La svolta spaziale del Governo Inglese

di Michael Martin-Smith


Il governo inglese, nelle passate 3 settimane, ha fatto due annunci molto significativi per il nuovo millennio. Ciò non ci autorizza, è vero, a prevedere investimenti enormi da parte del Regno Unito, ma a loro modo queste due decisioni sono di grande importanza filosofica: come una piccola ghianda prelude ad una grande quercia, esse portano grandissime implicazioni per le prospettive del nostro mondo e la futura evoluzione come civiltà.

Il primo è l'annuncio del Centro Spaziale Nazionale Inglese, che sta per mettere a punto un ufficio per coordinare le ricerche in Astrobiologia.

L'astrobiologia, lo studio della vita nel contesto universale, è ormai affermata come una delle maggiori scienze della nuova era; copre molte aree di studio a partire dalla estrema capacità di sopravvivenza della vita in ambienti terrestri, come ad esempio le zone del fondo oceanico vicino alle bocche vulcaniche o le distese dell'Antartico totalmente ghiacciate ed aride.

Da tali ricerche si spera di capire quali fattori possano permettere l'emergere e la continuazione della vita su altri pianeti. Quest’opera è comparabile alla crescente ricerca di pianeti in orbita intorno ad altre stelle -- circa 30 ne sono stati scoperti nei 5 anni passati. L'esplorazione di Marte con le sonde spaziali, gli asteroidi, le lune di Giove, ed entro pochi anni, Saturno e la sua misteriosa luna Titano, continuano nonostante il recente incidente su Marte a procurarci informazioni fondamentali sulla chimica e la possibile origine della vita. Apprendiamo che molti ricercatori stanno eseguendo lavoro inerente l'astrobiologia, senza ancora capire appieno la grandezza della prospettiva che ci si apre.

La focalizzazione dell'astrobiologia si sta spostando dal cercare direttamente gli "alieni" all'osservare più a fondo i contesti in cui ci si aspetta si formi, si sviluppi e continui la vita. La questione stessa della capacità di sopravvivere nello spazio diverrà un nuovo elemento della ricerca astrobiologica appena gli umani si trasferiranno nelle stazioni spaziali internazionali ed affronteranno le sfide logistiche e biologiche di un ambiente nuovo, proprio come i nostri predecessori marini una volta affrontarono la lotta per la colonizzazione dell'ostile terraferma! Più prosaicamente, la capacità della vita di superare improvvisi cambiamenti climatici e fisici è legata alla possibilità di crescere, come il riscaldamento della terra e le nuove epidemie virali rendono evidente alla consapevolezza popolare. Inghilterra ed Europa insieme al Giappone, gli USA e, col tempo, la Cina, stanno preparandosi asviluppare la ricerca su questi problemi, ed altri, a questi correlati, poichè il ruolo della vita nello spazio diventa sempre più importante anche per la gestione della nostra ecosfera qui [sulla Terra].

Il secondo annuncio del Governo Inglese, del 4 gennaio 2000, è l’istituzione di una task force di tre uomini per iniziare le ricerche, serie ed ufficiali, sulle minacce alla vita ed alla civiltà dovuti ad impatti da parte di asteroidi o comete. I tre sono Harry Atkinson, che ha lavorato con l'agenzia spaziale europea, l'americana agenzia NASA e la presidenza del consiglio, Sir Crispin Tickell, rettore dell'università del Kent ed eminente ecologo, e David Williams, professore all'istituto universitario di Londra. Essi studieranno la questione degli impatti nei prossimi mesi e riferiranno al ministro della scienza, Lord Sainsbury, più avanti nel corso dell'anno.

Il Governo Inglese ha finalmente deciso di prendere sul serio tutta questa questione; sarà illogico, se non impossibile, per i governanti fare marcia indietro dalla dinamica innescata da queste decisioni che portano a programmi di ricerca più marcatamente astronomici e spaziali. Saranno robot senza equipaggio, all'inizio, ad esplorare gli asteroidi, ma in un secondo tempo, appena sarà chiaro come realizzare nello spazio costruzioni solide come polizze di assicurazione sulla vita, un trasporto spaziale economico ed affidabile sarà subito una logica necessità. In questa fase non c'è alcuna proposta di strategia sulla caduta di asteroidi o di aumenti di investimenti. Tuttavia, questi due annunci rappresentano un piccolo ma significativo passo avanti verso una nuova filosofia per il terzo millennio che, volenti o nolenti, avrà enormi conseguenze alla fine - poichè presagiscono una proiezione dell'azione umana così importante da segnare un'epoca e un coinvolgimento al di là della mera contemplazione in regioni lontane oltre il nostro piccolo pianeta blu.

Tali decisioni dimostrano il riconoscimento ufficiale di un'idea che alcuni, incluso me, propongono da più di 20 anni - che noi viviamo in una ecologia cosmica, non semplicemente terrestre, e che il futuro dell'umanità deve basarsi su una nostra ulteriore comprensione della vita nello spazio e dei suoi rischi. Questo processo, lento e incerto all'inizio, conduce inevitabilmente, alla fine, alla civilizzazione dell'universo da parte degli umani - poichè, come dice il vecchio proverbio: "Lo sviluppo segue la conquista".

La difesa dagli asteroidi e l'astrobiologia stanno così emergendo come obiettivi gemelli della ricerca spaziale ed astronomica e dello sviluppo del 21esimo secolo. E, non c’è dubbio, questa ricerca, come tutti i programmi di difesa, deve portare alle misure appropriate per scongiurare il disastro, o sarebbe inutile. Ancora meglio, potremo sfruttare gli oggetti vicini alla terra per favorire la costruzione di una indistruttibile, diffusa e crescente, ecologia umana nello spazio. Risolvere un problema è bene - ma far diventare questa azione un vantaggio ed andare anche oltre, ciò è tipicamente umano.

La nostra gente e i nostri governanti iniziano lentamente ad accettare che un continuo e crescente coinvolgimento dell'uomo nell'Astronomia e nell'Astronautica, non è acquisizione di conoscenza fine a se stessa, ma una conditio sine qua non per la nostra sopravvivenza. Oggigiorno, soltanto i misantropi possono coerentemente opporsi alla crescita umana come civiltà che viaggia nello spazio. La fortuna e l'evoluzione favoriscono il coraggioso. "Gli uomini appartengono a qualunque luogo dove un occhio acuto, un ingegno vivace e un forte braccio destro possono portarlo!", o a nessun luogo del tutto.

Il vostro affezionato

Dr Michael Martin-Smith

Space Age Associates


Michael Martin-Smith, membro della Redazione di TDF, è l'autore di "Salto nello Spazio", pubblicato in Italia, nel dicembre 1999. Quest'opera divulgativa illustra l'ambientazione cosmica dell'evoluzione. Le vicende e la crescita umane richiedono di considerare la condizione umana in un contesto universale come preludio ad un futuro di portata generale, come percorso per il superamento dei nostri attuali problemi mondiali. Le attuali attività spaziali vengono collocate in un contesto generale e si descrivono i possibili prossimi passi della crescita della società umana nello Spazio, con una prospettiva sulle potenziali opportunità di evoluzione a lungo termine per la nostra specie. Il libro è adesso disponibile nelle librerie italiane al prezzo di 28000 lire. In caso di difficoltà contattare Ursula Mainardi ursula@forobit.it, la direttrice marketing della csa editrice Tre Editori, 35 via Principe Umberto, 00185 Roma.

[traduzione dall'inglese a cura di Massimiliano Autino]

TDF 1/2000-03

Torna alla Home Page