Altri interventi sulla guerra del Kosovo ed alternative possibili

Altri interventi sulla guerra del Kosovo, e sull'alternativa spaziale, potete trovarli nel Forum della Greater Earth Initiative:

http://www.greaterearth.org/forum/disc1_frm.htm


In risposta ad Aacidix - di Marco C. Bernasconi

Una cosa si deve riconoscere: finora gli Americani (Meglio: il loro presunto governo) hanno saputo ben scegliere i loro peggiori nemici. Kaddafi, Saddam, Millosevic: chi puo' prenderne le difese, se non un opportunista alla Le Pen?
Il problema e' altrove. per cominciare, guardiamo chi sono i nemici dei nemici. Per la Libia, eravamo tutti noi, vittime reali e potenziali del terrorismo islamico. Per l'Iraq, erano i Kuwaiti, i Sauditi, e il loro petrolio associato. Per la Serbia sono gli albanesi del Kossovo. Continuiamo: i nemici dei miei nemici... Ora, se chiaramente noi siamo amici di noi stessi (o almeno i piu' etici fra noi lo sono), gia' per i Sauditi & co sorgono grossi dubbi... ma il petrolio e' invero utile, ok. Ma i Kossovari?? Ma allora perche' i paesi socialisti della NATO attaccano un regime nazional-comunista senza vera ragione e senza base legale? Questa cosiddetta guerra ci spinge, contro tutti i nostri principi di sanita' mentale contrari a teorie cospirative, a seguirne almeno una traccia nei fatti.
Clinton e i suoi fratelli tinti di rosa lo fanno per rafforzare la fede dei "loro popoli" nella costituzione -- si' nella sola costituzione che essi rispettano: "faccio tutto quello con cui la faccio franca!" E' un esercizio di potenza dominante sul diritto (secondo il "principio": "Might is right"). E' un esercizio in complicita', per meglio poter colpire domani altri fazioni scomode e quindi indegne. E', per il protagonista del commento di Aacidix, una continuazione del suo esercizio di tirannia che passa per la sopressione dei diritti tramite una completa trascuratezza dei principi legali della repubblica, ai quali si sostituisce il semplice beneplacito del presidente (cosiddetto).
Non c'e', dunque, discontinuita' nelle azioni di Slimy Bill: la stessa sete di potere, lo stesso disprezzo per la costituzione, la legge, e le persone lo ispirano. E i suoi compagni di gioco, altrettanto ipocriti, gli orbitano attorno.
Come disse il poeta? "Non ti curar di lor, ma guarda e passa"? Soffro per una persona, il quel gruppo di assassini (ma dai lunghi precedenti, o Aacidix!), per un poeta. Non posso credere che Havel non sia altrettanto colpito della malignita' della situazione, e interpreto il suo silenzio come una consequenza delle suo condizioni personali.
Quanto agl'altri...
Marco - 3/5/99

To sacrifice one's life for the king is a bad choice. To offer one's life to the King is stupid -- but we must understand that: "I'll take you on your word!" is strictly and only an educational joke. But for "the King" to assume that he can dispose of one man's life is a crime -- and it does not make any difference whether "the King" is a man named Louis or George, a "democratic state" or the "United Nations." MCB - 1999


Monica, fai qualcosa! - di Aacidix

Ci stava quasi piu' simpatico, Bill Clinton, quando, per distrarsi dalla noia, nelle lunghe giornate passate alla White House senza niente da fare (si sa, sono le lobby a dirigere in realtÓ il Congresso!) si chiudeva nella sala ovale in dolce compagnia! Sembrava quasi che avesse una parvenza umana. Cosi' sembrava pensarla, alla fine, anche l'opinione pubblica USA piu' bacchettona.
Ma poi siamo passati ai bombardamenti impropri. Anche recentemente i suoi pistoleri si sono fatti vari pullman di civili, con bambini a bordo, un ospedale e l'ambasciata cinese di Belgrado. Signor Clinton, quando vedremo il suo cavallo (o forse il suo cane) promosso senatore? Magari nel frattempo gradirebbe spostare il suo furore umanitario un po' piu' vicino a casa? Che ne direbbe di una bombardatina al Messico, per difendere i contadini del Chapas? L'altro furbacchione, Mr. Milosevic, si e' reso conto, nel frattempo, che quando partono i B52 non ce n'e' piu' per nessuno. I piloti dei B52 si divertono solo con le bombe di grande portata, capaci di sfondare i bunker di cemento dove il bririchino tiene ben nascosti i suoi famosi carri armati serbi. Ecco allora lo Stalinotto balkano prodigarsi in proposte di pace..
DOMANDA: perche' non utilizzare subito i B52, e non sfondare subito i bunker, invece di giocherellare per piu' di un mese con razzini e bombette capaci solo di ammazzare civili? .
Certo le lobby produttrici di missili staranno brindando a champagne, per festeggiare i nuovi succulenti ordini, adesso che gli arsenali sono vuoti. Non cosi' i popoli dei balkani (tutti), non cosi' l'economia turistica dell'Adriatico (che quest'anno non battera' un chiodo), e non cosi' gli Europei, che preferirebbero di gran lunga veder sviluppare mercati, nei Balkani, piuttosto che campi minati. .
Monica, pensaci tu! Torna alla Casa Bianca! Da quando te ne sei andata Bill non e' piu' lui! Si e' gettato nel lavoro, per dimenticare! (Dio ce ne scampi e liberi)..
AACIDIX - 2/5/99 - 8/5/99


