Turismo spaziale ed energia dallo spazio al 50mo Congresso IAF

di Patrick Collins


La sessione di Amsterdam sul turismo spaziale mostra tutta la lontananza dalla realtà, se non la follia tout-court, dell'attuale leadership spaziale.

Il 7 ottobre, alle sessioni "Space Tourism" e "Novel Space Applications" del 50° congresso IAF sono stati presentati, a circa 100 persone, otto eccellenti documenti su vari aspetti del turismo spaziale (non vi sono state altre presentazioni).

1. "A Parametric Investigation of the Economics of Space Tourism" di Bob Parkinson di Matra Marconi Space. Il documento descrive i lavori in corso sulla fattibilità commerciale del turismo spaziale, ponendo l'accento sullo sviluppo di piani 'ravvicinati', abbinati a stime credibili di costo, prezzi e traffico.

2. "Public Access Space Suit" di Mark Hempsell, Università di Bristol (e Presidente di BIS). Il documento esamina la possibilità di tute spaziali (semplificate) per i passeggeri contro il rischio di depressurizzazione in cabina durante i voli verso/dall'orbita. Usando le stesse tute per le escursioni nello spazio e come dotazione in caso di emergenza negli hotel spaziali, si potrebbe realizzare un risparmio di costi.

3. "Collaboration with Aviation: The Key to Commercialisation of Space Activities" di Patrick Collins, Università Azabu e NASDA & Yoshiyuki Funatsu, Presidente del Comitato di ricerca del JRS (Joint Research Centre), esaminata la differenza tra l'atteggiamento positivo dell'industria dell'aviazione nei confronti del turismo spaziale ed il persistente atteggiamento negativo dell'industria spaziale, conclude che la collaborazione con l'aviazione sarebbe economicamente molto positiva. Sia tale opzione, sia l'accettazione di fondi dalle agenzie spaziali per girarli all'industria dell'aviazione, finalizzandoli allo sviluppo di un'industria di viaggi spaziali per passeggeri, comporterebbero utili considerevoli, e quindi un ritorno certo per l'enorme investimento dei contribuenti nello sviluppo della tecnologia spaziale.

4. "A Draft of Safety Standard for Designing Space Tour Vehicles" di Koichi Yonemoto (Kawasaki Heavy Industries), T. Torikai (Fuji AerospaceTechnology Corporation) e A. Miyahara (Fuji Heavy Industries). Il documento presenta la situazione dei lavori della terza fase del Comitato di ricerca sui trasporti del programma di studio sul turismo spaziale della Japanese Rocket Society. Due anni di studio sono stati dedicati all'applicazione delle normative di aeronavigabilità in aviazione al veicolo per il trasporto di passeggeri con decollo e atterraggio verticale "Kankoh-maru", descritto in vari documenti (molti dei quali conservati nell'archivio Space Future). Il rapporto finale, prossimamente disponibile, conterrà un primo progetto di una norma di "spazionavigabilità" di cui si terrà conto nella revisione progettuale di Kankoh-maru.

5. "Public Access to Space" di Hartmut Muller, Daimler-Chrysler Aerospace. Il documento descrive i lavori realizzati nello scorso anno da Daimler-Chrysler sul turismo spaziale, compreso il progetto di un veicolo di lancio con una cabina passeggeri per 120 persone e un hotel rotante in orbita con una capcità di 220 letti ed uno staff di 80 persone che opererà ad un'altitudine di 300-350 km. Il documento esamina vari aspetti dello scenario, dalle procedure e norme di sicurezza alle modalità di alloggio ed intrattenimento dei passeggeri nonché il modello di base. I risultati promettenti evidenziano una strana situazione, in cui dove società di paesi diversi dagli USA stanno imprimendo il ritmo delle attività in questo settore. L'industria aerospaziale americana sembra invece paralizzata dalla mancanza di interesse della NASA a rendere lo spazio accessibile al pubblico in generale.

6. "Considerations for Passenger Transport by Advanced Spaceplanes" di John Scott-Scott, Reaction Engines Ltd. Il documento descrive i lavori svolti lo scorso anno da Reaction Engines Ltd per configurare il carico utile del loro veicolo di lancio con ali a unico stadio (single-stage-to-orbit - SSTO) per il trasporto di passeggeri. La presa in considerazione di tutti gli aspetti gestionali dei voli con passeggeri a bordo verso e dall'orbita, solleva varie e interessanti questioni circa l'approccio progettuale migliore da seguire per diversi parametri tecnici.

7. "The Future of Space Tourism" di Michael Reichert, dell'Agenzia federale tedesca DLR. Il documento descrive i lavori svolti per valutare la fattibilità del turismo spaziale, nell'ambito di una piccola parte (10% circa) di un contratto ESA concernente diverse e possibili attività future. Esamina il turismo suborbitale con riferimento a due unità: "Ascender" di Bristol Spaceplanes e un veicolo a decollo verticale; il turismo orbitale con riferimento a "Kankoh-maru" della Japanese Rocket Society; e la sistemazione orbitale secondo i progetti "Space Hotel Berlin" e "Space Hotel Europe" che usano principalmente componenti sviluppati per la Stazione Spaziale Internazionale. Le conclusioni sono positive e indicano buone prospettive economiche per il turismo spaziale. Ciò sottolinea la peculiarietà della decisione dell'ESA di non finanziare più altri studi sull'argomento (cfr. più avanti).

