Risposta a Bernasconi su "Economia =   Gestione di Risorse Scarse"

Riguardo alla ricerca filosofico-etimologica su Economia della Scarsita' vs. Gestione delle Risorse Infinite, ringrazio Bernasconi per avermi fatto notare che in inglese esistono due parole. Pero' non sono sicuro che convenga rompere il giochino cosi' presto e svelare subito l'ambiguita' che sostiene la provocazione. Questo e' uno dei rari casi in cui l'inglese e' piu' flessibile ed articolato dell'italiano (altrimenti estremamente piu' ricco di vocaboli e significanti semantici), e questo ci permette qualche liberta', un po' biricchina: confondere volutamente economia con ristrettezze economiche, sapendo che, comunque, anche l'Economics non si discosta certo dall'Economy (gestione di risorse scarse), nella filosofia del Mondo Chiuso, e non solo per gli ecozisti.
I poteri economici forti di questo pianeta ragionano in termini di Economy, oppure la utilizzano per tenere miliardi di persone ben asserviti e con pretese di basso profilo. Potremmo anche dire che l'Economics, come scienza astratta non esiste: nella pratica esistono le sue applicazioni, che, fin'ora sono sempre state, a volte realisticamente, a volte per cattiva politica, in chiave di Economy!
Ma noi stiamo dicendo, a tutti: 'aim high', perche' abbiamo iniziato a ragionare in un'ottica tanto-nomica, anziche' poco-nomica! (non stò proponendo questi orribili termini, ma e' tanto per farmi capire :-). Da questa posizione io spero che riusciamo a sviluppare una moderna critica dell'economia, e magari una valida antitesi. Ecco che il discorso si sposta, dal piano linguistico-etimologico, al piano strategico e politico. Ecco perche', se ovviamente condivido la necessita' di puntualizzare il significato scientifico della parola Economia, non so se convenga abbandonare la ricerca di un nuovo termine (che significhi gestione di risorse abbondanti), che potrebbe avere un impatto politico notevole. Chi ci vieta di cercare un'antitesi all'Economy, anche disturbando poco l'Economics astratta?

Adriano Autino


ECONOMIA = GESTIONE DI RISORSE SCARSE.

Beg to differ. The first meaning that comes to my mind for economics has nothing to do with parsimony or stewartship. It may have something to do with approximate thinking, profiteering, monetary frauds, etc, but this is -- IMNSMO -- just as irrelevant to your discourse as your scarcity argument.
"Economics is ... the study of the way society allocates resources for the production, distribution and consumptions of goods and services." Although "society" is probably a peme and is clearly an anthropomorphization in the above definition (by TF in ), the study of the way resources are allocated is not dependent on the relative abundance of resources.

> 1. Molti dizionari traducono economia con termini che significano PARSIMONIA (latino), morigeratezza, risparmio

Question: Is this a meaning that has acquired particular importance in Italian ?
Answer: Yes, because "economia" seems to mean both "economics" (to which I've referred to above) _and_ "economy" (which may be what your're referring to). This probably explain why I've so much difficulty in understanding you (see below).

> 3. La parola ECO-NOMIA viene dal Greco OIKOS-NOMEA, che significa  (Aristotele) amministrazione della casa (famiglia, averi, affari, schiavi+liberti+persone intorno alla famiglia), per i Latini si allarghera' ai CLIENTI.

Yup, so etymologically we find no trace of scarcity either.

> 4. OIKOS, in senso piu' ampio significa anche Ambiente = Ambiente Naturale + Esseri Umani. Da qui anche ECO-LOGIA (termine inventato da un tedesco nella prima meta' del 1800), cioe' Discorso sull'Ambiente.

Haeckel created the term for scientific purposes, thus making clear what it meant: it is the study of how organisms relate to their environment (and to each other) in a biological community. Period. Of course, the term has also been abused and translated by people pursuing a political discourse and using the environment as front. (snip)

> 6. Il MedioEvo appare l'incubatore naturale dell'uso moderno del termine ECONOMIA. Nei villaggi e feudi isolati, assediati dai briganti (l'apoteosi del concetto di Mondo Chiuso), la GESTIONE DI RISORSE SCARSE deve aver preso antropologicamente il sopravvento definitivo

Question: Is this personal speculation or are you drawing on sources?