Risposta ad A. Autino su Jefferson e diritti umani fondamentali – di Marco C. Bernasconi

Caro Adriano, rieccomi confrontato con un altro fiume d'osservazioni! Essendo soltanto un povero ingeniere, fortunatamente posso limitarmi a qualche commento sul poco che conosco!! On Sun, 21 Mar 1999 19:28:25 +0100, Adriano Autino wrote:

> (snip) La voce Thomas Jefferson compare in diverse enciclopedie e dizionari, ... Lo spero bene!

> Tutte le voci riportano, piu' o meno, quanto segue: Jefferson, di studi classici e legali, e' il padre della costituzione americana - Cominciamo male! TJ e' l'autore della dichiarazione d'indipendenza, documento (come ho cercato di illustrare nel mio pezzo per TdF) superiore alla costituzione, US o altra. (Se qualcuno puo' mostrarmi il contrario, saro' lieto di fare ammenda.) Off the cuff, non so se TJ sia stato nella delegazione virginiana al congresso che redisse la C per gli SU d'A (1787). Certo le fu leale, anche se il minimo male che si possa dire sulla C e' che e' d'ispirazione hamiltoniana (federalista), e ricordare che tra A Hamilton e TJ non ci fu certo unita' di intenti.

> - si rifaceva all'illuminismo ed alla rivoluzione francese - Era parte dell'Illuminismo! E per quanto riguarda la rivoluzione francese, e' un'osservazione europeista. Cari amici, la (sanguinosa, puoi sanguinaria) rivoluzione francese e' del 1789; la D d'I di TJ e' del 1776, e da origine alla guerra d'indipendenza che e' intestina solo dalla prospettiva di re Giorgio. La C di cui sopra e' del 1787, come detto. TJ _sostenne_ la rivoluzione francese, non il contrario!

> - era un repubblicano (ma non e' dato sapere che cos'erano i partiti > repubblicano e democratico allora, se pure esisteva questo bipolarismo) - Dici bene: il partito democratico e' nato piu' tardi. Repubblicano per TJ significa almeno tre cose, di cui l'appartenenza a un partito e' la minore: sta in opposizione a "monarchico" e significa sostenitore del "governo della legge" (in liguaggio contemporaneo, "stato di diritto" -- per quanto s'ha da chiedersi ne questa espressione abbia ancora un significato).

> - era un sudista - Please explain: questa e' una generalizzazione collettivista pertanto priva di significato. La Virginia e' uno Stato del sud, e rimarra fedele alla Confederazione durante la guerra cosiddetta di secessione (non rilevante nel contesto, dato che avviene circa 40 anni dopo la morte di TJ).