8. "Tour for Staying in Orbital Space" di N Isome, Shimizu Corporation. Il documento descrive i lavori dell'azienda sui possibili precursori del loro progetto ben noto di hotel rotante nello spazio, pubblicato nel 1989. Il nuovo "Space Hut" sfrutterebbe principalmente moduli, nodi e altri componenti, tecnologie e know-how in corso di sviluppo per la sezione giapponese della Stazione spaziale internazionale e prevede due versioni, a gravità zero e rotante. Una società che offrisse voli passeggeri a basso costo verso/da l'orbita bassa, sarebbe da subito in affari con Daimler-Chrysler (cfr. sopra).


Osservazioni

Fa piacere constatare che in diversi paesi sono in corso questi lavori di alta qualità professionale, tutti interessanti e importanti per realizzare il turismo spaziale. Il fatto che il Congresso annuale dell’IAF dedichi una sessione su questo tema è un segno dei notevoli progressi compiuti, ma molto resta ancora da fare. Innanzitutto sarebbe positivo vedere il contributo di qualche società statunitense! Si dice però che esse temano di rompere l’idillio con l'attuale generazione di leader della NASA. È anche deplorevole che queste attività debbano barcamenarsi con bilanci ridotti perché, stranamente, coloro che decidono l'attribuzione dei finanziamenti statali continuano a negare il sostegno proprio alle attività che promettono il massimo utile economico e riscuotono la maggiore popolarità tra i contribuenti.

In altre parole, siamo in presenza di una situazione molto insoddisfacente, che vede le agenzie spaziali dei paesi avanzati investire ogni anno $20 miliardi di fondi dei contribuenti in varie attività di sviluppo spaziale non redditizie, diverse dalla ricerca scientifica spaziale. Appena un millesimo dell'1% di questi fondi è invece assegnato allo sviluppo del trasporto passeggeri nello spazio - malgrado soltanto lo sviluppo del turismo spaziale possa consentire alle attività spaziali di ricavare un utile dagli enormi investimenti per cui il contribuente continua a pagare! Anche solo l'1% dell'1% di questa enorme somma annua consentirebbe grandi progressi in questo campo. Questa cattiva ripartizione dei finanziamenti mostra purtroppo che per i dirigenti dell'industria spaziale nel 1999, alla fine del XX° secolo e 10 anni dopo la fine della guerra fredda le aspettative dei cittadini e dell’opinione pubblica non hanno alcun peso. Resta da sperare che dopo il 2000 subentri una leadership più avveduta. Sicuramente, più perdurerà questa situazione assurda e più pesante sarà il giudizio politico, per le agenzie spaziali, che continuano a sprecare tali enormi quantità di tempo e denaro a spese del contribuente.


Altre sessioni

Molti altri documenti presentati ad altre sessioni del congresso IAF toccavano, direttamente o indirettamente lo sviluppo del turismo spaziale. Molti documenti sono stati presentati in sessioni dedicate al trasporto spaziale e a sistemi di lancio con vettori a perdere o vettori riutilizzabili per il lancio di satelliti. Questi progetti in genere non stanno in piedi senza sussidi statali, e poco hanno a che vedere con i sistemi di lancio completamente riutilizzabili per il trasporto di passeggeri nello spazio. Alcuni documenti erano però interessanti, in particolare "A Concept Study and Flight Testing of Fully Reusable Rocket" di Y Inatani e colleghi dell'Institute of Space and Astronautical Science (ISAS), che descrive il progetto giapponese "Mini DC-X" - un razzo di piccole dimensioni con motore a idrogeno liquido, riutilizzabile, a decollo e atterraggio in verticale lanciato nel marzo 1999 e che è stato sviluppato sulla base di un bilancio molto limitato.

Japan's first reusable rocket: experimental VTOL flying on March 25, 1999 at Noshiro, Japan (fotografia gentilemnte offerta da Spacefuture, vedere anche questo documento peraltre informazioni)

Di notevole interesse anche vari documenti presentati alle sessioni dell'International Institute for Space Law (IISL). "International Certification for Commercial Reusable Space Transportation" di William Gaubatz, Universal Spacelines analizza il quadro regolamentare necessario per un'industria commerciale di viaggi spaziali e invita l'IISL a collaborare con il mondo dell'aviazione per svilupparlo.

"Regulated Competition in Telecommunications and the Development of the Commercial Space Industry" di Anders Hansson, Reaction Engines Ltd e S. McGuire (London University's Royal Holloway College) descrive le regole commerciali internazionali dell'Organizzazione mondiale del Commercio (World Trade Organisation -WTO) che sono importanti perché l'industria del turismo spaziale, come ogni altra industria, dovrà seguirle.

