Shuttle
per sempre? Non esattamente.
Lo
shuttle è comunque un sistema in evoluzione. Ma, nel vuoto di investimenti
attuale, la NASA rimane l'unico soggetto in grado di sviluppare vettori
riutilizzabili.
di
Dale M. Gray
Gli
Stati Uniti hanno annunciato l'intenzione di continuare a potenziare ed usare lo
Shuttle per i prossimi 20 anni. Ciò non significa che lo Shuttle continuerà a
volare nei prossimi due decenni. La NASA ha imparato a non eliminare sistemi che
funzionano, come Apollo, fino a quando non diventano disponibili nuovi sistemi.
Lo Shuttle deve continuare a volare per garantire l'accesso della NASA allo
spazio e alla Stazione spaziale internazionale.
Questa
filosofia comporta però un costo fiscale notevole. Ogni volo dello Shuttle
costa circa 400 milioni di US$. Il costo non è molto diminuito negli ultimi
anni, ma la massa che lo Shuttle può
mettere in orbita è quasi raddoppiata da quando è stato introdotto, grazie
all'evoluzione di sottosistemi come il potenziamento del motore principale (Main
Engine upgrades) e tre generazioni di serbatoi esterni più leggeri.
Progressivamente sono stati incorporate nello Shuttle nuove
configurazioni potenziate di software di volo e di hardware.
Lo
Shuttle è una piattaforma tecnologica in evoluzione. Vari sottosistemi sono
stati radicalmente riprogettati anche se l'apparenza esterna dello Shuttle è
rimasta praticamente invariata. L'assenza di periodiche modifiche importanti
alla progettazione generale pone però dei limiti fisici e finanziari
all'evoluzione tecnologica dei sottosistemi. Si pensi all'evoluzione degli
aeroplani dalla tela all'acciaio, dai biplani ai monoplani, dall'elica ai jet.
La NASA si rende conto di avvicinarsi ai limiti di progettazione dei
sottosistemi. Sono ancora possibili dei miglioramenti che diventano però più
costosi e difficili da realizzare man mano che il sistema si avvicina ai limiti
di progettazione.
Con l'X-33 la NASA ha cercato di creare una nuova generazione di sistemi di lancio. Questo programma rappresenta un nuovo approccio ai voli spaziali e mira a realizzare un'effettiva riutilizzabilità attraverso tre modifiche principali dell'infrastruttura:
una
nuova protezione metallica termica,
nuovi
motori lineari aerospike ad alta potenza,
un
serbatoio composito per l'idrogeno liquido.
Tecnici
e progettatori hanno cercato di compiere un salto qualitativo sul piano
tecnologico, così come a suo tempo lo Shuttle aveva rappresentato un'enorme
innovazione rispetto alla tecnologia di Apollo. I tre approcci di tecnologia
avanzata hanno però comportato possibilità di insuccesso e inoltre hanno
diviso in tre le risorse del progetto. La protezione termica è stata realizzata
nei tempi previsti, ma è risultato più difficile del previsto costruire e
testare i motori aerospike. Questo ostacolo è stato infine superato, ma sono
rimaste però poche risorse per trattare la delaminazione del serbatoio
composito per l'idrogeno. È stato proposto un serbatoio alternativo a base di
alluminio-litio e sono stati compiuti dei lavori al riguardo, ma le scadenze
ormai erano superate e mancavano i finanziamenti e quindi si è rinunciato a
questa parte del programma.
X-33
è stato un insuccesso? Non esattamente: il sistema di protezione termica
metallica sarà utilizzato oppure costituirà la base di futuri sistemi di
protezione termica per veicoli spaziali riutilizzabili. Mancano solo pochi test
di approntamento al volo per i motori lineari tipo aerospike e sono aumentate le
conoscenze sulle reazioni delle strutture composite a contatto con idrogeno
liquido corrosivo.
Va
ricordato che inizialmente lo Shuttle ha avuto un ritardo di sviluppo di quasi
due anni, caratterizzati da difficoltà e compromessi tecnici. La NASA era però
costretta a continuare perché, avendo scartato Apollo, non aveva altre
alternative per inviare astronauti nello spazio. Pochi ricordano che una delle
prime missioni dello Shuttle era per correggere l'orbita (rialzandola) dello Skylab lanciato da
un Saturn-V. Al
momento del lancio di Columbia, Skylab era ormai rientrato. Lo Shuttle è
stato tecnologicamente un salto qualitativo grazie all'impegno nazionale a
superare qualsiasi problema. Lockheed Martin, in confronto, aveva un bilancio e
scadenze limitati. Quando le risorse sono finite, non c'erano più finanziamenti
per risolvere il problema e nemmeno una volontà nazionale di cercare una
soluzione.
La
NASA è ora orientata ad una sostituzione dello Shuttle con l'iniziativa Space
Launch e intende sviluppare le infrastrutture esistenti grazie ad un'evoluzione
delle generazioni di sistemi e sottosistemi. Le modifiche saranno apportate una
alla volta per ridurre i rischi e i costi. L'iniziativa Space Launch (SLI) mira
anche ad evitare la concorrenza con imprese private, insistendo sulle missioni
"uniche" della NASA. Con lo scoppio della "bolla di
investimento" per investimenti tecnici speculativi, i finanziamenti di
iniziative private sono scarsi. Episodi di questo tipo creano un vuoto di
investimenti per circa un decennio. La NASA resta quindi il principale soggetto
nello sviluppo di vettori riutilizzabili. Se riuscirà a realizzare una
sostituzione dello Shuttle nei prossimi 10 anni, diventerà più facile per le
iniziative private in seguito migliorare la metodologia.
Quale
sarà la configurazione di sostituzione? Sospetto
un matrimonio tra lo Shuttle e la tecnologia X-33. Le mattonelle termiche e le
ali scompariranno, ma l'avionica dello Shuttle e altre infrastrutture
resteranno. I motori subiranno un'evoluzione verso Shuttle Main Engines o
Aerospike lineari, in funzione dell'approccio tecnico seguito.
I compositi avanzati non saranno sicuramente usati nel serbatoio ad
idrogeno liquido. Senza questi materiali si salveranno delle vite e ciò sarà
interamente dovuto al successo del programma X-33.
Dale
M. Gray
Frontier
Historical Consultants
[DG
- TDF 2/2001 - 28/04/2001]
[traduzione
dall'inglese a cura di Adelia Bertetto]