> - si contrapponeva alla nuova classe industriale nascente nel Nord-America - Diciamo che non aveva molta simpatia per il potere bancario newyorkese ne' per la "grande industria" (fatte debite proporzioni, siamo alla fine del XVIII secolo). Perche' chi e' in debito e/o salariato non puo' esercitare la sua liberta' essendo troppo facile preda del ricatto dei (piu') potenti (di lui). Credo ricordare un'elucubrazione autiniana recente sull'opportunita' di aumentare l'autonomia dei "deboli" negli scambi (economici). <g> Come ambasciatore in Francia, TJ aveva potuto osservare gli effetti negativi di latifondi _e_ industrie, concludendo che gli uomini, per essere liberi, dovevano poter essere autonomi quanto ragionevolmente possibile. L'America dava ai suoi abitanti il potenziale di arrivare a questa autonomia: terra ricca, vasta, permetteva di essere autonomi almeno per il cibo. Non credo pero' che TJ conoscesse la natura umana tanto poco da credere che una classe potessere essere "naturalmente buona"; e forse avrebbe anche chiesto cosa vuol dire buono. TJ non era un amante della natura che abbraccia gli alberi, pero'! Sorta di genio universale, profondamente interessato alla scienza (fu presidente dell'American Philosophical Society), defini' un sistema di misura consistente (sopraffatto dal sistema metrico francese), diede grande attenzione all'ufficio brevetti durante il periodo in cui fu Segretario di Stato (nell'Amministrazione Washington); fu architetto, creatore del campus dell'Universita' di Virginia, oltre che della sua casa a Monticello. L'intento scientifico si mescola al politico nella sua definizione della spedizione di Lewis e Clark (Meriwether Lewis era stato suo segretario). E anche in agricoltura propugna sviluppo: tornando al termine del suo periodo come ambasciatore, porta con se' piante da frutto, e i cultivar di riso che ha fatto contrabbandare dal Norditalia (fatto punibile con pena di morte). Infine, si puo' notare che non giudica la manufattura naturalmente "cattiva": il suo pragnatismo lo porta a installare una fabbrica di chiodi a Monticello, per cercar di far quadrare il bilancio.

> - T.J. era personalmente proprietario di schiavi (!) - Si', lo era: e allora? I tiranni contemporanei amano sottolineare questo suo conformismo, per far risaltare la loro "virtu'": cosi' Klinton, che ha fatto rilasciare informazioni su ricerche che confermerebbero che TJ ebbe un'amante schiava, proprio prima delle elezioni del novembre scorso. Martha Jefferson mori' giovane, dopo un parto difficile, e TJ trascorse il resto della sua vita come vedovo. E' stato pero' criticato il fatto che non abbia liberato la sua compagna, ne' ne abbia riconosciuto i figli. In proposito cito a memoria l'analisi (credo) di Malone. Il mentore di TJ, uomo di cultura, fu rispettato membro della comunita' fino al giorno in cui soccombe alla sua buona coscienza e riconosce il figlio naturale per farlo ereditare. La sua memoria viene allora distrutta e immeritatamente trascinata nel fango: le sue disposizioni testamentarie annullate. Inutile martirio! Ma ecco insorgere i collettivisti di due secoli piu' tardi: TJ avrebbe dovuto farlo! I suoi dichiarati diritti sono impostura, da parte di un tal uomo! Ha! Occupatevi delle vostre coscienze, dico io! Cio' che un uomo fa della sua proprieta' in accordo con la "legge" e' un affare tra lui e la sua coscienza. E perche' TJ avrebbe dovuto imitare una procedura dimostrata fallimentare proprio nel caso dell'uomo che era stato per lui come un secondo padre? Tra l'altro Malone racconta che TJ offri alla sua compagna la liberta', nel momento piu' opportuno e cioe' prima di lasciare la Francia. Liberata su territorio francese (dove aveva vissuto per diversi anni), essa avrebbe avuto una liberta' d'azione certo impossibile in Virginia o a Filadelfia. Lei scelse di restare con lui e tornare in America.

> (snip) > a] La rivoluzione delle "liberte'-egalite'-fraternite'" sviluppatasi in Francia, aveva diritti umani molto evidenti da far prevalere, contro la nobilta': il fatto che tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali, per quanto riguarda i diritti. La nobilta' di allora non aveva alcuna valida argomentazione filsofica ne' politica, per sostenere i propri privilegi contro la rivoluzione borghese, portatrice dei diritti umani fondamentali. Osservo: la rivoluzione francese non ha lasciato un'eredita' paragonabile a quella Americana: in altre parole, i francesi sono rimasti molto piu' vicini alla concezione tradizionale di stato (si guardino la Francia di oggi, o l'UE); ne' hanno veramente mai sperimentato con le liberta' repubblicane ricadendo rapidamente in dittature e monarchie. In assoluto, per quanto sia difficile argomentare contro i diritti di Jefferson, osservo che questi sono non solo violati ma addirittura non riconosciuti quasi ovunque, oggi. Quindi, apparentemente, argomentazioni vengono vendute come valide.

