La Mayflower dello Spazio

di Michael Martin-Smith


Nel 1620, un secolo dopo che Colombo e Caboto avevano scoperto e cominciato ad esplorare rispettivamente l'America centrale e settentrionale, vi fu un viaggio che la maggior parte delle autorità americane considerano come il vero inizio dell'attuale civilizzazione del Nordamerica. Dopo un secolo durante il quale erano stati soprattutto i governi e la casta militare - in questo caso la marina e i bucanieri sponsorizzati semiufficialmente - ad aprire il Nuovo Mondo all'Europa, era giunto il momento per i cittadini qualunque, non esattamente i più poveri, ma persone disposte e capaci di assumere dei rischi e di finanziare il proprio viaggio attraverso l'immenso oceano verso una terra poco conosciuta ed ostile.

Queste persone, i Padri Pellegrini (105 persone tra famiglie e servitù) affittarono una nave investendo in questa operazione gran parte delle loro risorse economiche e partirono per il Nuovo Mondo. Non avevano alcun aiuto dal governo, anzi erano dei radicali che volevano sfuggire alla soffocante oppressione del conformismo religioso o politico o di tipo ancora peggiore e sperimentare nuovi modi di vita. Sappiamo che tutto quello che occorre per trasformare un orientamento in una camicia di forza è un politico ben intenzionato e i Padri Pellegrini sapevano bene che cosa può fare un gruppo di politici non troppo ben disposti.

I Padri Pellegrini noleggiarono quindi una nave - la Mayflower - e salparono da Plymouth nel 1620. Così dice la storia. Esiste ancora una targa nel villaggio di Immingham a testimoniare che la nave Mayflower era partita da lì per navigare lungo il fiume Humber verso il Mare del Nord, nel settembre 1620. Da ulteriori ricerche risulta che dopo essere entrata nel Canale della Manica ed essersi diretta verso ovest la nave incontrò forti tempeste prima di arrivare a Plymouth dove si fermò tre mesi prima di ripartire per il Nuovo mondo. La storia è ulteriormente complicata dal fatto che Mayflower era all'epoca un nome molto frequente per le navi e non si conosce il nome dei cantieri navali che costruirono la famosa Mayflower (Museo della Marina di Hull).

Nell'estate 1997 un annuncio sulla rivista della National Space Society "Ad Astra" colpì la mia attenzione: venivano proposti viaggi nello spazio a bordo di un razzo sub-orbitale ad unico stadio completamente riutilizzabile per 3500 dollari a partire dal 4 luglio 1999. Il razzo è progettato dall'impresa Advent Launch Systems, Inc. di Friendswood (Texas) che si avvale della collaborazione di Jim Akkerman, un ingegnere aeronautico della NASA che vanta una grande esperienza spaziale e ha partecipato alla progettazione del sistema di guida e controllo dei moduli per l'atterraggio lunare delle navicelle, del programma Apollo. L'agente commerciale di Advent è Harry Dace, un affermato imprenditore texano interessato ad aprire lo spazio al pubblico pagante, che ha fondato Advent nel 1995 ed è un appassionato di corse automobilistiche.

Questa impresa è una delle 16 iscrittesi al concorso X-Prize che offre 10 milioni di dollari alla prima persona o al primo gruppo in grado di mandare 2 o più persone nello spazio (a circa 62 miglia) e riportarle sane e salve a terra e che ripeta entro le 2 settimane successive lo stesso viaggio con lo stesso veicolo, che non deve essere modificato, ma solo rifornito di carburante. L'idea è emulare il trofeo dell'aviazione Schneider degli anni '20 e incoraggiare soluzioni innovative e poco costose per i viaggi nello spazio. La costruzione del razzo (da me ribattezzato da CAC-1 in Mayflower 2) inizierà non appena saranno disponibili i finanziamenti di un Touring club associato, il Civilian Astronauts Corps. Il club spera di attirare 2000 aspiranti al volo disposti a pagare ciascuno 5000 dollari. L'iscrizione che sarà portata a 5.500 dollari dopo il 15 febbraio 1999 serve a coprire i costi del razzo. Se non vi saranno sufficienti passeggeri a pagamento si promette di restituire le quote di iscrizione attraverso un conto vincolato presso terzi. Raggiunti i 2000 iscritti, sarà avviata la costruzione e il volo inaugurale è previsto 12-14 mesi dopo aver raccolto i finanziamenti. Sia Akkerman che Dace sono decisi a continuare il progetto e gli iscritti che lo desiderano possono mantenere la loro quota nel progetto.

