E se trasformassimo Marghera in una stazione di terra per l'Energia da Satellite?

[Lettera aperta ad un Petroliere illuminato]

Caro Signor Petroliere,

Da quando e’ stato inventato il motore a scoppio, Lei ha intascato un patrimonio incalcolabile. Non mi fraintenda, non intendo rimproverarLa per questo. Petrolio e motore a scoppio hanno costituito la base stessa del progresso tecnologico. Informatica, medicina, navi ed aerei, prolungamento della vita media, telecomunicazioni: nulla di tutto cio’ avrebbe visto la luce senza di Lei. L’Umanita’ Le deve molto. Anche se Lei ha agito per interesse personale, il Suo agire ha ormai un valore ontologico. Ma nulla puo’ durare in eterno. Sono personalmente molto contrario a sentirmi in colpa per i vari incombenti disastri ambientali annunciati. Sono estremamente contrario alle critiche retroattive, ai mea-culpa retrodatati, a chi pretende di sindacare la buona fede dell’inventore della macchina ad acqua, a chi sospetta di disonesta’ il papa’ della macchina a vapore. Io continuo a chiamarli benefattori, anche se le loro invenzioni (o l’uso che ne abbiamo fatto) ci hanno portato all’effetto serra. Il peccato non e’ loro: loro hanno fatto cio’ che sapevano, cio’ che era alla portata della loro cultura, tecnologica e filosofica. Cosi’ e’ stato anche per l’inventore del motore a scoppio, e cosi’ e’ stato per Lei. Ma e’ sicuro che oggi non potremmo fare di meglio?

Oggi noi viviamo in un’epoca molto diversa dalle precedenti, anche da quella in cui Lei, o il Suo predecessore, ha compiuto il passo piu’ grande, per l’Umanita’: estrarre il petrolio dalle viscere della Terra, mettendo in moto la Macchina. In soli 30 anni abbiamo dovuto prendere coscienza, non gia’ dei Limiti dello Sviluppo (come sostenne il Club di Roma), ma dei limiti di questo Pianeta. Nello stesso periodo e’ cresciuta una coscienza critica, le cui punte piu’ estreme considerano il nostro progresso tecnologico una sciagura, e l’umanita’ alla stregua di un parassita del pianeta che la ospita. La visione, anti-umana, di tali correnti e’ prigioniera di un paradigma obsoleto, che vede il nostro mondo come un sistema chiuso, dai confini invalicabili. All’interno di tale concezione del mondo, l’Umanita’ e’ condannata ad un piu’ o meno lento declino culturale, sulla china della diminuzione dei consumi energetici e di risorse in generale. Una visione filosofica diversa, capace di costruire il modello di Mondo Aperto di cui l’Umanita’ ha un estremo bisogno per proseguire il proprio cammino di sviluppo, muove oggi i primi passi, ma rischierebbe di morire prima di nascere, se si avverasse qualcuno dei disastri annunciati a Kyoto.

Vengo al punto. Non Le chiedo di rinunciare alle Sue ricchezze ne’ al Suo potere. Lei e’ il Signore dell’Energia, e non intendo contestare la Sua posizione. Ma quella colpa, che non sarebbe giusto caricare sulle spalle degli inventori che L’hanno preceduta, ricadrebbe per intero su di Lei, se, in presenza di tecnologie piu’ moderne e meno inquinanti, adesso che ci siamo resi conto del costo sociale dell’inquinamento, Lei insistesse ad utilizzare fino ad esaurimento una tecnologia piu’ arretrata. Le chiedo quindi di considerare altre fonti. Cosa Le impedisce di far evolvere la Sua figura da fornitore di petrolio a fornitore di energia? Capitali da investire ne ha, forse piu’ di chiunque altro. Consideri, La prego, la possibilita’ di sviluppare una Centrale Satellitare ad Energia Solare: energia abbondante, pulita, indirizzabile nelle parti piu’ remote del pianeta. Pensi alle enormi possibilita’ di sviluppo, e di creare nuova ricchezza, dove prima c’era solo desolazione. E pensi anche al grande onore, che glie ne verrebbe, per aver fatto, ancora una volta, il passo tecnologico giusto, alla portata, quanto di meglio l’Umanita’ possa oggi realizzare.

Cordiali saluti

Adriano Autino - Tecnologie di Frontiera (Presidente)

Questa lettera stata pubblicata anche da "L'Istrice"


A proposito del nuovo film di Spielberg "Deep Impact"

La seguente lettera stata inviata a parecchi quotidiani europei, ed extraeuropei.

Caro Editore,

Il nuovo film di Steven Spielberg, “Deep Impact”, mostra il potenziale disastroso di un impatto cometario o asteroidale sulla Terra. La visione suggerita dal film e’ tuttavia ancora ottimista. La fine della civilta’, forse dell’Umanita’ intera, sarebbe il risultato piu’ probabile di un simile evento.

Il nostro pianeta ha gia’ visto, nella sua storia, eventi di questo tipo, o anche di maggiori proporzioni, che, verosimilmente, potranno accadere anche nel futuro. Telescopi dedicati all’individuazione dei corpi celesti in potenziale rotta di collisione con la Terra dovrebbero essere messi in orbita senza piu’ indugi. Lo studio della composizione di tali corpi per mezzo di sonde spaziali sarebbe il necessario corollario. In difetto di tali misure, nel migliore dei casi avremo un preavviso di qualche mese, un tempo troppo limitato per disporre misure difensive, ad esempio nucleari, basate a terra.

Delle difese laser basate sulla Luna sarebbero in condizioni di reagire piu’ rapidamente, ma la vera assicurazione, per l’Umanita’, e’ lo sviluppo tempestivo dello Spazio, con l’installazione di colonie umane autosufficienti, in grado di utilizzare, come materie prime, proprio quegli stessi corpi asteroidali e cometari che oggi costituiscono una minaccia. E’ infatti molto piu’ saggio trarre profitto dal consumo di un nemico, piuttosto che distruggerlo. L’impatto e’ infatti l’unico, tra i disastri incombenti, che offra ad un investimento difensivo, un simile, enorme, ritorno d’investimento! Noi possiamo e dobbiamo espanderci nella nuova nicchia ecologica che ci si apre dinnanzi.

Coloro che mettono in dubbio il valore dell’Intelligenza Umana e della Scienza hanno ora una chiara risposta: noi esistiamo per portare la Vita ed il Pensiero umano fuori, nello Spazio, sicuramente come i leoni esistono per mangiare le altre bestie selvatiche - l’alternativa sarebbe una, meritata, estinzione!

In fede,

Dr Michael Martin-Smith, BSc, MRCGP, FBIS, Presidente , Space Age Associates

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