APPELLO PER LA REALIZZAZIONE DI UN OSSERVATORIO ASTRONOMICO SULLA LUNA

di Franco Malgarini

Questo appello è rivolto a tutti coloro che hanno a cuore la comprensione dei segreti dell’universo e vogliono lavorare per porre le fondamenta dell’esplorazione umana del cosmo. L’umanità ha una barriera da superare e un orizzonte senza limiti da scoprire.

I miliardi di stelle, le galassie, gli scontri fra i giganti del cielo, le incognite dei fenomeni astrofisici, la possibilità di trovare la vita su altri pianeti, la ricerca di intelligenze extraterrestri, il perché dell’universo e il ruolo dell’uomo in esso, sono aspetti di un grande disegno che ha bisogno di essere svelato.

L’umanità deve espandersi nel cosmo. La Terra è ridotta alla sovrappopolazione, all’inquinamento, alla distruzione delle risorse ambientali, a ogni forma di conflitto. Solo lo spazio e gli infiniti mondi che in esso vi sono, possono dare all’umanità energia e materie prime illimitate e disponibili senza rubare, uccidere o inquinare, e territori più ampi, capaci di fornire spazio vitale a un numero comunque alto di esseri umani. La colonizzazione dello spazio è il proseguimento naturale del nostro processo di sviluppo, unica alternativa all’ipotesi disumana che l’uomo nel corso dei millenni futuri si possa sottomettere a vivere per sempre in un ambiente sempre più affollato e lentamente degradante. Non è fantasia, né un gioco e neanche fantascienza. E’ la volontà di rinascita, di evoluzione e di progresso che ci accomuna.

A breve termine l’obiettivo più importante da raggiungere è la realizzazione di una base lunare, non fine a sé stessa, ma vista come punto di appoggio per un osservatorio astronomico. La Luna diventerà l’occhio dell’umanità sull’universo, un gigantesco insieme di grandi strumenti che indagheranno i luoghi più remoti e cercheranno altre forme di vita in pianeti simili alla Terra.

Il telescopio Hubble ha già dato un saggio delle capacità di strumenti posti nello spazio, ma la Luna ha caratteristiche superiori per l’osservazione astronomica, caratteristiche che consentiranno l’uso di telescopi per l’infrarosso, l’ultravioletto, i raggi X, i raggi gamma e le radioonde di tutte le lunghezze d’onda, telescopi che attualmente devono essere messi in orbita su satelliti artificiali con costi astronomici.

Anche i telescopi ottici avranno enormi vantaggi rispetto a quelli situati sulla Terra in quanto potranno raggiungere il limite teorico del loro potere risolutivo. Anche questi saranno però legati alla rotazione lunare e non potranno raccogliere luce da uno stesso oggetto astronomico per più di mezza rotazione lunare. Poiché, però, il giorno lunare dura quasi un mese, il numero di fotoni che potranno essere raccolti dagli specchi dei telescopi ottici nel corso di una singola osservazione sarà enormemente superiore a quello ottenibile sulla Terra.

L’assenza totale di atmosfera, la stabilità sismica, la scarsità di interferenze da parte delle onde luminose e radio (soprattutto sulla faccia nascosta del satellite), l’abbondanza di materie prime, la minore attrazione gravitazionale, ne fanno infatti un luogo ideale per l’osservazione astronomica. Un progetto ambizioso è quello d’installarvi un grande interferometro ottico, il Lunar Optical-Ultraviolet-Infrared Synthesis Array (LOUISA) che supererebbe di 100.000 volte la risoluzione dei più grandi telescopi terrestri. Costituito da 42 telescopi da 1.5 metri, collegati elettronicamente, disposti su un diametro di 10 Km, questo osservatorio permetterebbe d’individuare pianeti simili a quelli del sistema solare attorno a migliaia di stelle, particolari dei pianeti e degli asteroidi, e molte altre cose ancora.

Un radiotelescopio sulla Luna collegato a uno sulla Terra avrebbe il potere risolutivo di un’unica antenna del diametro di 400.000 Km. Inoltre i crateri lunari rappresentano conche ideali per adagiarvi radiotelescopi fissi del tipo esistente ad Arecibo. Sulla faccia nascosta della Luna si possono studiare le onde radio di bassa frequenza costruendo il Very Low Frequency Array (VLFA) costituito da 200 antenne a dipolo, distribuite su un diametro di 20 Km, collegate a un’installazione centrale per la raccolta dei dati. Si potrebbero costruire rivelatori di impulsi gamma, emissioni X, neutrini, onde gravitazionali, telescopi per onde millimetriche, ecc.

Questo è un obiettivo tecnologicamente "possibile" perché supportato da capisaldi sicuri, quali la Stazione Spaziale Internazionale, la propulsione chimica, la presenza di acqua nei poli lunari, la possibilità di utilizzare risorse locali per costruire gli strumenti e gli equipaggiamenti.

L’Italia ha grandi tradizioni nel campo delle esplorazioni. Cristoforo Colombo e gli altri ci hanno insegnato che occorre avere un ideale da perseguire con determinazione nella vita. Un uomo senza ideali è nulla perché compie il suo percorso terreno senza scrivere sulla roccia, ma sulla sabbia che tutto cancella. Noi vogliamo anche che nasca un’Astronautica Italiana, perché altri non ci dicano quanto dovremmo pagare e quali eternità dovremo aspettare per la nostra parte di futuro nello spazio. La nostra deve essere un’opera che nasca dal basso. Ciascun singolo, ciascuna associazione, ciascun gruppo, devono dare il proprio contributo per promuovere, per progettare, per finanziare, per realizzare. Se riusciremo a creare un movimento di opinione per un progetto che coinvolga poi gli organismi ufficiali, le università, le industrie, otterremo risultati concreti in tempi brevi.

Questo appello viene inviato contemporaneamente a centinaia di ricercatori SETI, astrofili, associazioni ufologiche, società astronautiche, riviste e pubblicazioni italiane, singoli ricercatori. Si prega di dare la massima diffusione a questo documento perché gli interessati, ciascuno secondo le proprie possibilità e disponibilità, partecipino attivamente a questo progetto.

L’indirizzo al quale fare riferimento è il seguente:

Franco Malgarini – A.S.P.S., Dipartimento RA-9; via di Boccea 302, 00167 Roma

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