L’America e la Frontiera Spaziale

di Dale M. Gray


All’inizio del suo cammino tecnologico, l'America ha agito più come un bimbo rissoso che come leader mondiale. Oggi, agli albori di una nuova frontiera commerciale dello spazio, l'America vanta una grande varietà di tecnologie molto avanzate rispetto al resto del mondo. Nell’era del volo spaziale umano, il nostro venerabile Shuttle sorpassa di molto i rivali più prossimi, i russi, che riescono a malapena a mantenersi al livello della tecnologia degli anni 60. I cinesi, i prossimi rivali, sono rapidamente cresciuti con la loro tecnologia, fino a sperare di mettere in orbita una capsula con uomini a bordo, ed essere così alla pari col primo volo di Glenn.

Alla luce di questo enorme gap nello sviluppo tecnologico, il comportamento dell'America è ancora più incomprensibile. Il Dipartimento di Stato americano, tra l'altro, si preoccupa dei pericoli insiti nella cessione di tecnologia critica a governi istabili od ostili -- particolarmente Cina, Corea del Nord, Iran ed Iraq. Le aziende di satelliti americane Hughes e Loral sono state accusate di aver permesso il trasferimento di informazioni alla Cina dopo i lanci cinesi falliti. I cinesi, dal canto loro, sono stati tuttaltro che trasparenti nelle loro ricerche sui disastri dei satelliti americani.

Un'altra importante compagnia americana, la Boeing's SeaLaunch Venture, ha dovuto pagare un bel 10 milioni di dollari -- l'equivalente democratico di una richiesta di tangente -- agli US per aver mal definito i limiti di cessione di tecnologia in una joint venture con aziende in Scozia, Ucraina e Russia. Nello stesso tempo, le compagnie americane ed il governo stanno comprando precedenti tecnologie sovietiche, appena si rendono disponibili sul mercato. Il Congresso punta il dito su queste compagnie americane, profferisce minacce ed ha espresso profondo sdegno.

Ironicamente proprio il Congresso USA, fin dai primi anni 80, fu la causa del problema. Inoltre questa è una situazione che solo loro possono veramente risolvere. Il problema, che il Congresso non riesce a capire, è che l'America è nel mezzo dell’esplosione di una frontiera spaziale, innescata dall'industria delle comunicazioni satellitari. Le fiamme di questo rapido espandersi dei confini sono alimentate dall’Internet, dal remote sensing, dalle Industrie GPS e dal monitoraggio meteorologico. Ci sono adesso molti più satelliti che aspettano di essere lanciati di quanti ne possano gestire i sistemi di lancio americani. Più satelliti di quanti i sistemi di lancio delle Agenzie spaziali americane ed europee insieme possano gestire. In realtà, più satelliti di quanti possano essere lanciati anche dai sistemi di lancio USA, ESA, giapponesi, russi, ucraini, cinesi o indiani. In una situazione in cui miliardi di dollari sono in gioco, le aziende sono alla disperata ricerca di qualsiasi modo per mettere orbita i loro satelliti. Si cerca di superare l'ostacolo mediante sistemi di lancio non testati ed approcciando governi di dubbia fama.

Noi siamo adesso in mezzo alla frontiera spaziale che abbiamo sempre desiderato, ma l'America non è in grado di gestire questa situazione da sé. E per questo dobbiamo biasimare soltanto il Congresso. Il problema deriva dal fatto che è stata creata la macchina probabilmente più grande -- lo US Space Shuttle. Nella prima fase della frontiera delle comunicazioni via satellite, le esigenze erano così lievi che il Congresso, in tutto il suo ben intenzionato giudizio, dette ordine che tutti i satelliti americani venissero lanciati dagli Shuttle. In teoria, gli affari in crescita dovevano far scendere i costi dei lanci degli Shuttle e portare ad un accesso allo spazio a basso costo negli anni 80.

Le premesse erano sbagliate in quanto la burocrazia, anche quella supportata da uomini brillanti e capaci di raggiungere gli obiettivi, non ha lavorato per far rendere il mercato. Inoltre, con un investimento di miliardi di dollari per ogni veicolo, la flotta di Shuttle non può sperare di ripagare i costi di produzione, ed ancor meno di finanziare la prossima generazione di veicoli. L’impresa gestita dal governo non può affrontare altri costi e dipende da pesanti sovvenzion governativi, appena sufficienti a mantenerla in volo.

Trovandosi a competere con gli Shuttle pesantemente sovvenzionati, la neonata industria americana di razzi "spendibili" è appassita ancora prima di crescere. Poi venne il Challenger. In seguito a quel terribile giorno nell'85, l'America si svegliò con la consapevolezza che quello non era il modo di andare in orbita. Nel vuoto di servizi di lancio entrò l'ESA col suo razzo Ariane 3. L'Ariane 3, che iniziò i voli nell'agosto 84, era in grado di lanciare due satelliti da 1,200 kg in orbita. Come lo Shuttle, la produzione di Ariane era pesantemente sovvenzionata, col risultato di un ragionevole prezzo per i lanci e, cosa più importante, esso era l'unico razzo commerciale disponibile. Per parafrasare Forrest Gump,"dopo quello (la tempesta), pescare gamberetti era FACILE!"