Dace sta cercando uno sponsor famoso per avviare il progetto e attirare aspiranti passeggeri e la cosa può concretizzarsi da un momento all'altro.

Il razzo è alto 21,33 metri (70 piedi), largo 2,74 metri (9 piedi) e pesa 6795 kg (15.000 libbre) senza carburante; comprende una cabina per 6 passeggeri e il pilota.

Il veicolo sarà lanciato dal mare, 30 miglia al largo della città di Galveston (Texas), accelererà a 2,5 G in 2 minuti a 40 km e raggiungerà 4.000 kph. Viaggerà a 110 km di altitudine e i passeggeri sperimenteranno 4 minuti di assenza di gravità; poi inizierà il ritorno a terra in caduta libera raggiungendo 5,5 G a 10.000 m. A 110 km il panorama abbraccerà 640 miglia - l'intero golfo del Messico - e i lanci serali offriranno una visione astronautica del cielo. Superando gli 80 km di altitudine i passeggeri, secondo la definizione ufficiale, diventeranno astronauti. Prima del volo, i passeggeri necessiteranno soltanto di un breve corso di orientamento per imparare a "galleggiare" senza pericolo in condizioni di assenza di gravità e a non urtarsi reciprocamente. Il trasporto verso e dal sito di lancio sarà effettuato in motolancia dal porto di Galveston.

Il veicolo, che in realtà è un aliante alimentato da un razzo, è dotato di otto paia di elevoni che consentono al pilota di guidarlo verso un'area designata per l'atterraggio sul mare come se fosse un idrovolante. I motori sono modelli in scala ridotta del motore di discesa del modulo lunare.

I motori sono alimentati a pressione con ossigeno e gas naturale allo stato liquido. In tutto il sistema di propulsione esistono soltanto due parti mobili, per rendere più sicuri ed economici il funzionamento e la manutenzione. La fusoliera è in titanio, un materiale che offre le necessarie caratteristiche strutturali e termiche. Il decollo e l'atterraggio via mare eliminano la necessità di strutture complesse per il lancio e di dispositivi di atterraggio di precisione o avionica. Ciò permette di ridurre notevolmente i costi del progetto rendendolo redditizio sotto il profilo commerciale. Sessanta ingegneri aerospaziali della NASA e di Boeing hanno attentamente esaminato gratuitamente il progetto del veicolo e lo hanno giudicato fattibile; alcuni di loro sono aspiranti passeggeri. Parteciperanno ai primi due voli lo stesso Harry Dace e il suo direttore pubblicitario, Cynthia Price, affermata autrice di rapporti sullo spazio.

L'idea è di far volare i 2000 membri del club, sei alla volta, in due voli al giorno, cominciando nel gennaio 2000-2001. Non è prevista un'assicurazione - i membri del club accettano il rischio di fare da pionieri all'inizio di una nuova epoca di turismo commerciale spaziale e devono prendere i provvedimenti necessari. Dopo che i 2000 passeggeri avranno effettuato il volo - si spera nel corso di un anno, le quote saranno messe in vendita e ai membri sarà rimborsato gran parte dell'investimento iniziale.

Rivolgersi per informazioni via e-mail a cac@mail.phoenix.net oppure per posta a Civilian Astronauts Corps 403 NASA, Road 1 East, suite 2000, Houston, Texas 77598. Website: http://www.mayfloerrocket.com

L'iscrizione può essere una "Reserve" di 100 dollari che dà diritto a ricevere una rivista di informazioni sullo sviluppo del progetto e all'iscrizione come membri al club CAC, oppure "Flight" che dà diritto all'offerta di un volo una volta avviate le operazioni.

