Imprenditore, investi nella tua impresa!

di A. Autino


L'andamento della Borsa nel 2000 è stato un susseguirsi di alti e bassi, solo in parte dovuti ad eventi politici. Già prima delle presidenziali USA il mercato aveva dato chiari segni di disincanto dopo la grande ubriacatura del primo semestre. Il 2000 borsistico è stato caratterizzato da enormi afflussi di capitali sulla frontiera delle telecomunicazioni, settore sovrastrutturale per eccellenza. L’esperienza recente dimostra che gli investimenti in sovrastruttura possono assicurare grandi rendimenti, sull'onda dell'entusiasmo, ma anche bruciare risparmi, con la cieca indifferenza di una roulette. Vi sognereste mai di incolpare un croupier per aver intascato i vostri preziosi risparmi? No perché, se andate al casinò, conoscete il rischio. Invece troviamo scandaloso che il consulente finanziario, che ci ispirava tanta fiducia, ci abbia fatto mettere i nostri risparmi in una specie di disintegratore molecolare. Già, il piccolo risparmiatore può vedere bruciati i suoi pochi milioni in pochi giorni, ed un piccolo gruzzolo può anche svanire completamente, o ridursi a tal punto da non avere più forza di risalire, anche se la borsa dovesse riprendersi. Quando sottoscrivete un investimento nessuno vi da' garanzia che non perderete il vostro capitale. Vi vengono proposti diversi livelli di rischio, e mai si parla di perdere il capitale. Vi fidate dell'esperienza del consulente finanziario, che vi "assicura" che, sul medio periodo, gli alti e bassi della borsa si compensano, con leggera prevalenza degli alti: come dire che, giocando alla roulette con costanza e senza emozionarvi, potete guadagnare e magari vivere di rendita. Vi sentite colpiti da una grande ingiustizia? Significa che pensavate che la borsa fosse come un’assicurazione, o un ente benefico preposto a vegliare benignamente sulla vostra vecchiaia, cosa che non è, non è mai stata né mai ha preteso di essere, ed adesso lo avete imparato a vostre spese.

Le lezioni, quelle vere, si pagano sempre care. Ma vediamo almeno di trarne il massimo.

I settori sovrastrutturali (come le telecomunicazioni) possono continuare ad avere trend positivi se sorretti da un solido sviluppo strutturale, con orizzonti sufficientemente ampi. Cosa che, come abbiamo ormai analizzato su queste pagine da molti punti di vista, attualmente non è. Immaginate di innalzare una grande antenna televisiva che poggia dove un giorno, forse, ci sarà la vostra nuova casa. È proprio così: la vostra casa cade in rovina, il tetto si sfalda, piove dentro ed i muri cadono a pezzi, ogni tanto viene allagata. Ma vi hanno convinto che il vostro interesse è starvene a guardare la TV e mettere i vostri risparmi nelle tasche di quelli che fanno la TV. Presto non avrete di che riscaldarvi, ma che importa? Avete il telefonino, potrete sempre lagnarvi del freddo con i vostri amici e conoscenti!

Ma i brutti voti non sono ancora finiti. Dite la verità: avete un’impresa. Su, su, confessate. Avete faticosamente messo insieme un’aziendina, magari una ditta individuale o una piccola società, che fornisce servizi o ha iniziato una piccola produzione industriale. Ma i vostri risparmi non li avete investiti nella vostra azienda, eh no! Li avete investiti in borsa, cioè in altre aziende, e non nella vostra! Ma attenzione, se la borsa va male, anche il mercato va male, e probabilmente vi trovate con tutte le vostre entrate in flessione: avete quindi una flessione di fatturato ed, intanto, la borsa sta allegramente bruciando i vostri risparmi, che avevate astutamente investito altrove, credendo di predisporre una rete di salvataggio. Il fuoco lo vedete bruciare in TV, naturalmente, come se non bruciasse roba vostra. Invece brucia roba vostra, e forse dovrete chiudere l’azienda, perché avete preferito dare  soldi a qualcuno che manco conoscete, sperando che vi facesse ricchi, invece di credere in voi stessi e nella vostra attività!

A questo punto, tutto è molto più chiaro. Forse siamo imprenditori, ma non avevamo ancora tratto tutte le implicazioni e le conseguenze di questo fatto. Forse siamo diventati imprenditori senza averne la vocazione e magari portati dalle vicissitudini, senza averlo veramente scelto in modo consapevole (solo chi ha grandi capitali può permettersi di scegliere davvero). Certo se in maggioranza fossimo nati in una famiglia di lunga tradizione imprenditoriale sarebbe diverso: padri, nonni e zii avrebbero elargito i loro consigli preziosi, magari un po’ retrò, ma non per questo meno validi. Invece la mia generazione si trova a doversi inventare come nuova classe imprenditoriale, avendo alle spalle solo sogni di giustizia sociale, che continuiamo ad aspettarci di trovare nei luoghi più strani ed impensati. OK, adesso l’abbiamo capito? Nessuno ci protegge né pensa paternamente al nostro futuro, e del resto vi pare che possa esistere un’etica delle coccole, al di fuori dell’ambito delle persone che ci sono care? Intendiamoci, non che sia vietato coccolare o farsi coccolare, ma nessuno può essere obbligato per legge, né da una legge dello stato né da una legge morale. Ognuno deve scegliere per il proprio meglio, con la poca o tanta esperienza che si ritrova, il proprio bagaglio culturale e la propria etica (ad esempio non è neppure etico ricavare il proprio reddito facendo credere alle persone che saranno coccolate e protette, se poi non è vero).

Ma, al di là di ciò che è etico o ci piacerebbe, resta la responsabilità di ognuno, di scegliere per la propria sicurezza e per quella dei propri cari e discendenti. A questo proposito, un buon consiglio mi sento di darlo, a coloro che sono, o si sentono, imprenditori. Se non siete disposti a veder bruciare i vostri risparmi quando la borsa va male, fate così.

1.    Esaminate bene la vostra iniziativa imprenditoriale e, se non ci credete, o pensate che non sarà mai la vostra “missione”, chiudetela o cedetela (di iniziative poco convinte e senza vocazione l’umanità ed il mercato non sanno che farsene).

2.   Se l’esame vi dice che quella è la vostra missione, allora credeteci fino in fondo, ed investiteci tutti i vostri risparmi! Comprate quelle attrezzature che avevate sinora rimandato, assumete le persone che vi mancano, prendete i consulenti di cui avete bisogno, sviluppate le vostre attività, prodotti o servizi!

3.   Solo una volta soddisfatte le esigenze di sviluppo della vostra azienda, se le cose vanno molto bene, e vi rimangono dei profitti, allora cercate attentamente aziende meritevoli di ricevere la vostra fiducia ed il vostro denaro.

Se molti seguiranno questo consiglio, il mercato e l’economia, globalmente, ne avranno un miglioramento. Molte più aziende fioriranno, e quindi sarà rallentato, se non invertito, l’inesorabile processo di concentrazione e tendenza al monopolismo del “libero” mercato. Il mercato, insomma, sarà un po’ più libero, ed il genere umano stesso (per quanto questo problema possa sembrare molto più grande e distante) avrà qualche chance in più di sopravvivere.

Quanto sopra in generale. Inoltre, se volete una mia indicazione personale, date spazio e priorità ad iniziative di carattere strutturale. Guardate in alto, confrontate le vostre attività ed aspirazioni con l’unico grande orizzonte veramente aperto: lo spazio.

[AA – TDF 1/2001 21/01/2001]