La legge del più grande

di Adriano Autino


Il nuovo millennio inizia con qualche buon auspicio culturale e molti lampi di guerra. Come una macchina grande e complessa, corrosa e consunta dal tempo e dalle intemperie, la nostra civiltà si appresta a passare nella strettoia del cambio di millennio, che si chiama globalizzazione economica, informatizzazione globale e, forse, apertura della frontiera spaziale.

Vediamo i fatti. 1) La Russia bombarda la Cecenia, e riduce Grozny ad una città fantasma, sterminando vecchi, donne e bambini. 2) USA ed UE si oppongono, nominalmente, in nome dei diritti umani. 3) Eltsin minaccia, rispolverando la non dismessa potenza nucleare della Russia. 4) Clinton risponde: "attento, i più forti siamo sempre noi. " 5) Grazie allo sforzo bellico, Eltsin vince le elezioni.

Niente di nuovo, quindi. Oggi è come il secolo scorso, o il millennio scorso, guerra ed economia si intrecciano in mille modi nefandi. Le popolazioni delle superpotenze, ed ex-superpotenze, dimostrano con le elezioni e con gli indici di gradimento di condividere ed appoggiare ancora in misura intollerabilmente elevata la cultura della guerra e della sopraffazione. Cambia solo la potenza distruttrice delle armi che questa scimmia antropomorfa utilizza, nelle diverse epoche, per far paura o per annientare i nemici. Di diverso ci sono le condizioni che ricordavo in apertura, e quel tocco originale di lucida assurdità che la storia sembra divertirsi ad immettere in ogni guerra. In questo caso la Russia, sull'orlo della bancarotta economica, viene tenuta in vita a suon di miliardi di dollari occidentali: è quindi evidente che proprio questi fondi sono utilizzati, oltre che per trasformare ex-burocrati e neo-mafiosi in rispettati uomini d'affari, anche per finanziare guerre e guerricciole nell'ex-impero sovietico. A questo punto l'Occidente potrebbe trovarsi a dover scegliere tra due pericoli ugualmente insidiosi. La bancarotta della Russia avrebbe come conseguenza l'accensione di focolai di guerra civile in tutto l'Est e l'avvento di un'epoca di barbarie, con sviluppo di feudi, signorie e dittatorelli stile Milosevich o Zirinovski. Altro che apertura di nuovi mercati! Nuovi mercati, certo: di armi, droga, prostituzione, articoli di lusso per capicosca di tutte le risme. L'alternativa è altrettanto minacciosa. Niente garantisce che la superpotenza militare ex-sovietica, benché tenuta in vita dai soldi occidentali, non si rivolti prima o poi contro lo stesso occidente, come Eltsin sta minacciando proprio in questi giorni, rispolverando i sogni egemonici dei suoi predecessori.

Ma l'Occidente poteva davvero aspettarsi qualcosa di diverso? La santa alleanza Clinton-Blair aveva appena finito di dimostrare, in Kosovo, che le contraddizioni si risolvono a suon di bombe. Come stupirsi se Eltsin applica la stessa dottrina in (quella che ritiene) casa sua? Il Corvo Bianco potrebbe persino dimostrarsi risentito, dire a Clinton che lui pensava di essersi dimostrato un allievo molto diligente, e quindi non meritevole delle bacchettate clintoniane. Delle due l'una. O la Russia è considerata un nuovo alleato, e quindi le sue azioni militari si devono considerare "operazioni di polizia" contro il terrorismo (stile Libia o Irak), o "interventi umanitari" per difendere popolazioni oppresse, secondo l'ultima moda kosovara. Oppure la Russia è ancora considerata un nemico, e quindi le sue operazioni militari sono da ritenere atti ostili all'Occidente.

No, l'Occidente, vista la politica messa in campo dal cosiddetto "Ulivo mondiale" (ritrovatosi anche recentemente a Firenze per parlare di sviluppo planetario), non poteva davvero aspettarsi altro. Infatti tutta la politica occidentale non riesce ad (e neppure sappiamo se lo vorrebbe) elevarsi al di sopra della vecchia legge del più forte, che ha governato i rapporti tra gli animali di questo pianeta per tanti milioni di anni. Chi riafferma il diritto del più forte non può infatti poi scandalizzarsi quando altri provano a loro volta a conquistare il posto di "più forte". Dopo tanto parlare di pari opportunità, di democrazia, dei principi di libertà occidentali, che garantiscono a tutti gli stessi diritti elementari, come negare ad altri il "diritto" di applicare la propria giustizia armata e violenta? No, ancora una volta siamo di fronte a politiche del doppio binario e di doppia morale, uguali a quelle, tanto condannate, che vigevano nel regno del socialismo reale. Ovvero, chi scrive le regole pretende che le osservino gli altri, e si ritiene in diritto di non osservarle: la stessa vecchia zuppa, con lo stesso sapore di marcio, sia che venga servita da regimi collettivisti, sia dalle cosiddette democrazie occidentali.