> 8. Alcune riflessioni a latere:
> 8.1 Negli Antichi il concetto di RISORSE SCARSE

... that you have not really connected with the term "economics," IMO

> attiene sia alle CAPACITA' che ai MEZZI (scarsita' di mezzi), moltissimo al POSSESSO DI RISORSE  MATERIALI, da parte degli umani per trasformare in ricchezza le (allora) abbondanti risorse del pianeta. Ed anche alla CONOSCENZA, sia quantitativa che qualitativa, rispetto alle risorse stesse.

Uhu? Your Aristotle seems to have pointed to (I quote you again): "amministrazione della casa (famiglia, averi, affari, schiavi+ liberti+persone intorno alla famiglia),".
This sort of households might have been modest but it clearly was neither poor nor affected by a scarcity of means: What are aiming at with this observation?

> 12. La parola che stiamo cercando dovrebbe avere, almeno, il seguente significato (antitetico rispetto ad economia):  GESTIONE DI RISORSE INFINITE, O COMUNQUE GESTIONE DI RISORSE ABBONDANTI
> 13. Cerchiamo radici linguistiche, non solo greche, per esprimere in modo ricco, circostanziato e positivo, il concetto di cui sopra.

Solution: Use: "economics." :->
Emphasize that E is the study of the allocation & production etc (no scarcity implied) and brand the fashionable "sustainability" as the tyrannical limitations of access to scarce resources. In other words, exploit the fact that the ecozis have already created a new word, refering to just what you seem to want to burder poor E with: make clear this fact, associate E with its original scientific (and even etymological) meaning, and you'll have the advantage to use a known word in a coherent sense.

Cheers
Marco Bernasconi


CERCASI MODERNA ANTITESI DELLA PAROLA ECONOMIA

Cari Co-Planetari,
Diana ed io stiamo cercando una parola chiave.
Cerco di definirne di seguito le motivazioni della ricerca ed i requisiti.
Del concetto di ECONOMIA vs. RISORSE INFINITE abbiamo gia' detto, ma lo ripeto per chi, in copia a questo messaggio, avesse perso i precedenti.

ECONOMIA = GESTIONE DI RISORSE SCARSE.
- L'apertura della Frontiera Spaziale significherebbe quindi LA FINE DELL'ECONOMIA.
- Infatti al concetto di RISORSE SCARSE si sostituirebbe il concetto di RISORSE INFINITE.

Da una breve ricerca fatta su vari dizionari etimologici, enciclopedie filosofiche et similia emerge quanto segue:

  1. Molti dizionari traducono economia con termini che significano PARSIMONIA (latino), morigeratezza, risparmio

  2. Contrari di economia, riportati da diszionari dei sinonimi e contrari, sono: sperpero, prodigalita'.

  3. La parola ECO-NOMIA viene dal Greco OIKOS-NOMEA, che significa (Aristotele) amministrazione della casa (famiglia, averi, affari, schiavi+liberti+persone intorno alla famiglia), per i Latini si allarghera' ai CLIENTI. I Greci mettevano l'ECONOMIA a meta' strada tra l'ETICA (governo dell'Individuo) e la POLITICA (governo della Citta'). Interessante sarebbe anche un approfondimento dell'uso dell'ETICA nel periodo attuale, in cui si pone molto l'accento sull'individuo, ma questo da' origine ad un altro filone di ricerca.

  4. OIKOS, in senso piu' ampio significa anche Ambiente = Ambiente Naturale + Esseri Umani. Da qui anche ECO-LOGIA (termine inventato da un tedesco nella prima meta' del 1800), cioe' Discorso sull'Ambiente.

  5. Nell'uso moderno le due parole hanno assunto significati diversi: ECO-NOMIA = gestione delle risorse (scarse) e dei beni commerciabili (merci), ECO-LOGIA= studio dell'ambiente, inteso come insieme delle risorse non commerciabili, che pero' sostengono la vita. Ma questo da' origine ad un altro filone di ricerca.

