Blue Moon


L'ultima settimana di gennaio i giornali italiani, sia cartacei che eterei, si sono presentati e ci hanno raccontato una storiella a proposito della Luna. Nei famigerati "giorni della merla", freddissimi e caratterizzati, almeno al Nord, da un cielo molto limpido e terso, ci invitavano ad osservare la Luna che, a loro dire, sarebbe apparsa di un bel colore blu. Di fronte alla nostra incredulità e scetticismo hanno esibito interviste a qualche astronomo, cui si sono ben guardati, a dire il vero, dal chiedere direttamente spiegazione dello strano fenomeno. Ci hanno però spiegato che il fenomeno (rarissimo) ha luogo quando vi sono due lune piene nello stesso periodo: la seconda (!) apparirebbe blu.

Per quanto io non sia (ahimè) un astronomo neppure dilettante, la storia non mi ha convinto, ed ho chiesto aiuto ad un paio di amici, un astronomo ricercatore tedesco -- Daniel Christlein -- ed uno statunitense, Dale Gray, storico ed antropologo. Ecco quanto mi hanno spiegato.

Daniel ci spiega trattarsi della seconda luna che cade, talvolta, nello stesso mese di calendario. Un evento non proprio rarissimo, dato che l'intervallo tra due lune piene è di circa 29 giorni. Se la luna piena capita nei primissimi giorni del mese, la successiva cadrà inevitabilmente durante gli ultimi giorni dello stesso mese. Benchè la definizione sia così arbitraria, non vi è nulla di fisicamente speciale nella seconda luna: (per un astronomo) è sempre la stessa, cara, vecchia, fonte di inquinamento luminoso. Curioso anche come la nozione di inquinamento (che alcuni pretendono assoluta ed oggettiva) riacquisti qui carattere di relatività, grazie all'attenzione dell'astronomo, rivolta alle stelle.

In effetti, facendo due conti, non sembrerebbe che l'evento debba essere così raro. La differenza tra 12 mesi (365 giorni) e 12 periodi lunari (348 giorni) sono 17 giorni. Se la prima luna dell'anno cade entro la prima metà del mese, l'anno avrà tredici lune, e quindi un suo mese finirà inevitabilmente per averne due. Perché sinora nessuno ci aveva mai raccontato la storia della Luna Blu? Del resto, mi assicura mia moglie, le donne hanno quel loro noioso malessere 13 volte l'anno. Ma il ciclo femminile non era legato alle fasi lunari?

Il carattere di arbitrarietà della definizione ci viene del resto confermato e spiegato da Dale. La definizione di Blue Moon viene da una vecchia tradizione del New England, che probabilmente risale alla stessa Inghilterra: quella di dare un nome a tutte le lune dell'anno, una per mese. Quella di settembre, per esempio, si chiama the Harvest Moon (la Luna del Raccolto). Avendo ogni mese la sua luna, una luna extra aggiuntiva si trovava sprovvista di nome, e bisognava quindi trovargliene uno. Date le sue rare apparizioni, la luna blu è entrata nell'uso comune, negli USA, come sinonimo di evento infrequente: "una volta ogni luna blu". Come da noi in Italia si dice, per esempio, "ogni morte di vescovo".

Personalmente, da jazzista dilettante qual sono, io tenderei a vedere una similitudine con il termine "blue note". Si definisce blue note, nel jazz e nel blues, la terza maggiore che diventa minore, in funzione di nota di passaggio: un'ottava nota della scala, una nota in più, la blue note. Esattamente come la tredicesima luna, che si aggiunge alle dodici lune canoniche, e, voglio pensare, aggiunge carattere e rende ancora più interessante questo 1999, un anno già di per sé di grandi aspettative.

Ma, accanto alle considerazioni astronomiche, antropologiche, musicali e poetiche, non posso tacere una nota amara, osservando la superficialità e la faciloneria dei giornalisti, nel quadro di generale ignoranza per qualsiasi cosa al di fuori dei muri di casa. Una ragione in più per promuovere l'inserimento dell'astronomia e dell'astronautica nei programmi delle scuole di ogni ordine e grado.

A.A.

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