salvo la domanda e l'offerta: prima di Nixon stava poco sopra i 30 dollari l'oncia. 

Inoltre si tratta di un metallo mistico. Per gli alchimisti tutti i metalli nella miniera finiscono prima o poi, se lasciati in pace, per diventare oro. Nel Laboratorio questo processo viene semplicemente accelerato. L'oro non è quindi venerato solo per la sua rarità e indistruttibilità, ma soprattutto per la sua 'perfezione' molecolare che rappresenta l'acme dell'evoluzione del Regno Minerale, ed anche un importante riferimento metafisico non astratto. Un Regno, quello minerale, non dimentichiamolo, sotto il potere di quegli Elfi e quegli Gnomi che, secondo la leggenda, sarebbero partiti per altri pianeti trovando la Terra troppo affollata di fastidiosissimi umani ... 


Ma la miniera d'oro extraterrestre sarebbe un'impresa in perdita 

Prontamente redarguiti dal nostro Direttore Scientifico, torniamo con i piedi per Terra... Vediamo un business-plan realistico, di un'ipotetica impresa mineraria extraterrestre... 

Ipotesi (ottimistica) costi-rendimento di una miniera aurifera extraterrestre ai costi attuali 
  • Prezzo del grammo d' oro: circa 10 USD. 

  • Costo del lancio in LEO: USD 20,000/kg. 

  • Costo di estrazione alla superficie lunare: USD100,000/kg (ottimisticamente). 

  • Tipico costo di space hardware: USD 100,000/kg. 

  • Costi di un veicolo, pesante 1 t, capace di atterrare e decollare da Terra e da Luna con i suoi motori e propellenti, e di riportare a Terra un carico utile pari alla sua massa a secco: 

    • Costo del veicolo: 100 MUSD. 

    • Costo del suo lancio: 100 MUSD (ottimisticamente basso, di un fattore 2-4). 

    • Resa di un volo: 1,000,000 g AU, per 10USD/g: 10 MUSD. 

    • Deficit: 190 MUSD. 

Nel conto ancora non entrano i costi degli impianti per ottenere l'oro ed i propellenti... 

Stessa ipotesi, ai costi che seguirebbero ad avanzamenti tecnologici oggi possibili

  • Costo specifico del veicolo: 10,000 USD/kg. 

  • Costo dei trasporti: 10,000 USD/kg.

  • Per ottenere 10 MUSD in oro si spendono 'solo' 20 MUSD in operazioni (più i costi di sviluppo e degli impianti). 

Come si vede dalle ipotesi qui accanto, l'impresa aurifera extraterrestre non è molto incoraggiante. Platino o diamanti sarebbero candidati più promettenti (anche perché l'oro venduto oggi non deriva da produzione corrente), ma sempre non redditizi ai costi correnti. Ovviamente, il discorso cambia se nell'equazione introduciamo la variabile fiscale: spendere 400 milioni di USD per guadagnarne 10 può essere interessante per un miliardario X, che volesse risparmiare sul fisco. Supponiamo che una legge renda esentasse l'import/export nello spazio geolunare. Per cinque anni l'impresa scrive 100 MUSD di cifre rosse (risparmiando probabilmente un 300 MUSD in tasse): alla fine il nostro sig. X si ritrova con una tonnellata d'oro, vero, esentasse!