Quando gli investigatori cominciavano appena a capirci qualcosa, tra i rottami del Challenger, le aziende americane rispolveravano gli antichi ICBM per rimetterli in servizio come lanciatori di satelliti. Nel 1988 l'ESA introdusse l'Ariane 4 duplicando le capacità di trasporto di Ariane 3. Lo Shuttle da allora tornò in servizio, ma il Congresso rovesciò il suo primo ordine –- la NASA post-Challenger non avrebbe avuto missioni commerciali per lo Shuttle.

Ma il danno, per lo share amerciano del mercato dei, era già stato fatto, ed ArianeSpace era arrivato a dominare il mercato mondiale dei lanci. Per il decennio seguente le compagnie di lancio americane avrebbero puntato a raggiungere Ariane, offrendo corse sui razzi Delta ed Atlas. Con la commercializzazione dei primi sistemi di lancio russi e l'ingresso dei cinesi nel mercato dei servizi di lancio mondiale, l'America trovò la propria quota di mercato ulteriormente erosa perfino per la domanda di servizi di lancio di fuochi artificiali.

Ironicamente, negli anni in cui i razzi americani facevano magri affari, emerse una nuova frontiera americana basata sul computer, mettendo il paese all'avanguardia nel mercato dei satelliti commerciali. Non avendo a disposizione lanciatori nazionali, i maggiori imprenditori erano costretti ad usare razzi Ariane. Appena tornarono in auge i Delta e gli Atlas, i payload governativi arretrati riempirono velocemente i loro annunci di lancio.

Mentre le industrie di satelliti americane hanno visto la loro quota di mercato calare negli anni recenti, la grande maggioranza dei satelliti commerciali in orbita sono stati costruiti e continuano ad esserlo da Hughes, Loral, TRW, Motorola, Lockheed Martin ed Orbital Sciences. I loro clienti stranieri trovano pochi motivi per utilizzare i sistemi di lancio americani, le cui agende sono saturate da payload americani commerciali, governativi e scientifici.

Le forze di mercato generate dalla prospera industria dei satelliti da comunicazione ha cominciato a ri-modellare il progetto dei razzi Ariane, Delta e Atlas. Quattro anni fa, finalmente, l'America si è tirata fuori dai razzi della guerra fredda ed ha iniziato dinuovo a costruire – permettendo l’evoluzione dai razzi "spendibili" a quelli riutilizzabili. I precedenti progetti di ICBM furono spinti ai limiti di performance - suggerendo lo sviluppo di nuovi modelli, apparsi solo due anni dopo che ebbe volato l'ultimo Atlas dell’epoca della guerra fredda.Ora, una terza generazione ha volato, ed una quarta è in uno stadio avanzato di sperimentazione.

Le pressioni del mercato hanno anche generato eccezionali ibridi internazionali. International Launch Services (ILS) commercializza sia gli Atlas che i russi Proton e, recentemente, i sistemi di lancio SeaLaunch, che hanno fuso con successo l’organizzazione americana, la costruzione degli scafi scozzese, i motori ucraini e gli stadi superiori russi.

Per me, storico delle frontiere, questi sono tempi eccitanti da registrare nella storia futura della nostra stirpe umana.

Il ritmo di sviluppo della frontiera spaziale è accelerato, come i lanci di razzi commerciali cominciano a superare quelli governativi e scientifici. Non si puo’ sbagliare sul fatto che il commercio sia ora alla guida dell'industria spaziale -- pompando gettito fiscale nelle casse dello stato invece di succhiarlo. Ciascun lancio riuscito procura incentivi per un ulteriore sviluppo di satelliti e razzi; stimolando inoltre la riduzione dei costi associati con la costruzione ed il lancio di satelliti.

Una delle poche ombre sul radar è il Congresso americano ed il suo staff burocratico, che si lamenta di continuo per il trasferimento di tecnologia commerciale. È chiaro che questo mondo è pericoloso e che non è possibile introdurre fiduciosamente certa gente alle tecnologie avanzate. Tuttavia i lamenti del Congresso sono particolarmente noiosi, considerando che sono loro (i burocrati) ad aver dato origine a questa situazione.

E' anche imbarazzante, tra l'altro, che l'America abbia saccheggiato (okay, diciamo comprato) la precedente tecnologia spaziale sovietica, impedendo allo stesso tempo ad altri paesi simili trasferimenti.

Se il Congresso cerca dei colpevoli per il trasferimento di tecnologia, dovrebbe ricercare la causa e non medicare i sintomi. Essi avrebbero dovuto fare tutto il possibile per creare un'industria di lanci di libero mercato in America.

Attualmente, le compagnie americane stanno faticando per creare il primo veicolo a singolo stadio finanziato con capitale privato. Il loro tentativo è quello di porre fine alla ricerca di servizi di lancio all’estero, per i satelliti americani. Ed essi sperano anche di abbassare notevolmente i costi per portare carichi in orbita e in tal modo incrementare anche lo sviluppo dell'indotto spaziale. Essi hanno il denaro, hanno il mercato, hanno la tecnologia. Tutto quello che chiedono è che il governo mantenga spianato il campo da gioco.

Prossimo articolo: come il Congresso americano sta ora lavorando per aiutare l'affermazione dell'industria di lancio.

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