(snip) > d] Comunque, per il filo analitico che sto cercando di seguire, la rivoluzione borghese afferma dei valori e dei principi pressoche' incontrovertibili, di valore universale ed estemporaneo. - ? vs

> e] Mentre l'America li' si ferma, o addirittura subisce alcuni processi involutivi, l'Europa cerca di andare avanti, ed ivi compare il pensiero socialista, che pero' si sviluppa maggiormente ad est - Qui i fili analitici si separano, apparentemente. Certo, gli Stati aderenti alla confederazione, poi (secondo alcune interpretazioni) parti della Costituzione, hanno subito un chiaro processo involutivo: l'imposizione di schemi collettivistici, tra questi il pensiero socialista, e' parte di tale involuzione, nella mia analisi. Che pensieri, socialista o altri, sviluppati in Europa da allora siano da vedere come un avanzare sui diritti jeffersoniani, resta ampiamente da dimostrare. (tu stesso riconosci che tutti i tentativi "socialisti" hanno portato a degradazioni -- paragonabili o peggio alle degrazioni che hanno seguito la rivoluzione francese.) Io favorisco i progetti modesti e, osservando che nemmeno la repubblica con i diritti di Jefferson oggi esiste, ne invoco l'avvento. Rappresenterebbe un progresso? Si'! Abbiamo identificato ulteriori liberta' fondamentali autentiche, cioe' compatibili con la realta' fisica? In tal caso, queste potranno essere aggiunte alla repubblica: ma non usiamole come motivo di dibattito per ritardare i diritti sui quali (apparentemente) non c'e' contraddizione.

