Newsletter di dicembre 1998

Cari Co-Planetari,

Eccomi a voi per quello che e' diventato un po' un appuntamento (spero di reciproco interesse), piu' o meno mensile (spesso tendente al mese e mezzo, perche' abbiamo sempre molto materiale da mettere online e poco manpower per le traduzioni, la revisione del testo, ecc…).

È d'obbligo un augurio di Buone Feste a tutti quanti, augurandoci che il 1999 sia non solo l'anno della Stazione Spaziale Internazionale, ma segni anche l'inizio di un'effettiva apertura della frontiera fra LEO e GEO alla societa', agli investimenti ed all'attivita' umana in generale. Speriamo che parole come astro-tecnico, astro-ricercatore, diventino parole di uso comune, e ad esse possano aggiungersi altre espressioni tipiche delle attitudini antropologiche piu' comuni, quali astro-turista, astro-architetto, astro-assicuratore, astro-ristoratore, ecc… o loro equivalenti!

Da parte nostra ci battiamo per la nascita di una dialettica Alto contro Basso (o Mondo Aperto contro Mondo Chiuso), che possa superare in avanti le coppie dicotomiche tradizionali, ormai stantie e non piu' generatrici di speranza e vero progresso.

L'opzione spaziale, che alcuni definiscono forse piu' propriamente come Imperativo Astronautico (intendendo con cio' che l'Umanita' non ha in realta' altre soluzioni, se vuole continuare ad esistere ed evolversi come specie culturale e senziente), e' di per se' un'opzione altamente umanista ed umanitaria, per molti motivi, ma fondamentalmente per uno: propone di cercare nuove risorse altrove, invece di azzuffarci qui per le poche rimanenti. Lascio ad ognuno immaginare la prospettiva sociale di un simile scenario e le lotte feroci che potrebbero derivare, non piu' dal sogno di spartire (o competere per) l'abbondanza, bensi' dalla necessita' di "spartire" la miseria e l'arretramento tecnologico/culturale per la conservazione di un ambiente comunque in progressivo deterioramento, sotto i colpi della crescita umana (precedente il collasso). Gli squallidi episodi di avvelenamento dei panettoni di questi giorni non sono che una timida avvisaglia (ma pensiamo anche ad altri inquietanti ed orribili campanelli d'allarme, che potremmo in generale ravvisare nelle attitudini che si rivolgono contro i bambini, cioe' contro il nostro futuro) dei conflitti sociali che potrebbero innescarsi in un mondo che si volesse mantenere ostinatamente chiuso.

Naturalmente fra i fautori del Mondo Chiuso, oggetto da parte nostra di critica civile e democratica, non contiamo solamente i nemici dichiarati della scienza e della tecnologia (forse costoro, con la loro goffaggine, finiscono col rendere un servizio a negativo proprio a cio' che piu' osteggiano), ma anche coloro che, per loro esclusivo tornaconto personale, bloccano la ricerca sulle vere tecnologie alternative, per esempio in campo energetico, oppure mantengono ancora assurdamente alti i costi delle tecnologie spaziali, impedendo di fatto l'ingresso di piccoli investitori nell'impresa spaziale. Lobby molto potenti, veri e propri "padroni del mercato", su cui invitiamo i molti intellettuali liberali, neoliberali, libertari, o anche solo liberi, sostenitori o non oppositori del libero mercato (ci reputiamo piu' o meno anche noi in questo insieme), a riflettere ed a sviluppare le loro analisi, e su come si possa rendere il mercato davvero libero, garantendo l'accesso ai piccoli investitori, alle piccole e micro imprese, ed ai sottoprivilegiati dei diversi "terzi mondi". Su questi aspetti (e sulla famigerata carbon tax) verte l'editoriale di dicembre 1998.

Il numero di dicembre riporta inoltra un articolo di Michael Martin-Smith, molto interessante, sul motore a ioni, un'informazione di Luisa Spairani sulla Mars Society, un'informazione di Dale Gray (statunitense, storico delle frontiere) sull'avvio della costruzione della Stazione Spaziale Internazionale, due contributi teorici, di grande interesse, di Marco Bernasconi, sul ruolo dell'astronautica nella soluzione dei problemi dell'Umanita' nel prossimo secolo.

Per terminare, riporto alcuni dati statistici, che riflettono la crescita di Tecnologie di Frontiera, come piccolo strumento di informazione e di battaglia politica.

TdF conta oggi, oltre al sottoscritto, 5 redattori stabili:

Ricevono la nostra newsletter mensile, e non hanno chiesto di essere esclusi dalla mailing list:

TdF conta oggi 16 membri, tra coloro che hanno mandato la loro adesione mediante l'apposito modulo e coloro che, da prima che il modulo esistesse, ci avevano espresso il loro sostegno. Invito tutti coloro che intendono testimoniare piu' direttamente il loro sostegno a Tecnologie di FRontiera, ad inviarci la loro adesione mediante il modulo apposito: l'adesione e' completamente gratuita, e per noi è molto importante sapere se abbiamo degli amici che condividono la nostra visione ed i nostri obiettivi!

Dei numeri non ci possiamo davvero lamentare, considerando che il nuovo corso di TdF ha avuto inizio solo a settembre di quest'anno.

Come vedete il numero delle persone che ci ricevono in Italia e' circa un quarto di quelle che ci ricevono all'estero. Volete aiutarci a colmare questa disparita' (o anche ad aumentarla ulteriormente)?

Vorremmo, anche, avere un rapporto molto piu' stretto di discussione e collaborazione, con i nostri lettori e sostenitori. Ricordo a questo proposito che contributi scritti, anche polemici, sono ben accetti. E' in allestimento e sarà presto disponibile un forum, per chi desidera condividere commenti e pensieri, senza necessariamente voler scrivere un articolo.

Stiamo inoltre valutando la possibilita' di tenere un seminario di un paio di giorni (magari in un week-end) verso la prossima primavera, in una localita' da definirsi (probabilmente nel nord Italia), sui temi di una campagna che abbiamo in progetto, insieme ad altre organizzazioni europee, statunitensi e giapponesi. E' gradito un feedback da parte vostra, circa l'opportunita' di un simile appuntamento.

Gli eventi del 1999 sono parecchi e tutti utili per portare avanti le nostre proposte: fra tutti ricordo solo la conferenza dell'ONU UNISPACE III, sull'uso pacifico dello Spazio, a giugno, ed il 50mo Congresso IAF, che si terra' quest'anno ad Amsterdam. Se qualcuno intendesse presentare propri documenti, soprattutto al Congresso IAF, siamo in grado di fornire tutte le necessarie informazioni, chairmen dei diversi comitati, ecc… Il nostro impegno sociale comprende anche l'apertura della discussione del Congresso IAF alla società "vera", quanto più possibile. Nel 1999 il congresso è in Olanda: un'opportunità, per italiani ed europei, di conoscere la realtà dell'IAF, entrare nella Space Community e portarvi le proprie motivazioni ed esigenze!

Ancora Buone Feste a tutti. Ci risentiamo nel 1999!

Adriano Autino

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