NEWSLETTER TDF 3/2000

Cari Co-planetari,

Vi scrive il vostro quasi alluvionato presidente di TDF, finche' dura la carica del PC portatile, dal Piemonte del terzo millennio. La pioggia batte sul lucernario del mio studio, in cui scrivo, ormai da tre giorni filati. Come saprete dai telegiornali il Piemonte e la Valle d'Aosta sono già in condizioni probabilmente peggiori di quelle del 1994. Verrebbe da considerare che 6 anni, e numerose altre alluvioni, non ci hanno insegnato nulla.

Eppure e' sufficiente trovarsi senza energia elettrica (pensando che potrebbe non tornare per qualche giorno) per capire immediatamente quanto siamo precari, sulla superficie di questo pianeta. Ho 4 televisori in casa, e non so quante radio, ma non posso sentire un notiziario: a lume di candela cerco le pile adatte. La caldaia non funziona, e presto farà freddo. Il telefono e' anche lui fuori combattimento, poiché ho la linea ISDN. Le serrande automatiche dei box ed il cancello non si aprono, devo armeggiare con gli sblocchi manuali, per poter uscire con la macchina. E tutto questo non e' nulla, se si pensa a coloro che sono sul tetto di casa loro, in attesa di un elicottero che li porti all'asciutto.

Tutta una serie di considerazioni salgono alla mente con la nettezza propria delle condizioni di emergenza, quando si e' certi di che cosa occorre fare, e ci si chiede com'e' possibile che non si sia fatto prima. La stessa certezza devono averla, in queste ore, le persone che amano la pace, sia tra gli Israeliani che tra i Palestinesi. Si stanno certo dando dell'imbecille, per non aver sviluppato un'azione politica che consentisse di vivere tutti in pace ed armonia, lontano dagli orrori che insanguinano ancora una volta le loro case e strade: perche' mai hanno lasciato che prevalessero gli integralisti, coloro che proclamano arrogantemente di essere i detentori dell'unica verita' rivelata?

E perche' mai abbiamo lasciato che governassero ancora coloro che hanno saputo solo spendere parole di cordoglio e vane promesse di aiuto agli alluvionati del passato, insieme a vaghe promesse di risanare il territorio? E perche' ancora permettiamo di detenere il potere economico a coloro che, ogni volta che l'economia accenna a migliorare, pretendono un pizzo insostenibile -- ad esempio aumentando a dismisura il prezzo dei prodotti petroliferi -- con effetto deprimente sul trend economico precedentemente positivo?

E perche' permettiamo ancora, ad un'accolita di profittatori, di farci credere che l'unico nostro problema e' quello di divertirci e di comunicare con 10 telefonini, se la natura ci mette in ginocchio con soli tre giorni di pioggia? Perche' non pensiamo seriamente alla sopravvivenza della nostra specie, ad esempio accelerando il programma di colonizzazione dello spazio? Ho spesso pensato, aldila' di ogni altra considerazione, che una casa nello spazio, capace di spostarsi se le arriva addosso qualcosa, basata su sistemi e tecnologie affidabili, sarebbe molto piu' sicura di una casa terrestre. Ma, anche su questo terreno, lasciamo fare a burocrati e profittatori, che vedono lo spazio unicamente come deposito di satelliti per telecomunicazioni, e non come orizzonte di sviluppo.

E perche' continuiamo a permettere a schiere di burocrati, avidi e senza fantasia, di bloccare il nuovo sviluppo industriale forte di cui l'umanità, in piena era elettronica, ha disperatamente bisogno? Perche' lasciamo che si impadroniscano delle nostre idee, le realizzino malamente, le spremano come limoni per quello che sono capaci di trarne, e poi le gettino via come spazzatura? Perche' permettiamo loro di esaltare a parole le liberta' individuali, ma nella pratica calpestare i diritti degli individui, a partire da quello piu' sacro, la possibilita' di vivere delle proprie idee, senza essere costretti a combattere a calci e pugni con altri per mettersi in luce? Sembra un arena di gladiatori, piu' che un libero mercato! In un mercato veramente libero, ad esempio, non si sarebbe costretti ad ingraziarsi qualche potente, per sopravvivere professionalmente!

E, a tutti coloro che ingombrano il processo di crescita e sviluppo, non viene mai il dubbio che la loro guida ci portera' presto in un baratro senza uscita? Se lasciassero un po' fare le persone di buona volonta', non avrebbero neanche da temere di essere gettati sul lastrico: chiediamo loro soltanto di aprire i loro sistemi, di condividere un po' delle loro ingenti risorse e di lasciarci lavorare, senza alcun desiderio di vendetta. Abbiamo visto, ormai, che fine fanno tutti i movimenti sociali basati sulla vendetta e sull'odio e, francamente, non ci interessa!

Bene (si fa per dire), TDF 3/2000 esce in questa situazione. Ed io mi chiedo se non sia tempo di cercare di mettersi insieme, le persone che vogliono davvero la pace (non come pausa tra due guerre), e che pensano ci sia del buono in tutte le religioni, se predicano l'amore ed il rispetto del prossimo. Coloro che vogliono lo sviluppo, la colonizzazione dello spazio ed il risanamento del territorio. Le persone che non credono che i problemi, anche quelli presumibilmente causati dall'uomo, si possano risolvere ritirandoci, lasciando fare alla natura. Le persone che credono di avere delle responsabilita', verso il pianeta che ci ospita, certo, ma prima di tutto verso la nostra specie, intesa come insieme di persone vive e reali.

Scusate lo sfogo di un quasi-alluvionato. Ma pensateci, pero'.

Su questo numero di TDF troverete:

TDF annuncia, per il 2001, il proprio rinnovamento completo, sia nella veste grafica che nell'organizzazione del sito.

E, fin da questo numero, chi desidera iscriversi alla rivista o aderire al Vettore TDF trovera' un sistema di accoglienza finalmente semplice e chiaro.

Il prossimo weekend (21/22 ottobre 2000), alluvioni permettendo, si svolgera' il secondo seminario di redazione, ed il primo del Vettore TDF, con un'agenda piuttosto nutrita: la trovate nel forum pubblico di TDF, all'indirizzo http://www.tdf.it/cgi-bin/dcforum/DCForumID2/112.html

 

Aim High! (ed aiutateci a guardare in alto!)

Vi saluta il Vs. affezionato

Adriano Autino

 

AA - TDF 3/2000 - 15/10/2000