MC Bernasconi - 22/3/99


Alcuni commenti su Jefferson ed i diritti umani fondamentali – di Adriano Autino

I commenti che seguono mi sono stati ispirati dall'articolo di Marco C. Bernasconi "Una condizione costituzionale minima". Cominciamo pure da Jefferson, sul quale ho cercato di colmare, insieme a Diana, qualche lacuna determinata dal sistema scolastico italiano. Nel frattempo Diana sta studiando Amartya Sen (recente Nobel per l'economia), e fra non molto produrra' certamente qualcosa di molto significativo, a proposito di uguaglianze, disuguaglianze (nota il plurale) e diritti umani.
La voce Thomas Jefferson compare in diverse enciclopedie e dizionari, alcuni dei quali attenti alle condizioni sociali dell'America tra il 700 e l'800, altri meno. Tutte le voci riportano, piu' o meno, quanto segue: - Jefferson, di studi classici e legali, e' il padre della costituzione americana - si rifaceva all'illuminismo ed alla rivoluzione francese - era un repubblicano (ma non e' dato sapere che cos'erano i partiti repubblicano e democratico allora, se pure esisteva questo bipolarismo) - era un sudista - si contrapponeva alla nuova classe industriale nascente nel Nord-America - il suo modello sociale era una societa' rurale di piccoli coltivatori "naturalmente" buoni. Qualche altra voce riporta anche che: - T.J. era figlio di ricchi allevatori della Virginia, di cui ha raddoppiato il patrimonio - T.J. era personalmente proprietario di schiavi (!)
A parte considerare ancora una volta la malignita' lievemente sadica del destino, che fa scrivere la costituzione forse piu' libertaria della sua epoca ad un proprietario di schiavi (ma Diana mi ricorda che Karl Marx aveva in casa una serva, che non mancava di molestare anche sessualmente), mi viene da fare subito qualche considerazione storico-epocale (teniamoci ben saldi sulle sedie, ed allacciamo le cinture, che si parte):
a] La rivoluzione borghese dell'egalite'-fraternite'-liberte', sviluppatasi in Francia, aveva diritti umani molto evidenti da far prevalere, contro la nobilta': il fatto che tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali, per quanto riguarda i diritti. La nobilta' di allora non aveva alcuna valida argomentazione filsofica ne' politica, per sostenere i propri privilegi contro la rivoluzione borghese, portatrice dei diritti umani fondamentali.
b] La borghesia rivoluzionaria, grazie all'universalita' dei principi che propugnava, ha trovato facilmente nella classe contadina ed in ogni altra classe subalterna degli alleati pressoche' "naturali".
c] Quindi, incidentalmente, non c'e' vera contrapposizione neppure tra il sud rurale di Jefferson ed il nord industriale degli Yankee, che si troveranno d'accordo nel dichiararsi indipendenti dalla vecchia Inghilterra, anche se la borghesia nordista chiaramente preferiva avere dei salariati anziche' degli schiavi (ma Jefferson avra' poi concesso i diritti umani elementari ai "suoi" schiavi, o se la sara' cavata dichiarando che non erano esseri umani? [so di essere acido, al limite di ogni sopportazione <gh>])
d] Comunque, per il filo analitico che sto cercando di seguire, la rivoluzione borghese afferma dei valori e dei principi pressoche' incontrovertibili, di valore universale ed estemporaneo.
e] Mentre l'America li' si ferma, o addirittura subisce alcuni processi involutivi, l'Europa cerca di andare avanti, ed ivi compare il pensiero socialista, che pero' si sviluppa maggiormente ad est (in societa' pre-industriali). Un altro scherzetto della storia, questa volta ai danni del vecchio Karl: la sua dottrina, nata per liberare il proletariato industriale, finisce col servire prevalentemente come modello di ... industrializzazione di societa' pre-industriali :-)
f] Sono personalmente annichilito nel constatare, in primis, che le grandi rivoluzioni socialiste (esclusa forse quella cubana), non solo hanno fallito lo scopo del loro agire, ma sono degradate in regimi autoritari, fascistoidi o nazisti: - il nazional socialismo genocida hitleriano, in Germania, mutatosi in nazismo - il socialismo mussoliniano in Italia, mutatosi in fascismo - il socialismo in un paese solo, genocida, staliniano, in URSS, rimasto nominalmente socialista, ma totalmente liberticida, sia sul piano delle liberta' individuali che di quelle economiche, esattamente come un regime fascista o nazista - il socialismo di Mao-Tse-Tung/Deng-Tsiao-Ping/Yang-Tse-Min, liberticida e sterminatore di dissidenti, in Cina - per non parlare di Pol Pot e vari macellai in Cambogia e paesi limitrofi.
g] Fanno qualche eccezione alla regola di cui sopra (ma forse solo per non aver potuto, per varie ragioni, giungere a conseguenze estreme): - il socialismo cubano, in cui il burocratismo centralista di Fidel Castro non e' riuscito a sopprimere la spinta libertaria di Che Guevara (mah, spiegazione fantasiosa, lo ammetto) - il socialismo di Allende, soffocato dal regime fascista e liberticida di Pinochet (grazie all'appoggio degli USA e della CIA) molto prima di poter degenerare esso stesso - il socialismo vietnamita, di cui si sa poco, in verita', ma conserva probabilmente ancora troppo viva l'esperienza rivoluzionaria condotta contro l'invasore statunitense, quindi non ha ancora fatto a tempo a degenerare.
