Il mondo scarseggia - all'Umanita' serve del Nuovo Mondo


Citta' e campagna
  • Solo chi vive in città pensa di aver sconfitto e distrutto la natura.
  • Basta abitare in campagna per sapere chi è ancora il più forte.
  • La città è un sistema squilibrato e squilibrante: dipende dalla campagna e ad essa restituisce scorie ed inquinamento, inoltre ci fa illudere di essere al riparo dalla natura.
La lotta contro la natura non e' vinta
  • La natura e' ancora la più forte, le possibilità di continuazione dello sviluppo umano sono appese ad filo
  • L'habitat terrestre non è sicuro per l'uomo, solo il nostro sviluppo culturale ha permesso di renderlo un po' più sicuro
  • La natura non tollera lo sviluppo di una stessa specie, sul nostro pianeta, oltre un certo limite
  • La natura è un nemico da piegare con intelligenza, gentilezza e rispetto (le crudeltà contro animali e piante sono retaggio di barbarie e comportamenti animali)
  • Anche fuori dal nostro pianeta avremo a che fare con la natura
La specie umana non si riproduce in cattività
  • Privazioni e sacrifici avrebbero un senso, se servissero ad allargare il più possibile la finestra di sviluppo sul nostro pianeta, in vista di un obiettivo, di un orizzonte più grande
Progettare e produrre mondo abitabile
  • Esiste una profonda ed irreversibile crisi delle filosofie di sviluppo
  • L'ideologie liberal-capitalista e quella egualitaria, che si basavano sull'illimitatezza delle risorse, sono giunte alla fine
  • Il mondo, così com'era stato concepito dai padri delle filosofie che hanno retto lo sviluppo negli ultimi 500 anni, è finito
  • Il mondo, inteso come quantita' fisica finita e limitata di risorse materiali, e' pure finito, o quantomeno e' in riserva.
  • Cio' che distingue l'USO di risorse dallo SPRECO di risorse e' la presenza di un OBIETTIVO.
Tra razionalita' e follia
  • La vittoria dell'irrazionalità significherebbe un salto indietro sul cammino evolutivo, forse irreparabile
Uno spazio sicuro per la crescita umana

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