Ma l'atteggiamento di Eltsin fornisce, a ben vedere, la riprova di altri teoremi, che dovrebbero essere ormai evidenti a tutti. Continuando ad "aiutare" mafiosi, gangster, corrotti, e poteri di dubbia legittimità democratica -- invece di aiutare la brava gente -- si finisce sempre con l'avere in cambio morsi e calci. È stato ormai analizzato chiaramente da più parti: gli aiuti internazionali ai cosiddetti Paesi in via di sviluppo vengono elargiti, attraverso i meccanismi creditizi e finanziari mondiali, a persone ritenute "solvibili" e degne di garanzia. Nemmeno il 10% dei prestiti viene recuperato! Gli aiuti si risolvono, nel 90% dei casi, nell'ulteriore arricchimento personale di qualche signorotto locale. Non portano ad alcuno sviluppo economico, e probabilmente servono in molti casi a finanziare traffici sporchi e malavitosi. Nel migliore dei casi le commissioni governative dei paesi beneficiari sono più o meno costrette a far intervenire consulenti occidentali, i quali lucrano pingui parcelle per redigere fantastici piani di sviluppo che, si sa già, rimarranno sulla carta, con piena soddisfazione di tutti gli attori. Gli unici a rimanere sempre a bocca asciutta sono proprio coloro che, se ricevessero un prestito personale anche modesto, se avessero accesso al credito, potrebbero creare nuove imprese e mettersi in affari. È stato dimostrato che molti piccoli prestiti elargiti in quest'ottica -- a persone perlopiù giudicate insolvibili dai banchieri tradizionali -- hanno creato nuova economia dove prima non c'era che fame e sottosviluppo. Favorendo l'accesso personale al credito si può creare nuova economia indipendente, nell'ottica del libero mercato. Ecco uno dei modi in cui il più forte potrebbe spendere bene i propri soldi, meritandosi l'appellativo di "più grande"! Il deleterio mix di assistenzialismo, elemosina, meccanismi di garanzia e gestione militare dei conflitti, invece, non fa che perpetuare la dipendenza, l'asservimento ed il sottosviluppo, in una parola il governo del pianeta da parte di pochi padroni del mercato (niente affatto libero, quindi).

Non capisco che soddisfazione ci sia, ancora oggi, ed è tanto più vergognoso (sia per i credenti che per i non credenti) mentre entriamo nel terzo millennio dell'era cristiana, nel dimostrare la propria autorità facendo star male la gente, invece che aiutarla a sviluppare la propria economia ed a star bene. La dottrina capitalista prescrive forse ideologicamente la competizione feroce, l'annientamento dei più deboli, la povertà come estrema grazia, come misera alternativa alla morte, per i perdenti? Forse, una volta, nella propaganda collettivista, si potevano ritrovare tali iperbole fondamentaliste. Ma se osserviamo oggi, con occhi disincantati e più maturi, i processi sociali in atto, possiamo ben permetterci di affermare che una competizione leale non esclude affatto, in linea di principio, l'aiuto, dato da chi è già più forte, per sviluppare le potenzialità e l'economia degli altri! E se si vuole uscire dai principi, per andare sul concreto, è stato ormai ampiamente dimostrato che il microcredito recupera fino al 98% dei prestiti, cosa che nessun banchiere tradizionale ha mai potuto vantare, in tutta la storia delle istituzioni bancarie! E sostengo che un programma serio di microcredito nei paesi poveri, sostenuto da un programma di microinvestimenti nei paesi ricchi, unito ad un piano globale di sviluppo tecnologico finalizzato ad aprire la frontiera spaziale (dando così modo all'economia globalizzata di tornare a crescere) può far piazza pulita in pochi anni della fame, del sottosviluppo e dei furori guerreschi tanto virulentemente riaffacciatisi sulla scena mondiale sul crepuscolo del millennio. Si dia credito e spazio (ed anche lo Spazio) alle micro-imprese, tanto nell'occidente sviluppato che nei paesi meno sviluppati. Si metta mano ovunque a vere riforme in favore della crescita individuale e di piccoli gruppi aziendali, si guardi finalmente in alto, dopo tanto agitarsi a destra e sinistra. Avremo allora, all'alba del nuovo millennio, un vero rinascimento planetario, di portata inimmaginabile!

È questo il migliore augurio, e la parola d'ordine politica, che propongo a tutti i co-planetari il 1 gennaio del 2000: guardate in alto! Osate! Abbiamo da perdere solo la legge del più forte, e forse da guadagnare una nuova legge: la legge del più grande, di animo e di aspirazioni!

 

TDF 1/2000-05

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