h] Non ho abbastanza elementi per parlare delle esperienze africane di rivoluzione socialista, se di rivoluzione socialiste si puo' parlare.
j] Al di la' delle lezioni che oggi potremmo anche finalmente tentare di trarre dal fallimento della rivoluzione socialista, mi interessa qui analizzare quali diritti e principi la rivoluzione socialista cercava di affermare, e cercare di collocarli nella situazione sociale in cui tali rivoluzioni si sono sviluppate.
k] Laddove la rivoluzione borghese partiva dalla contraddizione tra il diritto alla liberta' _di_principio_ ed all'uguaglianza _nominale_ dei diritti di tutti gli esseri umani da una parte, e la negazione di tali diritti da parte della nobilta', la rivoluzione socialista cerca di affermare alcuni diritti _di_fatto_, non di tutti gli esseri umani, ma di un sottoinsieme della specie, vale a dire degli esseri umani salariati.
l] Karl Marx infatti afferma che se un salariato deve lavorare per la maggior parte del proprio tempo di veglia, ed il suo salario gli basta appena per ricostituire la propria forza lavoro, egli non e' libero, poiche' non ha tempo ne' energie da dedicare alla propria crescita culturale e sociale.
m] Nell'affermare la necessita' di liberare la classe proletaria da quanto sopra, la rivoluzione socialista affermava di poter liberare implicitamente anche le altre classi subalterne (contadini poveri, sottoproletari e poi, per estensione, negli ultimi decenni, gli studenti, le donne, e tutti gli insiemi sociali discriminati), mediante l'espropriazione dei mezzi di produzione dalle mani della borghesia proprietaria. In attesa di questo "sol dell'avvenire", soprattutto nei paesi occidentali, la classe lavoratrice ha conquistato, mediante lotte sindacali a volte rivoluzionarie, alcuni _diritti_sociali_ (orario di lavoro, obbligo di giusta causa per il licenziamento, condizioni salariali, pensione, diritto allo studio per i minori, ecc...). Paradossalmente (ma non troppo), proprio questi diritti acquisiti costituiscono oggi un fattore di arretratezza culturale, che tiene le vecchie leve lavoratrici inchiodate a modelli ideologici superati e non piu' aderenti alla realta'.
n] Osserviamo subito che, se la classe operaia aveva una possibilita' di liberare se stessa e le altre classi subalterne e di instaurare una societa' socialista (Libertaria? Secondo un modello cooperativistico? Applicando criteri di democrazia diretta e di rivoluzione permanente alle strutture consigliari elette? Non e' detto che non esistessero in assoluto direzioni di sviluppo sociale non stataliste-burocratiche, e forse varra' la pena di riparlarne, per non gettar via, insieme all'acqua sporca, anche il famoso bambino) questa possibilita' e' tramontata con la fine della societa' industriale, in cui esistevano effettivamente concentrazioni molto nette: da una parte il capitale, dall'altra il lavoro (destra e sinistra).
o] Quanto all'alleanza, data quasi per scontata, delle altre classi subalterne, questa non c'e' mai stata in realta'. Ricordiamo la persecuzione stalinista nei confronti dei kulaki (contadini ricchi). Quanto alla Cina maoista, ha pagato l'appoggio della classe contadina con un ritardo culturale di almeno cinquant'anni, rispetto al resto del mondo, per quanto riguarda lo sviluppo industriale. Per quanto riguarda gli altri ceti considerati alleati (donne, studenti, disagio giovanile, ecc...) non si tratta di vere classi (cioe' aventi interessi economici in comune, secondo la definizione marxiana) e neppure erano assimilabili a classi sociali.
q] Senza alleati, con una "validita' a tempo", e propugnando i diritti di una sola classe sociale (che oggi non e' neppure piu' maggioritaria), la rivoluzione socialista non poteva vincere, ed infatti non ha vinto.
r] Per la liberazione dei salariati, e' stata molto piu' efficace la rivoluzione elettronica che la rivoluzione socialista. Anche se i difensori della classe operaia (che comunque continuo, pur dissentendo quasi in toto dalla loro analisi, che ritengo obsoleta e e giurassica, a trovare piu' simpatici ed onesti di tanti "liberisti" interessati) tardano a rendersene conto.
s] Detto quanto sopra, con quale situazione deve fare i conti, oggi, chi si pone il problema dei diritti umani e di un loro avanzamento? E soprattutto chi, come nel nostro caso, si accinge ad una battaglia politico-filosofica (anche questa con "validita' a tempo" e con alleanze tutt'altro che certe) per il diritto di tutti gli umani ad un futuro di libero sviluppo?
t] La situazione dei diritti umani e', ovviamente, tutt'altro che tranquilla e scontata. Se la rivoluzione borghese aveva sancito l'avvento del _diritto_ borghese secondo cui, quantomeno, la legge e' uguale per tutti, oggi questo diritto viene pesantemente rimesso in discussione.
