La missione CHIPSAT

Un progetto congiunto tra la NASA, la societa' privata SPACEDEV e l'universita'di California, in corso di realizzazione

a cura di Luisa Spairani


La NASA sta applicando un nuovo modello di progettazione di missioni spaziali che comporta interessanti implicazioni:

In questo scenario si puo' aprire un nuovo mercato tecnologico costituito da aziende private che in collaborazione con centri di ricerca', potrebbe in poco tempo dare un notevole impulso alle imprese spaziali.

A dicembre '99 e' stato annunciata una nuova missione denominata CHIPSat, figlia di questo nuovo modello di progettazione della NASA.


CHIPSat è la prima missione della serie a basso costo della NASA's University-ClassExplorer (UNEX) la cui realizzazione e' stata gia' approvata (fase B). Costerà approssimativamente $12m alla NASA. Assieme alla NASA sono copartecipanti alla missione la societa' privata SpaceDev (
http://www.spacedev.com) e l'universita' di California.

CHIPSat sarà lanciato per una missione di un anno come un carico utile secondario "a due vie" su un razzo di Delta 2 del Boeing all inizio del 2002. Questa data del lancio è critica per parecchi fattori, primo fra tutti il proseguimento del forte sostegno al progetto da parte della NASA. I circa 85 chilogrammi di microspacecraft trasporteranno uno strumento scientifico, il Cosmic Hot Interstellar Plasma Spectrometer, o CHIPS. Il Dott. Mark Hurwitz del laboratorio di scienze dello spazio (SSL) all' università di California, Berkeley (UCB) è il ricercatore principale di CHIPS nonche' il CHIPSAT Mission Manager.

L' assemblaggio di CHIPSat è pianificato per nel settembre 2000. Una volta montato ed esaminato dal punto di vista funzionale, il microspacecraft sarà mandato presso lo Space Dynamics Laboratory in Logan Utah per le prove ambientali (vibrazione, termico-vuoto) e da là al luogo del lancio del razzo Delta alla Cape Canaveral Air Station, Florida. Per il lancio seguente all'inizio del 2002, la societa' SpaceDev sarà responsabile dei checkout iniziali in orbita e delle operazioni della missione.

CHIPS tentera'di rispondere al seguente problema: che tipo di materia e' presente nell' ampio spazio interstellare? Questo problema, semplice da porre, non ha una risposta semplice.
Il flusso costante delle particelle e della radiazione dal nostro sole influenza fortemente lo lo spazio vicino, ma neppure le nostre sonde spaziali interplanetarie più distanti lo hanno attraversato completamente. I dati da queste sonde e da altre sorgenti rivelano che la regione immediatamente fuori del nostro sistema solare - a una distanza di pochi anni-luce, - è riempita di materia che è ionizzata soltanto parzialmente e ad una temperatura paragonabile a quella della superficie del nostro sole. Ma oltre questa " nube locale " si trova una regione molto più grande descritta da un astronomo preminente come "region of bizarre emptiness" ma conosciuta generalmente come "local bubble".
Dalle osservazioni disponibili, questo vuoto - estendendosi per circa 150 - 300 anni luce - sembra essere riempito di plasma molto più caldo, un mare di elettroni e protoni con una temperatura vicino ad un milione di gradi. Ma molte proprietà della bolla rimangono sconosciute.
Qual' è con precisione la sua temperatura ? Qual' è la sua densità? Qual' è la sua età? Come si raffredda o si irradia questo gas caldo? Si compone della stessa miscela degli elementi che costituiscono il sole, o la sua composizione è influenzata dall'esplosione di supernovae vicine che possono aver creare la bolla inizialmente? Queste domande sono di interesse non soltanto perché il sistema solare essenzialmente è immerso nella bolla, ma perché tali regioni possono riempire la maggior parte di tutto lo spazio interstellare nella nostra galassia, la Via Lattea.

Lo strumento CHIPS è progettato per diagnosticare le proprietà fisiche del plasma nella bolla locale. Effettuerà per la prima volta a tutto-cielo, la spettroscopia ad alta definizione del plasma usando rilevatori sensibili adattati per effettuare osservazioni in una fascia poco esplorata della lunghezza d'onda ultravioletta. I dati di CHIPS aiuteranno gli scienziati a determinare le proprietà del plasma che sono rilevanti nel contesto di una grande varieta'di ricerche in ambito astrofisico per galassie e per le regioni extragalattiche.

Senza molti clamori la NASA sta realizzando una modalita' di progettazione integrata con l'industria e l'universita'. Se e' nota a tutti l'universita' di California forse vale la pena di fornire un profilo di SpaceDev. Fondata nel '97 e' la prima societa' commerciale che ha la missione di sviluppare l'esplorazione dello spazio. Oltre alla missione CHIPSat in orbita terrestre SpaceDev offre
lunar orbiters, trasportatori per sonde per Marte e derivati dalla missione Near Earth Asteroid Prospector (NEAP) come prodotti commerciali finiti.

E' da auspicare un ulteriore impulso alla progettazione di missioni spaziali in questa direzione e che anche in Europa si possa attuare una tale integrazione tra industria e societa' e agenzie spaziali.


Si invitano i lettori a fornire esempi analoghi di collaborazione tra industria, universita' e agenzie spaziali in corso d'essere in Europa. Scrivere a
Luisa Spairani
l.s.

TDF 1/2000-01

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