  6. Il MedioEvo appare l'incubatore naturale dell'uso moderno del termine ECONOMIA. Nei villaggi e feudi isolati, assediati dai briganti (l'apoteosi del concetto di Mondo Chiuso), la GESTIONE DI RISORSE SCARSE deve aver preso antropologicamente il sopravvento definitivo, rispetto ad una concezione piu' classica (nel senso greco e romano) di amministrazione virtuosa (cioe' performante, magnanima ed utile a tutta la comunita').

  7. Sembra che l'umanita' non abbia mai avuto un concetto filosofico di GESTIONE DELL'ABBONDANZA, se non nel favolistico e nel mitologico (?, accettiamo volentieri, anzi auspichiamo, smentite supportate da prove)

  8. Alcune riflessioni a latere:
    8.1 Negli Antichi il concetto di RISORSE SCARSE attiene sia alle CAPACITA' che ai MEZZI (scarsita' di mezzi), moltissimo al POSSESSO DI RISORSE MATERIALI, da parte degli umani per trasformare in ricchezza le (allora) abbondanti risorse del pianeta. Ed anche alla CONOSCENZA, sia quantitativa che qualitativa, rispetto alle risorse stesse.
    8.2 La fluidita' di mezzi e capitali, propria dell'era elettronica, rende l'ECONOMIA (termine usato qui in senso piu' generale, in mancanza per ora di termini piu' adatti) molto piu' dipendente dalle CAPACITA' e dall'INVENTIVA delle PERSONE (termine volutamente usato, al posto di INDIVIDUI, perche' il concetto di PERSONA e' piu' rapportato al sociale, ma si accettano termini piu' calzanti, anche in questo caso) che dal POSSESSO, persino di quei MEZZI DI PRODUZIONE che, nella Societa' Industriale, rivestivano tanta importanza.

  9. Sembra che ci tocchi inventare un CONCETTO MORALE DELL'ABBONDANZA, vista sinora come qualcosa di moralmente negativo, che invita le persone a 'dormire sugli allori', rilassarsi e sperperare.

  10. Proprio qui sta il paradosso della nostra epoca: l'abbondanza e' a portata di mano (purche' si abbia la volonta' politica e l'onesta' necessarie per vederla), ma non e' raggiungibile senza il massimo grado di cultura, approccio analitico, applicazione tecnologica.

  11. La stessa Tecnologia Elettronica, che rende possibile il regno dell'abbondanza, puo' altrettanto efficacemente nasconderne le strade di accesso. (La CONOSCENZA attraverso mezzi di comunicazione non puo' sostituire l'emozione generatrice di intuizione dell'esperienza umana diretta, ma puo' pericolosamente darne l'illusione).

  12. La parola che stiamo cercando dovrebbe avere, almeno, il seguente significato (antitetico rispetto ad economia): GESTIONE DI RISORSE INFINITE, O COMUNQUE GESTIONE DI RISORSE ABBONDANTI

  13. Cerchiamo radici linguistiche, non solo greche, per esprimere in modo ricco, circostanziato e positivo, il concetto di cui sopra.

Adriano Autino e Diana Baroni - 19/06/99


INSANIA BELLI

"That pride in the kill, that arrogance of conquest. Human beings eat and die: it is the same with animals. A fact of life, nothing more. And yet, there is something more powerful and persuasive here, as if the scent of blood itself was the original inspiration, tickling at the nostrils, causing the mouth to salivate and the heart to pound. Why the smirk? Why the profound pleasure in witnessing the ritual slaughter? It's an enigma, something impenetrable and atavistic.

Wome have their blood roots: menstrual blood and birth. It is possible that the opposite pole of this is men's obsession with death, that somewhere along the line, blood must leave its mark: the philosophy of it, the fear of it, the quest for what might transcend it, the politics of it, the licensing of death, the act itself by war, murder, suicide, slaughter? From what bend in the heart does the urgency of the kill come? A gulf opens up between us, a gulf of incomprehension: no man can know labor pains: no woman can know the surge of pleasure as the animal falls to its knees. Something infinite and irreparable divides us at this point, a precipice at the limits of understanding".

Women see Men
introduction and text by: Ingrid Bengis -art direction by: Geri Davis
Mc-Graw-Hill Book Company - 1977

War will still exists, unless female pietas will superseed male violence. Accordingly to Alvin and Heidi TOFFLER (War and Antiwar - Warner Books 1993), to the Third Wave economy and Third Wave technologies corresponds Third Wave War) .

