Ma il principio dei vasi comunicanti, si applica anche alle scienze sociali?

di Adriano Autino


Lo stesso fenomeno sembra ripetersi ormai in tutte le democrazie del mondo post-industriale.

In Italia, in Francia, in Germania, ed ora negli Stati Uniti, decine e centinaia di milioni di persone votano e si è costretti a pesare la differenza col bilancino, per poche centinaia di voti. Ma non siamo di fronte al portato di quell’alternanza tanto di moda dal finire del secolo scorso.

Il fenomeno è veramente sorprendente: pensate quante probabilità avrebbe chi volesse di proposito ottenere un risultato simile, anche solo in un Paese (non parliamo poi di due, o di quattro). Eppure succede. E proprio dagli Stati Uniti, il Paese che si vorrebbe prendere a modello della democrazia bipolare,  va in scena per più di un mese la farsa delle conte e riconte dei voti. La farsa si muta però in tragedia, per chi ha visto i propri risparmi bruciati dalle borse in caduta libera, anche in conseguenza di quella rappresentazione.

Nella nostra cultura non c’è l’abitudine a prendere molto sul serio i numeri, come abbiamo già notato in altre occasioni (tutti i fautori del “ritorno alla natura”, ed i nostalgici dei bei tempi in cui i mulini erano bianchi, ad esempio, vedono qualsiasi problema in modo moralistico ed assolutamente adimensionale, e non si curano del fatto che sei miliardi di persone rappresentano un peso ben diverso, per il pianeta, dal miliardo che eravamo poco più di mezzo secolo fa).

Chi invece fa caso ai numeri, ed ha l’abitudine di analizzare un problema in tutte le sue dimensioni, non può non trovare assolutamente incredibili (e qui l’iperbole è voluta e d’obbligo) i risultati usciti dalle urne negli ultimi anni, indipendentemente dal numero dei votanti, in Paesi di cultura e tradizioni democratiche tutto sommato diverse: Paesi europei, di cultura latino-cattolica, e Paesi di cultura protestante. Unico tratto comune: si tratta di società post-industriali ad economia globalizzante, quella che abbiamo definito come società elettronica, in cui le vecchie classi sociali sono in via di completo dissolvimento.

Credo che questo tratto sia in qualche modo determinante, e che l’unica spiegazione logica azzardabile sia che il principio dei vasi comunicanti si applica anche alla fenomenologia sociale, e non solo a quella fisica.

Ma cosa può significare, in concreto? Almeno quanto segue:

a)      Tutte le forze politiche in campo sono in estremo ritardo nell’analisi della situazione sociale ed economico-strutturale, non hanno ancora metabolizzato il passaggio dall’era industriale all’era elettronica, né il dissolvimento dei blocchi sociali che reggevano la dialettica destra-sinistra, nella vecchia società industriale.

b)      La condizione di cui al punto precedente lascia il ceto politico privo di idee ed ideologie propulsive.

c)      L’elettorato reagisce con quello che si è chiamato “distacco dalla politica”, poiché non vede i propri problemi né rappresentati, né discussi, né tantomeno risolti in parlamento.

d)      Le condizioni di cui sopra fanno sì che la gente, più che votare a favore, finisca col votare contro qualcuno, tollerando (impotente e rabbioso) l’insipienza di coloro che si rassegna a votare.

In generale si viene a verificare, nella società, una condizione di calma ideologica piatta (o elettroencefalogramma piatto, se preferite), non ci sono differenze tra i programmi delle parti nominalmente avverse, non c’è vera dialettica (cioè separazione dialogante) tra le posizioni, il che è come dire che i vasi sono comunicanti ed il liquido – cioè la linfa dei voti, vitale per la democrazia – si stabilizza in perfetta parità.

Ecco quindi i politicanti darsi da fare per cambiare le leggi elettorali, in modo tale che chi ha vinto, anche solo per un voto, possa assicurarsi una maggioranza stabile. Come dire che, per curare il raffreddore, bisogna innanzitutto applicare una crema per eliminare il rossore del naso.

Se una vera ideologia di sviluppo, forte ed innovativa, che faccia i conti con i problemi veri sentiti dalla gente, scenderà in campo, sarà come un potentissimo riflettore improvvisamente acceso. Tutti gli alchimisti del proporzionale e del maggioritario, i bipolari ed i centristi, i sindacalisti e gli affaristi passati alla politica, i politici passati alla camorra e tutti i fautori di vecchie ideologie industrialiste appariranno chiaramente, spietatamente illuminati, nella loro insipienza e meschinità.

Qui su TdF stiamo cucinando tale nuova ideologia: l'umanesimo astronautico. Vieni ad aiutarci!

[AA – TDF 1/2001 – 16/01/2001]