u] Infatti (i) il diritto internazionale e' ancora pesantemente sottomesso alla legge preistorica degli armamenti (ii) il diritto civile e' sempre piu' messo in discussione dal potere economico, capace di accaparrarsi i migliori avvocati. Si vedano le vicende di Berlusconi in Italia e di Bill Gates negli Stati Uniti (o dovremmo dire nel mondo). O si consideri che le grandi multinazionali hanno recentemente proposto un Accordo Multinazionale sugli Investimenti (l'AMI). secondo cui le aziende multinazionali non sarebbero piu' soggette alle leggi dei singoli stati in materia di diritti sindacali e sociali.
v] L'Unione Europea ha un Governo non eletto dai Cittadini. Gli USA ed il Regno Unito si sono recentemente arrogati il diritto, in barba a qualsiasi deliberazione dell'ONU o della NATO, di intervenire militarmente contro l'IRAK. L'ONU stessa sta agendo da anni, nei confronti di problemi sociali di portata planetaria, in base ad accordi stipulati con... il WWF, senza neppure l'ombra di una consultazione popolare.
x] I padroni del cosiddetto "libero mercato" fanno il bello ed il cattivo tempo, poiche' la dimensione in cui si muovono e' planetaria, mentre i cittadini esercitano il loro diritto di voto solamente a livello nazionale.
y] Si va quindi delineando, in una situazione in cui le vecchie classi sociali sono completamente disgregate (e non e' affatto chiaro su quali forze sociali possa contare un movimento di opposizione), una situazione in cui i diritti costituzionali nazionali conteranno sempre meno (ed il ritorno alle sovranita' nazionali non costituisce certo un'alternativa), a meno che non sia scritta, e votata almeno dai tre quarti dell'Umanita', una Costituzione Terrestre.
z] Si ricostituisce di fatto, in base al potere economico, una casta governante che si perpetua per diritto di successione, in barba sia alla Rivoluzione Francese che al buon Thomas Jefferson (che, probabilemente, trattava i "suoi" schiavi meglio dei suoi figli, credo anzi che abbia avuto una dozzina di figli proprio da una "sua" schiava, non che questo comunque gli faccia molto onore).
aa] Entriamo quindi in un'epoca in cui qualsiasi battaglia per il furturo dell'umanita' non potra' prescindere da una battaglia per i diritti umani elementari. Il problema e' quello di definirne gli obiettivi, che non possono piu' essere ne' quelli libertari di Jefferson (anche se impararne qualcosa non puo' farci che bene) ne' quelli sociali di Karl Marx (che andavano bene per una sola classe sociale, in epoca industriale).
ab] Potremmo anche aggiungere che tutti i principi suddetti, ancorche' sacrosanti nella lettera, sono stati applicati in modo disastroso, con risultati di cui nessuno puo' certo andare fiero (gli USA mica scherzano, in quanto a negazione dei diritti umani, nei fatti, sia in casa loro che all'estero).
ac] Non possiamo comunque pensare che _tutti_ gli esseri umani accettino un giorno o l'altro di liberarsi dalle catene del lavoro salariato, e diventare imprenditori. Ci sara' forse sempre una componente sociale che _preferisce_ lavorare in posizione subordinata, pero' bisogna avere il coraggio di osservare che oggi questa e' una libera scelta, e non piu' una necessita' ineluttabile (come solo vent'anni fa lo era). Un certo numero di diritti sociali va comunque mantenuto, a difesa di questa componente. Certo non si puo' piu' pensare di basare delle rivoluzioni sulla lotta per tali diritti (!). Ma, per esempio, il diritto allo studio merita ancora parecchie lotte, senza dubbio, e cosi' altri, che valgono in qualsiasi contesto di societa' civile, industriale o no (cito per tutti il diritto alla salute, pesantemente compromesso da privatizzazioni selvagge).
ad] Le rivoluzioni vittoriose si possono basare solo su diritti (forse neppure su "esigenze") largamente riconosciuti dalla stragrande maggioranza e da molti ceti e classi sociali. Comunque e' innegabile che siano i ceti emergenti, con i loro problemi (nuovi), a creare il vapore rivoluzionario. Un capitolo interessante, tutto da scrivere, e' quello sui diritti dei piccoli e micro-imprenditori, tanto nel mondo post-industriale che in quello pre-industriale, e come questi diritti siano difficilmente raggiungibili in un contesto di economia stagnante, Forse, la stessa borghesia nordamericana alla fine l'ha avuta vinta sui sudisti perche' creatrice di un'economia crescente, contro il modello rurale stagnante di questi ultimi.
ae] Ben altro scenario, per almeno qualche secolo a venire, si delinea in un contesto di sviluppo di un'economia spaziale. Una ragione fondamentale per guardare finalmente in Alto, dopo tanto agitarci a Destra ed a Sinistra?
Con questo, per oggi ho viaggiato anche troppo, e non so ancora dove sono arrivato. (Quanto a coloro che ho arbitrariamente, e senza alcuna logica apparente, tirato a bordo, spero che non soffrano troppo di mal di spazio :-)
Adriano Autino - 21/3/99


