Alimentazione e Scienza, un connubio attuale e necessario

Con il valido aiuto del prof. Tullio Regge, i cui commenti ci onoriamo di ospitare su queste pagine, abbiamo tentato di fare il punto e riordinare i pensieri in materia di Alimentazione e Scienza. Lo abbiamo fatto dal nostro punto di vista, di neo-umanisti ed umanisti astronautici, ed abbiamo riscontrato parecchie concordanze con i punti di vista del prof. Regge. Questo mi fa sperare un po' meglio, per l'affermazione in tempi non biblici di un pensiero neo-umanista. D'altro canto mi inorgoglisce e mi fa ben sperare per l'acquisizione di nuovi importanti contatti, collaborazioni e visibilità per TdF. Su alcuni punti, soprattutto in materia di Astronautica, mi sono permesso di commentare ulteriormente, e ne è nata una discussione molto interessante e proficua, che svilupperemo su queste pagine anche nei prossimi numeri.

Alimentazione e Scienza è il primo dei temi che abbiamo deciso di affrontare sulle pagine di TdF nel 2001 (si veda anche il programma di lavoro di TDF 2001).  L'alimentazione è per noi, neo-umanisti ed astro-umanisti, un argomento centrale, da diversi punti di vista. Diversamente dalle diverse correnti ecologiste, noi amiamo trattare prioritariamente gli argomenti inerenti la sopravvivenza del genere umano, ed amiamo trattarli dal punto di vista scientifico. Anche per questo non ci accontentiamo del nostro parere (che pure teniamo in gran conto :-), ma cerchiamo le collaborazioni più prestigiose ed informate.

Perchè ci interessa l'alimentazione in modo prioritario? Per almeno due ragioni:

  1. Non pensiamo affatto che il genere umano debba diminuire di numero e di importanza, nei confronti del resto della natura, anzi crediamo debba continuare a crescere in responsabilità ed in numero, sia pure in modo consapevole e controllato.

  2. Pensiamo che la Civiltà Terrestre debba partorire, a breve, il seme di una Civiltà Solare. In mancanza di tale lieto evento prevediamo parecchi eventi funesti, se non la fine della nostra civiltà.

Scartando quindi la soluzione semplicistica e suicida di ripiegare e rinchiuderci nella concezione (oggi maggioritaria) del mondo chiuso, l'alimentazione è e sarà sempre di più un problema da risolvere mediante la ricerca scientifica. Una ricerca onesta che, accanto all'obiettivo di un equo profitto, metta, con pari dignità, quello dell'interesse della specie umana, della sua continuazione e del suo sviluppo. Di grande attualità ci sono sembrati quindi due casi all'attenzione della cronaca: 

  1. le macro-frodi alimentari, di cui la "Mucca Pazza" è l'esempio più vistoso e preoccupante 

  2. gli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) e, più in generale, la bioingegneria. 

In ambedue i casi  abbiamo chiesto aiuto a chi ne sa ben più di noi e si batte dalla stessa parte della barricata: quella della nostra specie.

AA

Nostra mini-intervista con il Prof. Tullio Regge

D. Gentile Prof. Regge, Le sarei grato se volesse commentare per TdF l'argomento cosiddetto della Mucca Pazza. Si è cortocircuitata l’alimentazione dei bovini con farine  animali, escludendo lo stadio vegetale dal ciclo. Questo non è un peccato contro la natura come vuole la mistica naturista,  semmai un atto contro l’umanità, dovuto a frettolosità ascientifica, ad affarismo senza principi ed all’uso di scorciatoie non verificate.

R. Su questo punto vado d'accordo. Aggiungo anche che l'episodio della mucca  pazza è stato sfruttato politicamente come argomento antiscientifico. La Francescatto ha accusato gli scienziati di negligenza dimenticando che la scoperta dei prioni  è opera di grande valore e significato fatta da scienziati. Tuttavia non tutto il male vien per nuocere. A quanto pare la caduta dei consumi di carne rossa avrà un effetto benefico sulla salute, ci saranno meno tumori, superiore in vite umane salvate all'affetto negativo della mucca pazza. Volendo essere coerenti occorre insistere sulla  corretta alimentazione e seguire attentamente le raccomandazioni  degli esperti.  

D. Secondo Schauberger, sul cui pensiero TdF ha pubblicato un articolo di Adelia Bertetto e diversi commenti, prima di tentare di far meglio della natura dovremmo almeno  imparare a non fare peggio. Noi umani siamo tanti: soluzioni semplicistiche non saranno mai più possibili, l’inversione del vettore demografico sta in piedi solo se non si analizza lo scenario in tutti i suoi portati (un elenco non esaustivo: mercati in diminuzione, depressione economica irreversibile, genocidio  soft, e probabilmente la fine della stessa civiltà). L’apertura della frontiera spaziale appare l’unica strada in grado di  aprire orizzonti capaci di assicurare la continuazione dello sviluppo.

R. Pur concordando sulla premessa, l' affermazione sulla frontiera spaziale mi pare, più che non vera, azzardata. Siamo nel 2001 e  ancora ben lontani dallo scenario fantascientifico del film di Kulbrick. Per andare a vivere stabilmente nello spazio occorre risolvere vari problemi, tra cui: 

  1. Creare un habitat vasto, sicuro e dotato di gravità. 

  2. Creare una sostanziale attività economica, questa sarebbe possibile se si scoprisse ad. es. qualche asteroide ricco di minerali di alto interesse. 

  3. Creare un’ecologia locale in modo da evitare costosi rifornimenti dalla Terra. 

Al momento costerebbe molto di meno colonizzare il Sahara. Rimango in ogni caso favorevole ad una continuata attività spaziale. Non vedo la colonizzazione del sistema solare come risultato immediato.

D. L’alimentazione della Civiltà Solare sarà certo un problema ancora più complesso di quello che è stato l’alimentazione della civiltà terrestre. In nessun caso è più pensabile il quadretto idilliaco della mucca nel  pascolo verde con mulini bianchi sullo sfondo. Scorciatoie serie e soluzioni scientifiche al problema dell’alimentazione sono quindi altamente auspicabili. Deve però essere applicato rigorosamente il metodo scientifico, e non  affidarci a cialtroni che si ostinano ad imboccare la prima strada che sembra conveniente.

R. Pienamente d'accordo. Occorre insistere sulla corretta informazione scientifica  e non lasciarla in mano ai cialtroni. Ma anche l'eccessivo trionfalismo scientifico provoca danni e lascia sguarnite le retrovie ai cialtroni. Vedrei molto volentieri una organizzazione che faccia il punto con sollecitudine e onestà sulle varie affermazioni pseudoscientifiche che circolano nella nostra società. Il CICAP è già impegnato su questo fronte, ma occorre andare avanti.

AA - TR

Si veda anche la nostra inchiesta world-wide sul problema della BSE: wwinquiry

NOTE: 
Chi volesse corrispondere con il Prof. Regge può scrivere ad info@tdf.it, specificando nel soggetto "c.a. prof. Regge". La corrispondenza sarà da noi inoltrata al professore.
Postate le vostre posizioni e riflessioni sul rapporto tra alimentazione e scienza, sul forum pubblico di TdF.

[AA-TR - TDF 1/2001 - 06/01/2001]