Shuttle per sempre? La NASA fa' i conti senza l'oste (la Cina).

I tagli al budget ridurranno il potere delle burocrazie e favoriranno la crescita, sul mercato, di nuovi protagonisti. Inoltre, la competizione cinese romperà presto la quiete.

Nostra intervista con Michael Martin-Smith


D. 1) La NASA ha cancellato il progetto dell'X33, e pianifica ora di utilizzare la flotta degli shuttle per altri 20 anni. Significa che nei prossimi 20 anni non avremo la tanto sospirata riduzione di un fattore 10 del costo di messa in orbita?

R. Non necessariamente; in primo luogo la NASA ha dato ordini, l'anno scorso, a quattro imprese private -- inclusa Kistler Aerospace -- per lo sviluppo di piccoli veicoli per la ISS. In secondo luogo la NASA ha ancora in agenda l'inizio di un programma di subcontratti, per 4.5 miliardi di US$, per progetti avanzati, fra cui scegliere nel 2005 -- a meno che anche questo non venga posticipato!

D. 2) Si tratta di una vittoria della burocrazia spaziale, che si assicura così il salario con denaro pubblico per altri 20 anni?

R. Non ne sono così sicuro -- penso che potrebbe trattarsi di un tentativo, da parte del presidente Bush, di tagliare rami secchi, impedendo così ai burocrati NASA di sprecare troppi fondi. 

D. 3) Ma l'X33 era un progetto così scadente?

R. Sì e no. Ha dimostrato che il motore lineare aerospike può funzionare ed ha permesso significativi avanzamenti nei sistemi avionici e di protezione termica. Ma il serbatoio per carburante composito era geometricamente troppo complicato, ed anche difficile da produrre industrialmente. Per dirla con parole semplici, probabilmente qualche sperimentazione in più su modelli in scala sarebbe stata d'aiuto; può darsi che siano stati troppo ambiziosi, e che avrebbero dovuto fare qualcosa di più piccolo e meno costoso, per sviluppare i nuovi materiali. ESA, ad esempio, ha in progetto alcuni veicoli dimostratori, più piccoli e meno ambiziosi per i prossimi 4-5 anni. Ci vorrà qualche anno in più, ma potrà chiarire le tecnologie ed i rischi, prima di spendere grosse cifre.  

D. 4) Dobbiamo quindi rassegnarci a seguire il sentiero della ISS e dello shuttle per i prossimi 15 anni?

R. Direi meglio per i prossimi 10; ricorda che anche lo shuttle ha un destino evolutivo -- propulsori di servizio a comnustibile liquido più automatizzati, componenti più leggeri, e così via. 

D. 5) Quale potrebbe essere la vera alternativa? C'è qualche azienda privata che abbia qualche reale possibilità di competere su questo terreno?

R. Sì, se la NASA potrà realmente garantire il lavoro ai contrattori più piccoli, per l'approvvigionamento dell'ISS, come ho detto prima; una evoluzione graduale sembra oggi più probabile di un salto quantico. 

D. L'articolo dice che l'X33 "...si basava su troppe tecnologie non testate, laddove un approccio più pratico ed una progettazione meno affascinante sarebbero servite benissimo allo scopo". 

R. ESA sta prendendo questa strada, credo.

D. 6) Queste considerazioni inducono a speculare sia sulle reali motivazioni delle iniziative passate che sul futuro: è vero che si trattava di una strategia da "fantascienza"?

R. Molti costruttori di razzi privati pensano che se i soldi dell'X33 fossero stati divisi anche solo fra sei imprenditori privati ci sarebbero due o tre soluzioni funzionanti al problema entro un paio d'anni.

D. 7) Se si trattava effettivamente di una strategia capmata in aria, perchè la NASA la adottò, e non la corresse mai?

R. Troppa burocrazia. Anche Lockheed Martin, dal canto suo, progettista del Venturestar/X-33, è un leader di mercato nei razzi spendibili, e non desidera tagliarsi la gola troppo rapidamente. Forse c'è una volontà precisa di far credere alla gente che sistemi meno cari sono difficili, ancora di la' da venire, e così facendo rimandare l'evoluzione...

D. 8) La NASA è mai stata realmente intenzionata a ridurre il costo della messa in orbita in tempi brevi?

R. Si tratta pur sempre di una agenzia governativa e certo al suo vertice alcuni non vogliono che lo spazio sia aperto a tutti -- perchè ciò li porterebbe a perdere il controllo. Anche i military si oppongono ad un libero accesso allo spazio.

D. 9) Ed, ora, tenteranno un approccio più pratico?

R. Penso che potrebbero; se devono vedersela con un Presidente realmente determinato a tagliare i budget fino a rischiare l'uscita della NASA dal mercato, allora i burocrati della NASA potrebbero trovarsi a dover scegliere tra un accesso allo spazio a basso costo e nessun accesso allo spazio (quindi niente più posto di lavoro!). Dopotutto, l'opinione pubblica potrebbe orientarsi a negare qualsiasi supporto, se non ci fosse alcuna prospettiva di diventare astronauti. Per finire, penso che due eventi potrebbero causare cambaimenti anche drastici, e portare ad una nuova politica, prima che siano passati i tuoi 15 anni:
Uno) la presenza dei Cinesi nello spazio, con una loro stazione spaziale, e
Due) il crescente interesse per la generazione di energia solare ed elettricità dallo spazio: è pulita, rinnovabile, ed elimina qualsiasi dipendenza dagli stati medio-orientali. Una piccola centrale di generazione di energia solare e trasmissione dell'elettricità a terra in forma di micro-onde potrebbe essere fattibile sulla ISS nel giro di 6-8 anni, se qualche proponente si facesse avanti. Le crescenti preoccupazioni sul riscaldamento globale da gas serra potrebbero rendere questa opzione molto attraente. SPS comincerebbe in sordina e potrebbe crescere esponenzialmente nei prossimi 20 - 30 anni -- ma questo stimolerebbe un più largo sviluppo di capacità e di trasporti spaziali. 

[MMS - TDF 2/2001 - 28/04/2001]