Greetings from the Lunar Embassy - by Dennis M. Hope

Dear Adriano: Greetings from the Lunar Embassy.  Just thought I would let you know that we are a commercial enterprise that has been selling property on the Moon of earth, Mars, Venus, and one of Jupiter's Moon's IO for the last eighteen plus years.  We have a data base of 48756 property owners including to former Presidents of the USA.  Just to let you know there are companies on this planet taking a position of action not words. With warm regards from the United States and the Lunar Embassy.

Dennis M. Hope - "The Head Cheese" - 21/2/99


The reasons of the Volounteer Organization ( V.O.) and of the Scientific Research ( S.R. ) – by Cosimo Montrone

I answer the invitation entering dialogue with whoever works by the Volounteers Organizations ( V.O. ).
I joined a V.O. ( A.M.I. ) working at least 15 years with adoptions and interventions in areas that today, we fortunate mammals call Third-World ( Developing Countries ). It is stimulating to know that on philosophical piano ( then at full belly and do not moved by paternalistic feeling but from human reflection ) somebody is going to set a "new-humanism". I find it quite a new and interesting point of view, we can override the "limit of the development", putting at the centre of our way to "progress" the human being with all his baggage of technology and contamination; there is a new chance: move our all "monsters" toward the goal of people emancipation from our common terrestrial limit.
Are we late for a new Cristoforo Colombo ( New World discoverer )? Look at a baby while you are telling him "all that you are seeing is suspended by "nothing" and that could nobody guarantee us that all that tomorrow will be still as now is!". Do maybe his dismay united to anguish (is it also our!?) move our conscience in the frame of our daily actions?
Why acting do not we stop and think about what it will be after us, about the consequences of our actions? And if we were only the inhabitants on the surface of an atom inland of a small molecule inside belly of "any" enormous God?... anyway let me say:" THAT'S WE HOLD!!"
Sorry , my jumping from a thought to another it springs from the contradictions that "I feel" in the activities of the V.O. and I could not put aside me from a certain way of seeing the relationship among the human being and the "Home Earth".
Then my reflections: ..Is it more disinterested love manifested by "entrust" or by "adoption"? ..the aids toward the D.C. we are doing : "Do they expose people less than an appointment toward our neighbours ?" ..Do the African elephants know the end of own ZOO ?. Do they know that beyond the improbable cage there is the rifle of a metropolitan police officer? ..if beyond banishment of ivory market and of the asbestos from our houses: Would it be banished the custom of precious ( Amazon ?) lumber for pave and make marvellous coffins? .. if adding new tigers with new victims among the farmers it is advised as a success ( of a contingent W.W.F. ? ): do we dispense our self thinking that walking on a meadow we are constrained, our despite, to smash ants? Is it maybe for not defeating the future tourists of the Old India? the country that never changes!). ..if we think: "Do not we rich countries acting with our paternalistic way run the risk of refusing us one different development ? let's say, "better" then ours"?; Do we still see the human-being development in a conservative way? ..somebody first or then have to tell to Chinese people that not all of them will get at the sea-side by car to celebrate Midnight of August (the last ones will be at place the following year, at least !) anyway if all Chinese will decide on foot to reach the Old World we would be submerged by that human river! .. Again, how much effective are the interventions of the Red-Cross on mishaps striking the D.C. respect to the continuity of that "first" aids: in order to guarantee a correct feeding,.. and so and so... .. is it better sending computers , dusted-milk (even toward no-water areas!?) or select pips? .. Finally(?)..the Banks called "No Profit", are they maybe a contradiction of terminus? Do you agree about a more suitable renaming ?
The friendship between rich country and D.C. people is similar to parents and children relationship , the former slightly betraying the latter. Only when the children acknowledge the authority of their parents, they follow the counsels and make the correct (?) choices! Anyway the children (that do not choose their parents) cannot claim friendship and faith, opposite, it is the "No hate!" that we rich countries must gain from them! Rather in order to obtain this result I still pretend to be called Mr Robinson calling the other One "a-day-of-the-week"... the walk to achieve consciousness of himself is very far.
Is it leftist or rightist idea thinking that "Úlite" should be sensitive to these themes? Thinking in this way we can achieve emancipation of freedom and human physic-psychic capability to make: "if something is refused by one man, it will be refused by all human-kind!" ( opposite: Why Coke does it like to all human ???? )
This reasons conduct ( against for example: the division in castes of India? )to reflect on how it is necessary offering equal opportunity to all human ( and discover another "poor-Italian" Mr. Giuseppe Verdi or whoever else..) not only to satisfy a sense of myself justification or answering to a subjective expiation or whatever .. but easily for do not make damage to all the same... at least as living beings!.
Again... How many people from V.O. do they claim own brand of recognition ( like a sponsorship ) ? How Roman Catholic's aids are tolerate in the Islamic or Orthodox countries or eventually not prosecuted in the Indu countries, due to their heavy-weight of humanism!?
Besides apostolate activity : is always the human being put at centre of the confessional office and how much is mind freedom still affected by the state of lack?
. .somebody thinks.. "For give to poor-people it needs rich-people give something to the poor... rather if all riches give all their ownership they would become poor in their turn!!
The patronage of the V.O. often want to be appreciated, as like the V.O. individual operas does not always like to remain anonymous! .. How many occasions of "aid" are the only purpose of true help or on the contrary are them quite an "exchange" and how much is it an unbalanced exchange? .. the V.O. seem working like a doctor, smoking and alcohol lover, pledged for the care of a patient or often like a war-surgeon at the front in his tend-hospital. .. Is the affluence from which the helps are derived a clean one? Is that not the result of other exploitation, could whoever assure it? How much attention is hidden on the lawfulness of origin any fonts and ..other...?
In which manner can we overcome these barriers, at first ideological, pointing on the "oneself" and not to the Other and encourage collaborations among all these actors?
Finally: these reflections, still taken for granted, highlight how much part of blurred humanism the small "folk" of the V.O. people is impregnated! I have exposed some of my thoughts ( my muddled mind ?!) but I am addressing to whoever sharing my perplex-status does not believe that in the "escape" from the Earth , human being will get the answers to the questions "who are we ; where do we go?" .
"The free minds know what they do not want to be and the best goal, they know, will be reached by respecting of the Other"... opposite the idea of "escaping" I prefer the one : " to fly together out the nest".
Do we pick the occasion for discussing the above ; do you like? ...

Sincerely
C. Montrone ( A.M.I. ) - 11/05/99