Lettera aperta a un petroliere illuminato
di Adriano Autino
Caro Signor Petroliere,
Da quando e stato inventato il motore a scoppio, Lei ha intascato un patrimonio incalcolabile. Non mi fraintenda, non intendo rimproverarLa per questo. Petrolio e motore a scoppio hanno costituito la base stessa del progresso tecnologico. Informatica, medicina, navi ed aerei, prolungamento della vita media, telecomunicazioni: nulla di tutto cio avrebbe visto la luce senza di Lei. LUmanita Le deve molto. Anche se Lei ha agito per interesse personale, il Suo agire ha ormai un valore ontologico. Ma nulla puo durare in eterno. Sono personalmente molto contrario a sentirmi in colpa per i vari incombenti disastri ambientali annunciati. Sono estremamente contrario alle critiche retroattive, ai mea-culpa retrodatati, a chi pretende di sindacare la buona fede dellinventore della macchina ad acqua, a chi sospetta di disonesta il papa della macchina a vapore. Io continuo a chiamarli benefattori, anche se le loro invenzioni (o luso che ne abbiamo fatto) ci hanno portato alleffetto serra. Il peccato non e loro: loro hanno fatto cio che sapevano, cio che era alla portata della loro cultura, tecnologica e filosofica. Cosi e stato anche per linventore del motore a scoppio, e cosi e stato per Lei. Ma e sicuro che oggi non potremmo fare di meglio? Oggi noi viviamo in unepoca molto diversa dalle precedenti, anche da quella in cui Lei, o il Suo predecessore, ha compiuto il passo piu grande, per lUmanita: estrarre il petrolio dalle viscere della Terra, mettendo in moto la Macchina.
In soli 30 anni abbiamo dovuto prendere coscienza, non gia dei Limiti dello Sviluppo (come sostenne il Club di Roma), ma dei limiti di questo Pianeta. Nello stesso periodo e cresciuta una coscienza critica, le cui punte piu estreme considerano il nostro progresso tecnologico una sciagura, e lumanita alla stregua di un parassita del pianeta che la ospita. La visione, anti-umana, di tali correnti e prigioniera di un paradigma obsoleto, che vede il nostro mondo come un sistema chiuso, dai confini invalicabili. Allinterno di tale concezione del mondo, lUmanita e condannata ad un piu o meno lento declino culturale, sulla china della diminuzione dei consumi energetici e di risorse in generale. Una visione filosofica diversa, capace di costruire il modello di Mondo Aperto di cui lUmanita ha un estremo bisogno per proseguire il proprio cammino di sviluppo, muove oggi i primi passi, ma rischierebbe di morire prima di nascere, se si avverasse qualcuno dei disastri annunciati a Kyoto.
Vengo al punto. Non Le chiedo di rinunciare alle Sue ricchezze ne al Suo potere. Lei e il Signore dellEnergia, e non intendo contestare la Sua posizione. Ma quella colpa, che non sarebbe giusto caricare sulle spalle degli inventori che Lhanno preceduta, ricadrebbe per intero su di Lei, se, in presenza di tecnologie piu moderne e meno inquinanti, adesso che ci siamo resi conto del costo sociale dellinquinamento, Lei insistesse ad utilizzare fino ad esaurimento una tecnologia piu arretrata. Le chiedo quindi di considerare altre fonti. Cosa Le impedisce di far evolvere la Sua figura da fornitore di petrolio a fornitore di energia? Capitali da investire ne ha, forse piu di chiunque altro. Consideri, La prego, la possibilita di sviluppare una Centrale Satellitare ad Energia Solare: energia abbondante, pulita, indirizzabile nelle parti piu remote del pianeta. Pensi alle enormi possibilita di sviluppo, e di creare nuova ricchezza, dove prima cera solo desolazione. E pensi anche al grande onore, che glie ne verrebbe, per aver fatto, ancora una volta, il passo tecnologico giusto, alla portata, quanto di meglio lUmanita possa oggi realizzare.