SHUTTLE PER SEMPRE.

L'aborto del VentureStar/X33 ha "dimostrato" la non fattibilità del libero accesso allo spazio, quod (NASA) erat demonstrandum.

di Fabian Eilingsfeld


Quando la NASA selezionò l'offerta vincente dell'X-33 della Lockheed Martin, il 1 Luglio 1996, sembrava  chiaro fin dall'inizio che quel concetto non sarebbe stato realizzato. Povero Al Gore che annuncio' la decisione: la Rivoluzione del trasporto spaziale per mezzo del Lockheed X-33 era una promessa che non ha potuto mantenere. Troppi campanelli e fischietti, e nuove tecnologie. Troppi problemi aperti. Allo stesso tempo penso che la NASA intendesse esattamente questo: selezionare un concetto che avesse meno possibilità, in assoluto, di mettere in pericolo lo status quo, con il suo esercito di parecchie migliaia di persone coinvolte nell'operatività dello shuttle. E: per escludere il concorrente che aveva già provato parte della propria fattibilità, con il DC-X.

Perché la NASA dovrebbe cambiare qualcosa? Semplicemente non c'erano ragioni per farlo. Potrebbero solo perdere, quale che fosse la direzione intrapresa dal cambiamento. Se la NASA avesse scelto l'offerta MDD nel 1996, la cosa sarebbe già oggi in orbita. Probabilmente. E: la NASA avrebbe perso il controllo dell'accesso allo spazio...

Adesso la NASA può puntare il dito verso l'industria e dire: "Visto? Ve l'avevamo detto. Gli SSTO ed il volo spaziale a basso costo non sono possibili! L'X-33 l'ha dimostrato."

Dr. Fabian Eilingsfeld
Managing Partner
rocketfinance.com
c/o TIM Consulting GmbH
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Germany  

[NOTA EDITORIALE: Versione del 12 Maggio 2003; la precedente versione (data: 28 Aprile 2001) non era stata autorizzata per la pubblicazione]

[FE - TDF 2/2001 - 28/04/2001]