Impatti di Asteroidi - Pericolo o Opportunità?

di Michael Martin-Smith


In un recente numero de "Le Scienze" (edizione italiana di Scientific American) è apparso un articolo di Aldo Conti a proposito dei rischi corsi dalla Terra a causa di collisioni con asteroidi o comete. Spero di non far torto al Sig. Conti riassumendo le sue posizioni come segue:

  1. Sebbene possano darsi estinzioni di massa, dovute all’impatto con grandi corpi celesti (5 km o più di diametro) queste non sono così frequenti da giustificare reali preoccupazioni.
  2. Corpi più piccoli, di 300 metri o anche meno, sono naturalmente molto più comuni, ma, cadendo sulla terraferma causeranno al massimo un danno locale, mentre, se l’impatto avviene in mare (con una probabilità di 3 a 1) non dovrebbe destare preoccupazioni, dal momento che non causerebbe effetti sulla terreferma.
  3. E, in ogni caso, cosa potremmo fare al riguardo?

So che questo è un sunto molto schematico della visione del Sig. Conti, ma credo sia sostanzialmente corretto. Temo che la sua analisi contenga qualche semplificazione di troppo e che, cosa ancora più importante, il fatto che gli oggetti vicini alla Terra rappresentino una enorme opportunità per una specie avventurosa ed irrequieta come la nostra sia stato omesso. In effetti, di tutti i rischi che la nostra specie affronta, la minaccia dell’impatto è l’unica che puo’ essere convertita in un aumento inimmaginabile della nostra ricchezza! Adesso è riconosciuto che ci sono 10 o più corpi in potenziale collisione dal diametro superiorie ai 5 km. Questi oggetti si precipitano verso il nostro Pianeta con 20 "Teratons" (20.000.000.000.000) di energia cinetica, uguale a 10.000 volte l’energia di tutte le armi nucleari: è ovvio che la nostra civiltà, e probabilmente la nostra specie, non sopravviverebbero ad un simile impatto. Statisticamente, un simile scontro si verifica circa ogni 10 milioni di anni, benchè tali eventi non siano sistematici nè prevedibili. Potrebbe accadere il prossimo secolo, o nel 20,000 DC: chi lo sa? Un corpo di 1-1.5 chilometri in collisione è tuttora, in base a molte simulazioni, ritenuto sufficiente a causare radicali cambiamenti climatici in cui la nostra fragile civiltà non potrebbe sopravvivere.

