In una recente discussione sul Greater Earth forum, abbiamo chiesto a Stephen Ashworth di riassumere in estrema sintesi i principi dell'Astronismo. Ecco la risposta di Stephen. [A.A.]

Che cos'e' l'Astronismo

di Stephen Ashworth


L'Astronismo non ha nulla a che fare con le religioni, che normalmente sono basate sull'autorità tradizionale. Anzi, questa è una posizione di tipo filosofico, basata sulla scienza e perciò soggetta alle revisioni che la stessa concezione scientifica della vita sviluppa.

"Evoluzione Astronautica" sarebbe la definizione estesa, poiché è essenziale un'estensione del concetto di evoluzione al campo astronautico. Non vogliamo certo ricalcare le orme dei fascisti di inizio secolo, i quali, con molta faciloneria, applicarono la teoria darwiniana dell'evoluzione alla società, concludendo che l'evoluzione sociale deve essere "rossa nei denti e negli artigli" e spietata verso la debolezza come l'evoluzione biologica. L'evoluzione, nel senso più ampio del termine, è un procedere per stadi successivi, ognuno dei quali introduce nuovi meccanismi di creatività che danno origine al loro proprio nuovo codice di leggi. Questi stadi sono disposti come segue.

(1) Il processo inizia (come ci conferma la cosmologia) con l'evoluzione cosmica, nella quale l'idrogeno e l'elio strutturano la totalità dell'universo stesso in gruppi di galassie, galassie singole e stelle. Inizialmente il gas si organizza sotto la forza di gravità (e forse, come Hannes Alfven ed Eric Lerner hanno ipotizzato, anche guidato da correnti elettriche che influiscono su scala cosmica). Di conseguenza entra in gioco la fusione nucleare, dando così inizio al nuovo processo di sintesi nucleare.

(2) Le stelle più pesanti esplodono disseminando elementi pesanti nell'ambiente spaziale; questo avvia il secondo ciclo evolutivo su scala astronomica, ciclo in cui il calore delle nuove proto-stelle concentra le masse dei diversi materiali distribuendoli in orbite dove si compie la loro trasformazione: il prodotto finale sono i pianeti, tra cui quelli di tipo terrestre.

(3) Una volta collocati questi ultimi, entra in gioco un terzo ciclo evolutivo basato su meccanismi molecolari di metabolismo e di ereditarietà. Il ciclo procede con un certo numero di livelli (ciò che Richard Dawkins chiama "evolubilità dell'evoluzione"): da cellule eucarioti a procarioti, sino ad arrivare a creature multinominali, poi ad animali dotati di sistema nervoso e così via.

(4) Con l'avvento dell'Homo Erectus, viene a crearsi il punto di partenza per il quarto ciclo, quello dell'intelligenza e della cultura. Ovviamente l'evoluzione culturale deve trascendere le leggi della giungla se ci si aspetta che porti a risultati creativi. La stessa evoluzione culturale procede con una discreta serie di sotto-livelli, l'ultimo dei quali era la trasformazione della società medievale in una civiltà industriale. Il prossimo stadio di progresso ora è chiaramente, se ci permettiamo di estendere questo progetto nel futuro, la rivoluzione astronautica, la quale vedrebbe la vita terrestre crescere in ogni parte della galassia entro, diciamo, i prossimi 100,000 anni. Nessuno adesso, e forse per molto tempo ancora, è in grado di sapere con esattezza se esista un quinto livello evolutivo. Sarebbe un livello di crescita creativa basato su nuovi fenomeni, che trascenderebbero la semplice cultura, scienza e tecnologia in modo eclatante, come ora la cultura trascende l'inconscio biologico, cioè l'evoluzione darwiniana.

(5) Arthur C. Clarke tratta questo argomento nel suo romanzo "Childhood's End" (il suo nuovo livello evolutivo si basava su fenomeni psichici, incomprensibili per i "comuni mortali"). Dobbiamo invero ricordare che la concezione del mondo, che si può derivare da recenti studi scientifici, (in cui la Seconda Legge della Termodinamica è invalidata dai fenomeni di sistemi caotici che spontaneamente generano un ordine), suggerisce una visione ben più aperta dell'universo. Dove una volta le idee della gente erano senza scampo dirette all'apparentemente inevitabile morte dell'universo, al suo annientamento in un grande boato, specchio del big-bang iniziale, le nuove idee dimostrano che non possiamo porre limiti a ciò che potrebbe essere.

Questo suggerisce un'etica basata sul fondamentale valore della creatività. Noi siamo vivi, e dunque viviamo pienamente, esaltiamo la nostra esistenza facendo grandi cose! (detto in prosa suona rozzo, soltanto la poesia può degnamente rendere l'idea, o la musica!) E allora tutte le più insignificanti questioni sulla moralità dell'ingegneria genetica, sul nucleare, sulla disgregazione della famiglia, ecc… ecc… cominciano ad andare al loro posto. La moralità stessa è affrancata dai paradigmi religiosi di leggi eterne date da Dio a cui noi disobbediamo a nostro rischio. Il nuovo paradigma morale è pertinente all'evoluzione, guidato dal singolo trascendente valore della creazione di cose meravigliose.

La generale consapevolezza umana dell'importanza del proprio posto nell'universo (dopo aver rifiutato la visione soffocante di un popolo schiavo, continuamente sorvegliato da un Dio creatore intollerante, dopo l'aver coltivato, per la maggior parte del ventesimo secolo, una disperazione circa la futilità della vita, derivata dalle dottrine di Newton, Laplace, Freud e Dawin) scopre ora, che gli si apre davanti una meravigliosa visione di creatività senza limiti. Perfino gli atomi del nostro corpo sono vivi; la strada al progresso futuro si estende cosi' lontano come l'occhio può vedere. Cosi' con un po’ di fortuna, il ventunesimo secolo potrà vedere questa nuova filosofia di ottimismo farsi largo attraverso la cultura umana. Inoltre, ciò implica l'arte, la politica e via cosi'.

L'evoluzione astronautica (Astronismo) è il mio colpo di pugnale per aprire la strada alla filosofia del futuro.

[Traduzione a cura di Massimiliano Autino]

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