Inoltre, continua Bernasconi, il mercato dei preziosi si basa, comunque, sulla rarità più che sul consumo, e quello dell'oro, probabilmente, prima ancora sulla manipolazione dei corsi. Le differenze tra l'oro come bene di rifugio e l'oro industriale non sono così importanti. L'oro è già oggi usato abbondantemente a scopo industriale, e rimane un valore per le sue caratteristiche chimiche, diciamo, superficiali: bellezza ed indistruttibilità. La sua rarità rimane comunque "garantita" dalla fisica: non è pensabile un crollo paragonabile a quello dell'alluminio, elemento estremamente diffuso ma di difficile estrazione e quindi "culturalmente" raro in un dato periodo storico. L'uso industriale dell'oro aumenterebbe in ragione della disponibilità reale del metallo e dei vantaggi tecnici quantitativi apportati ai prodotti (vantaggi che sarebbero riflessi nel prezzo). Del resto le microtecnologie permettono un uso "centrato" là dove l' oro fornisce la proprietà voluta, e quindi l'impatto dell'oro sul prezzo del prodotto è ben circoscritto. Comunque, 10 miliardi di esseri umani continuano a desiderare pezzetti d'oro per il loro piacere e per il valore intrinseco del metallo! Per quanto riguarda le stime sulle variazioni del prezzo dell'oro, le stime parlano di una cronica mancanza di 4000 t Au sul mercato. Gli insider mantengono artificialmente basso il corso dell'oro, "riciclando" i sunnominati loans per evitare che i loro amichetti falliscano (dato che hanno preso a prestito oro che nessuno può esibire). In questo sono aiutati dalle banche centrali che stupidamente vendono parte delle loro riserve, non solo ma ne annunciano perfino la vendita! E non è l'oro ad aver "acquisito" un valore superiore, ma piuttosto il "dollaro" -- o più correttamento la FRN (Federal Reserve Note ndr) -- ad aver perso la maggior parte del suo valore. Un esempio che i gold bugs amano citare (per dimostrare la costanza del valore dell'oro) è che x once comperano oggi un abito manufatto così come cent'anni fa. Il diagramma riportato qui di seguito (da un rapporto di Frederick Mann) offre un'analisi quantitativa. 

 


Il vero oro dello spazio è l'energia solare 

Infine Bernasconi ci regala alcuni cenni storico-letterari di... grande valore, e la chiave per la vera corsa all'oro del 21° secolo! 

Nella letteratura fantascientifica non mancano ovviamente interessanti spunti in materia. In "The Man Who Sold the Moon" - Delos Harriman fa portare sulla Luna diamanti, nascondendoli dell'abitacolo ed affermando poi che sono di origine strettamente terrestre, oggetto di un esperimento scientifico, ecc... Nessuno gli crede, e le sue azioni salgono. 

Nella realtà, il problema dei prodotti ad alto valore specifico ($/kg) è stato trattato, in particolare da Gordon Woodcock all'inizio degli anni '70: se i costi di produzione e di trasporto rimangono intorno ai livelli attuali, l'integrale del segmento di interesse è troppo piccolo per cambiare qualcosa. Non per nulla, Woodcock ha proposto un approccio morfologico ai prodotti spaziali, ed è in conseguenza di ciò che l'energia (massa ~0) appare come il prodotto introduttivo preferenziale! Si pensi all'LPS (Lunar Power System) di David Criswell: gli impianti sulla superficie lunare producono "solo" cellule PV e antenne per trasmissione di microonde, usando elementi molto comuni (silicio, alluminio, ...). L'esportazione verso la Terra consiste in microonde... Il "combustibile microonde" ("mw fuel", come l'ha chiamato Patrick Collins) non appare nella distribuzione della produzione industriale, ma ha un valore specifico essenzialmente infinito e un grandissimo mercato potenziale. 

"The old country had inhabitants that men have dreamed and sung and written and told about a great deal, and seen more than seldom... there was ghosts and pixies, goblins and brownies, and dervishes and fairies and nymphs and peris and dryads and naiads and kilpies and sprites; gnomes and imps and elves and dwarves and nixies and ghouls and pigwidgeons, and the legion of the leprechauns, and many another. And some were good and some were not, and some helped and some hindered; but all were mischievous as hell." T Sturgeon (1947), Cargo. ... 
in which the little folk emigrates to America to escape WWII 

I preziosi possono costituire un additivo utile per l'economia di una Colonia Lunare. Gli sviluppi di tecniche che riducano i costi operativi devono basarsi su mercati ampi, poiché le nicchie ad alto valore sono insufficienti.

[GG-MCB TDF 2/2001 - 01/04/2001]