Oltre allo shock, ai terremoti, ai venti a 1000 km/ora, alle palle di fuoco (2-3000 chilometri in verticale, 24,000 gradi Kelvin, come osservato nel 1994 su Giove) si deve pensare agli effetti secondari: epidemie, rottura dell’ordine civile, malattie, rottura dei contenitori di materiali nucleari e altro ancora. Il danno sarebbe come minimo la distruzione di 5 miliardi di persone e di parecchi trilioni di dollari. Potremmo aspettarci un tale impatto a intervalli di 1-2 milioni di anni, tenendo conto che non sappiamo quando si verificò l’ultimo! Le ultime ricerche in America e in Australia hanno identificato 450 crateri di 100 chilometri o più di diametro causati da impatti risalenti agli ultimi 3.8 miliardi di anni, la maggior parte di essi nel mare. Gli impatti marini, giudicati non importanti, producono tuttavia delle onde giganti (tsunami) uguali, per altezza e diametro ai corpi in collisione. Quindi un oggetto di 300 metri (due corpi di questa taglia sono passati tra la Terra e la Luna negli ultimi 9 anni, mentre altri due sono stati scoperti quest'estate!), alzerebbe uno tsunami alto 300 metri nel punto d'impatto, ancora alto 240 metri a 1000 Km di distanza. L'altezza si riduce semplicemente, quindi a 2000 km l'onda sarebbe alta 120 metri, mentre a 6000 km dall'impatto, lo tsunami sarebbe ancora alto 40 metri. Non dobbiamo sforzarci troppo per immaginare gli effetti di un simile evento. Un terremoto sottomarino in Papua Nuova Guinea, quest'estate, ci ha dimostrato cosa può fare un'onda di 10 metri: sterminare 3000 persone e distruggere molte delle infrastrutture locali. Un oggetto di 300 metri, che impattasse in QUALSIASI PUNTO del Pacifico genererebbe onde di 40 metri o più in tutto l'anello dei Paesi del Pacifico. Il 25% della poplazione sarebbe sterminato, e la distruzione di proprietà passerebbe il trilione di dollari. Il collasso dell'economia mondiale e la diffusione di epidemie globali sarebbe solo una piccola parte di un quadro molto minaccioso. Un impatto di tale portata possiamo aspettarcelo più o meno ogni 100.000 anni, ben all'interno dell'arco di vita della civiltà umana su questo pianeta. La nostra civiltà è, a dispetto di quanto generalmente ritenuto, più vulnerabile di una società meno evoluta, perché ci sono più persone e strutture da distruggere, e la nostra società globalizzata è molto interconnessa. Attualmente, non abbiamo idea di quanto sia consistente la minaccia, poiché abbiamo conoscenza, nella migliore delle ipotesi, solamente del 10% delle migliaia di oggetti potenziali. In effetti, nuove Comete nate dalla Nube di Oort, Asteroidi cadenti nell'Aten, o i gruppi di Tholen più recentemente scoperti, che sviluppano la loro orbita per lo più tra la Terra ed il Sole, sono virtualmente non rilevabili dai nostri mezzi attuali. L'Organizzazione Mondiale Spaceguard ha dimostrato che 6 telescopi di classe 2 metri, dedicati esclusivamente allo scopo, per un costo complessivo di 20 milioni di dollari, potrebbero individuare il 90% dei pericoli potenziali nell'arco di 10 anni. Questo ci darebbe, almeno, l'indicazione dell'esistenza di una minaccia immediata. Comunque, ci sono due considerazioni da fare. Piccoli asteroidi e comete, una volta localizzate, possono andare perse. Sono infatti soggette a piccoli strattoni, come un tiro alla fune, tra pianeti vicini, e persino all'effetto razzo prodotto dall'eiezione di sostanze volatili man mano che si avvicinano al Sole. Una ricerca seria presuppone quindi un monitoraggio continuo. Nuove Comete ad orbita ampia sono, per loro natura, imprevedibili finchè non vengono scoperte: Hale Bopp è stata scoperta solo 21 mesi prima del suo passaggio ravvicinato, e si trattava di una grossa cometa. Hyakutake è stata scoperta con soli 3 mesi di preavviso e, senza dubbio, ci avrebbe distrutti se ci avesse centrati.