Alle sessioni sulla commercializzazione e sul finanziamento delle attività spaziali sono anche stati presentati diversi documenti interessanti per lo sviluppo di servizi commerciali di viaggi nello spazio.

Energia dallo spazio

L'energia dallo spazio è stata trattata in documenti presentati a 3 sessioni organizzate dal Comitato Energia dello IAF Power Committee. Tali documenti trattavano vari argomenti, da dettagli tecnici sulla generazione di energia, trattamento e trasmissione nello spazio (beaming) alla pianificazione dell'approvvigionamento di energia a lungo termine. Diversi documenti descrivevano l'ampia gamma di lavori in corso nell'ambito di un contratto con la NASA sfruttando l'aumento dei finanziamenti di $15 milioni che, dietro insistenza del Congresso USA la NASA ha investito su questo aspetto di ricerca. C'è da sperare che questi finanziamenti continuino.

Per Space Future, l'obiettivo più importante è cominciare, ossia costruire effettivamente una Stazione di energia spaziale e accumulare esperienza operativa. Ciò consentirà all'industria dell'approvvigionamento di elettricità di partecipare ai lavori e di valutare questa nuova fonte di energia. "An Equatorial SPS Pilot Plant" di Hideo Matsuoka, Teikyo Heisei University, Professor Makoto Nagatomo, Institute for Space and Astronautical Science e Patrick Collins, Azabu University e NASDA concerne il progetto "SPS 2000" dedicato all'inizio della fase operativa e riassume l'attuale dibattito sulla possibile collaborazione internazionale al riguardo. Si spera in una prossima iniziativa politica che fornisca le risorse necessarie per imprimere slancio ai lavori SPS.

 

Una strana verità

La verità è che il valore economico dei lavori presentati su questi due argomenti - turismo spaziale e energia dallo spazio - supera quello di tutti gli altri documenti presentati al congresso IAFmessi assieme. È quindi perlomeno strano che il 99.99% della spesa governativa a favore dello spazio sia devoluto ad argomenti del tutto diversi.

Il calcolo più elementare mostra che il valore economico di progetti di sviluppo di industrie commerciali redditizie con un gettito di centinaia di miliardi di $ all'anno è di gran lunga superiore a quello delle attività che non genereranno mai tali entrate. Di conseguenza, l'uso anche di una fetta notevole degli investimenti statali nello spazio per generare questa ricchezza sarebbe molto positivo per i contribuenti.

Oggigiorno i decisori dell'industria spaziale non sono interessati a realizzare un utile economico per i contribuenti che forniscono i $20 miliardi da essi investiti ogni anno in attività diverse dalla ricerca spaziale: a loro basta continuare a perseguire gli obiettivi politici (appositamente vaghi) stabiliti durante la guerra fredda che è finita 10 anni fa. Le organizzazioni governative sono sempre lente a reagire al cambiamento delle circostanze e dobbiamo continuare ad esercitare pressioni affinché la nuova generazione di leader politici tenga maggiormente conto del pubblico, dei contribuenti, della gente e del futuro, rispetto agli attuali leader obsoleti.

Economia mondiale

Vale la pena infine di ricordare che la disoccupazione in Giappone, Germania, Francia - senza menzionare Russia, Cina e molti altri paesi in Europa, Asia e America del Sud (!) - resta a livelli record. Ciò non a causa del fallimento della crescita economica, ma proprio a causa del suo successo. Non occorrono più tante persone, in questi paesi, per svolgere tutti i lavori che esse svolgevano un tempo. Costa meno affidare sempre di più questi lavori alle macchine. Per evitare però che la disoccupazione continui a crescere, con tutti i problemi sociali che ciò comporta (tra cui la guerra, non dimentichiamolo!), bisogna creare nuove industrie.

Uno dei settori più promettenti è indubbiamente lo sviluppo del turismo spaziale che stimolerà un'enorme gamma di attività commerciali nello spazio. Questa possibilità è però frenata dal reiterato rifiuto dei decisori di assegnare a questo filone di ricerca i $20 miliardi del denaro dei contribuenti, investiti ogni anno in attività spaziali non di ricerca scientifica. L'attuale leadership ESA, ad esempio, considera che l'uso di un millesimo dell'1% del bilancio annuo investito nel turimo spaziale sia sufficiente e la NASA rifiuta persino di seguire le proprie raccomandazioni in proposito: NP-1998-03-11-MSFC. E nessuna delle due agenzie è riuscita sinora ad avanzare proposte su come questa massiccia spesa in tecnologia spaziale possa effettivamente contribuire alla crescita economica. Questa situazione deve cambiare..... e cambierà. Rimane soltanto ancora da vedere quante decine di miliardi di $ del denaro dei contribuenti l'attuale leadership spaziale sprecherà prima di consentire alla specie umana di beneficiare della crescita dei viaggi spaziali commerciali nello spazio prossimo alla Terra.

[traduzione dall’inglese a cura di Adelia Bertetto]

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