"Using Third Wave technologies that are less energy intensive and less polluting we can now begin to clean up the ecological havoc wrought by Second Wave industrial methods in the age of mass production....The digital revolution that is helping to fuel the Third Wave has within it the potential for educating billions."

The work of Janet and Chris Morris on the principles of non-lethal defense could be inspiring for the citizens of Greater Earth who must be educated to think in wider and less provincial terms.

Adelia Bertetto -17/6/99


Nella ricetta occorre un po’ di stupidità, quanto basta.

Caro Autino, le tue considerazioni sono come sempre troppo intelligenti e questo è il loro peggiore difetto. Tutto ciò che proponi non tiene conto della lentezza con la quale i terrestri riescono a differenziarsi. Le ultime elezioni dimostrano alcuni fatti che mi sembrano indicare una certa difficoltà degli europei ad elaborare qualche idea innovativa. Se da una parte il positivo ritorno allo spirito del liberalismo mi fa sperare in una progressiva decadenza delle nefaste romanticherie tardo socialiste, dall'altra mi sembra che questa decadenza potrebbe trascinarci tutti in quel conservatorismo suicida che tu tanto temi. I miei "polpastrelli" ti suggeriscono di arricchire le tue "considerazioni" con un po' di stupidità, dotarle insomma di un loro peso specifico che tenga conto di alcuni fenomeni: realtà, interessi, resistenza socio-antropologica, capacità dell'occidente di progredire nell'ignoranza.

Luigi Granetto - 16/6/99

[NDR: Luigi Granetto è l’ideatore ed il curatore di Gnomiz]


About an alternative strategy to military force.

Regarding the NATO--Serbia war over Kosovo: you ask whether there is an alternative strategy to military force in such cases.

My suggested formula is this: (1) refugee aid; (2) education; and (3) reparations.

Firstly, we provide *humanitarian aid* to the refugees, settling them within the civilised world as best we can, perhaps at a rate of up to 10,000 or 20,000 per year. Too slowly, and we have long-term squalor in the refugee camps; too quickly, and people will start burning their own houses and moving into the camps in the expectation of quick rewards. The question is whether there exists a happy mean which satisfies the demands of humanitarian care without creating an incentive that swamps the industrialised world with unsustainable numbers of relatively poorly educated immigrants, and that is a question for experts to consider. In many cases it may be possible to seize back some of the disputed territory and allow refugees to go home, but we are concentrating here on what do to when that is not a militarily possible or advisable solution.

Secondly, we take every opportunity to *educate* the offending population about what has been done in their name, including holding sessions of an international criminal court and sending international observers and aid workers to the disputed territory. But we allow that population to make their own decisions about what to do with the knowledge. This is surely likely to be more dangerous to an intolerant established regime, compared with the policy of waging war against that country, which seems to consolidate the regime's hold on domestic power. (It certainly did in the case of Iraq.)

Thirdly, we impose by international agreement *financial sanctions* against the country. NOT trade sanctions, but rather financial ones. Thus we seek to encourage trade with the country, but impose a refugee tax on all its international transactions. The proceeds of the tax go to a non-profit organisation subcontracted to the UN, and that organisation distributes the proceeds for the direct benefit of the refugees, helping to pay for their upkeep in refugee camps or to resettle them elsewhere. Again, there is a delicate balance: too small a refugee tax and it will go unnoticed by the offending population; too large a tax, and we get into the Versailles effect where post-First-World-War Germany felt that another war was the only way it could liberate itself.

The point is to try to integrate the offending state into the civilised world while at the same time making it liable for the costs it has imposed on refugees and surrounding countries alike. It may be that this is not possible without war, but if it is, some formula such as the one above may be the way to achieve it. That formula may also be the only way to proceed in cases when an offending state is too powerful militarily to contemplate the use of force against it, e.g. if it is a nuclear-armed state.

The most obvious disadvantage of my plan is that it is a long-term solution only. The fact that I believe that humanity should start thinking long-term about the future does not necessarily mean that political leaders will do so.

Stephen Ashworth - 16/6/99

[NDR: Stephen Ashworth è il webmaster del sito web di Space Age Associates]