Bene, abbiamo dimostrato che esiste la certezza della distruzione della civiltà, e probabilmente della Vita umana, ad una data sconosciuta che potrebbe essere anni, decenni o millenni nel futuro. A questo punto dobbiamo chiederci: "Siamo umani, con Mente ed Intelletto, o siamo una specie di sinistre scimmie carnivore?" Se pensate la seconda risposta, non leggete più: non c'è nulla da fare. Ma la specie che ha prodotto, Leonardo da Vinci, Einstein, Gesù, e l'esplorazione del nostro sistema solarfe, con teorie matematiche dell'Universo che si spingono fino all'Inizio del Tempo, sicuramente ha qualcosa di più da dire che "E allora?". Le possibili contromisure includono missili a testata nucleare, laser, mass drivers. Per poterle applicare abbiamo bisogno di apprendere molto di più sulla conformazione dei potenziali bersagli; infatti, un esame ravvicinato, condotto dalla sonda NEAR, dell'asteroide Matilde suggerisce che un attacco esplosivo non produrrebbe alcun effetto, oppure ci metterebbe di fronte a due minacce anziché una. Il prossimo stadio della ricerca deve quindi prevedere una missione di atterraggio e campionamento su di un piccolo asteroide, magari uno all'anno, per un periodo a venire, per ottenere informazioni locali. Il costo di tale impresa è di 120 milioni di dollari l'anno, mentre nel 2001 un imprenditore privato, Jim Benson, di SpaceDev, conta di mandare sull'Asteroide Nereus una sonda, finanziata commercialmente attraverso la vendita di capacità per carichi paganti sul suo veicolo, e la vendita di dati. Tale missione (Near Earth Asteroid Prospector) è prevista costare complessivamente 50 milioni di dollari, ed è previsto derivarne un profitto. Possiamo quindi vedere che le prime premesse di una risposta umana intelligente e progressiva a questa minaccia sono già chiare, e facilmente realizzabili. 100 milioni di dollari all'anno per 6 miliardi di persone è meno del premio dell'assicurazione sulla casa! Dei laser possono essere usati per riscaldare un lato del corpo celeste, indurre fuoriuscita di gas, e quindi modificare leggermente la sua orbita, fuori dalla rotta pericolosa. Comunque i laser devono essere usati fuori dalla Terra, per evitare effetti dispersivi per la nostra atmosfera, e con un preavviso di parecchi anni. La Luna, con il suo patrimonio, recentemente scoperto, di 10 miliardi di tonnellate di acqua ghiacciata, è un eccellente candidato. Un altro approccio potrebbe essere quello di visitare un asteroide con una nave ad equipaggio umano, e piazzarvi un foglio argentato sottile, in modo da sfruttare la pressione delle radiazioni solari, o una catapulta elettrica a guida di massa, per guidarlo su una rotta più sicura. Risulta chiaramente, da quanto sopra che, se ci tocca di proteggere i nostri discendenti dall'annientamento a causa di asteroidi e comete, dobbiamo costruire una presenza nello Spazio sufficientemente robusta per scoprire, attaccare e deviare tali oggetti per tempo.

A questo punto, propongo di guardare al problema da un punto di vista completamente differente. Questi asteroidi e comete non sono fatti d'aria: essi contengono miliardi di tonnellate di materie prime utili per la nostra civiltà, bagnate da energia solare miliardi di volte più copiosa di quella utilizzata sul nostro fragile Pianeta Blu. Se dobbiamo vivere in un sistema ecologico più grande della Terra - come tutta questa storia ci porta a pensare - allora, la lezione è chiara, dobbiamo insediarci fuori, nello Spazio. Conviene allora utilizzare queste stesse risorse per costruire una Greater Earth - una Società in cui tutte le risorse nella nostra sfera gravitazionale sono coscientemente e deliberatamente utilizzate per costruire una Civiltà Cosmica. L'Umanità puo' adesso imparare, come gli Ebrei dei secoli scorsi che, in un mondo pericoloso e minaccioso, due sono gli elementi che permettono la sopravvivenza e lo sviluppo: la Diaspora, ed una fede incrollabile in un Destino futuro. Di tutte le creature che hanno abitato la Terra, solo noi abbiamo i mezzi per portare la Vita e l'Intelligenza fuori nel più vasto Universo, e trasformare noi stessi e la Galassia, in tale processo. È per questo, per il nostro Destino Cosmico, che la nostra Intelligenza, con la sua instancabile curiosità di pioniera, è stata chiamata ad esistere. Così come, 350-400 milioni di anni fa, i nostri antenati marini, per qualche ragione, si portarono fuori, nel regno riarso ed ostile della Terra Ferma, con polmoni ed arti come nuovi strumenti di sopravvivenza, anche noi, con la nostra intelligenza, cooperazione sociale, scienza e tecnologia, dobbiamo portarci fuori, in pericolo di morte, nel più vasto Oceano cosmico che ci sta di fronte! La Minaccia degli Asteroidi è quindi un modo, per la Natura, di spronarci a crescere ed uscire dal nsotro "Pianeta Utero".

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