Nel mese di dicembre 1998 si contavano 131 membri e 65 prenotazioni di volo. Persone provenienti da diverse nazioni, di ambo i sessi e di tutte le età, da 20 a 80 anni!

Come con la nave Mayflower originale, l'impresa è in gran parte finanziata e promossa dagli stessi passeggeri sotto la leadership di Harry Dace presso Civilian Astronauts Corps. È in corso una campagna pubblicitaria per far conoscere il progetto a Singapore, in Israele, in Europa e nell'America Latina e come un tempo la spedizione Mayflower, questa impresa servirà a sfatare l'idea che i viaggi spaziali sono costosi ed esclusivi. Una volta infatti che i viaggi suborbitali saranno alla portata del pubblico, vi sarà un'ovvia e logica progressione da brevi voli orbitali a soggiorni di due settimane in hotel - forse costruiti con moduli della Stazione spaziale internazionale - o addirittura affittati. Nel corso di una generazione, aeronavi molto più grandi, costruite e alimentate in parte mediante risorse extraterrestri, non avranno più bisogno di atterrare sulla superficie di un pianeta in quanto il rifornimento e la manutenzione saranno effettuati mediante vettori shuttle dalla Terra o dalla Luna stessa.

Il mio desiderio è compiere verso il 2020 otto giri attorno alla Luna con questo veicolo (come nella storica missione Apollo 8). Ciò sarebbe una variante in 8 giorni del celebre racconto di Jules Verne e darà al turismo spaziale la possibilità di visitare altri mondi senza i costi aggiunti e la complessità di un completo atterraggio - anche se ciò avverrà sicuramente più tardi. A tale data sarò sulla settantina e grosso modo ricorreranno il 50° anniversario dell'Apollo e il 400° anniversario della spedizione originale Mayflower. L'autore e ricercatore Nigel Calder mi ha fatto una volta osservare che il vero insediamento nello Spazio avverrà non ad opera dei governi bensì grazie a singoli individui e gruppi pionieri, per ovvi motivi. Con l'incremento della iper-regolamentazione e sorveglianza da parte dei governi, attualmente benigni, questi motivi non sono difficili da definire. Se non vi basta, alcuni momenti di riflessione sull'incontro della cometa Shoemaker-Levy con Giove nel 1994 convinceranno quanti sono dotati di raziocinio che sulla Terra un giorno resterà soltanto una banda di desperados senza memoria a frugare tra i resti di una civiltà svanita.

I "discendenti" della spedizione Mayflower erediteranno la prosperità nel cielo di una dozzina di mondi. Il mio progetto quindi di starmene seduto, fra un paio di anni, su un serbatoio finanziato da fonti private e contenente gas altamente infiammabili da qualche parte sopra il Golfo del Messico rappresenta qualcosa di più di un tentativo di dimenticare lo stress della vita moderna con un magnifico afflusso di adrenalina alla Nietzsche - anche se ciò ha la sua importanza! È infatti una vera sfida segnare un punto a favore del futuro della razza che ha prodotto Bach, Platone, Einstein e Buddha. Sappiamo ora che la nostra razza umana partita dall'Africa decine di migliaia di anni fa per dominare il mondo diventerà un dinosauro inetto se resterà confinata su questo pianeta.

Sono passati quasi 40 anni da quando l'essere umano ha cominciato ad avventurarsi nello spazio. I crescenti problemi del nostro pianeta, abbinati alla minaccia ormai confermata di estinzione a causa dell' impatto con un asteroide, delle glaciazioni e del radicale cambiamento climatico giustificano pienamente, a parte i costi, le attività di esplorazione e sviluppo e l'insediamento umano nello spazio. È giunta l'ora di affrontare il problema dei costi in maniera creativa e convincente, per la salvezza di tutti i nostri discendenti. Esiste ora un'effettiva possibilità per le persone che ragionano di agire diversamente e contribuire a realizzare l'intrinseco destino cosmico dell'essere umano. Benvenuti a bordo!

Dr. Michael Martin-Smith.

[traduzione a cura di Adelia Bertetto]

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