| Siamo quindi pienamente nella metafisica pre-copernicana del mondo chiuso, anche se, nella storia di Avatar, i mondi sono più di uno: gli abitanti di ciascun mondo è meglio che se ne stiano a casa loro, a cercare di far la pace con la “propria” natura locale e di vivere in armonia con essa. L’unico problema è quello di difendersi da eventuali invasori.
Nessun accenno ad una più matura concezione di un’ecologia cosmica. E la tecnologia – la nostra povera tecnologia pesante ed “innaturale” – fa ancora una volta la figura del demonio, incarnando il male. |
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No, Avatar non preconfigura e non auspica una fusione trascendente tra uomo e natura – secondo l'eccellente concettualizzazione dataci da Robert M. Pirsig –, ma immagina una "natura intelligente", che fa tutto il lavoro al posto dell'uomo. Riassumendo, questi sono i messaggi che chiunque sarà in grado di percepire da questo bel film, soprattutto pensando ad un pubblico che vuole ancora sentirsi dire che la tecnologia è cattiva e la natura è buona. Guardandola nella sua essenza, ci rendiamo conto della completa assurdità di questa trovata narrativa. La natura è, sì, magica e misteriosa, nessuno lo può negare, ma i suoi regali, quando ne fa, sono di tutt’altro genere. La natura non regala soluzioni “tecnologiche” belle pronte. L’uomo, perlomeno su questo pianeta, deve sudarsi ogni piccolo quanto, mi verrebbe da dire ogni oncia, di conoscenza, e quando arriveremo a capire e misurare l’attività elettrica e le interfacce di comunicazione della natura, sarà certamente un gran traguardo. Né si capisce che posto avrebbe, nell’universo, una specie intelligente che non si trovasse nella necessità di usare la propria intelligenza per accrescere la propria cultura, visto che la natura la coccola sin dall’inizio, fornendole una tecnologia di comunicazione avanzatissima… una sorta di web naturale, laddove noi poveri umani il nostro web abbiamo dovuto sudarcelo… Ed il fatto che un giorno o l’altro la nostra scienza potrebbe arrivare al livello di metterci in grado di utilizzare una specie di web naturale, nulla toglierebbe, in retrospettiva, alla dedizione ed al grande umanismo, ai tanti errori (spesso disastrosi ma non per questo meno teneri) dei ricercatori che si sono sacrificati nella storia, per permetterci di raggiungere grandi obiettivi. E come non pensare alla tenera Sigourney-Dr.Augustin ferita mortalmente che, mentre si affida alle cure dell’albero filosofico di Eywa, dice “dovrei prendere dei campioni…”. E un altro messaggio, forse meno evidente, c’è, ed è per questo che amo il cinema americano, che si basa su un sottobosco filosofico ambientalista, ma non radicalmente anti-umano. Gli umani, è vero, portano a Pandora morte e distruzione con le loro armi e con la loro arroganza imperialista. Ma portano anche la loro scienza, la tecnologia degli avatar, che permette di interagire direttamente in un’atmosfera non respirabile per gli umani. E portano anche la loro capacità di compassione e d’amore, che si riveleranno essenziali per la salvezza di Pandora e del suo popolo. La filosofia del profitto, interpreto liberamente, alla fine non è il diavolo: basterebbe che, almeno in caso di conflitto o di potenziale conflitto, non fosse sempre considerata l’autorità suprema e decisiva. Ed in ultima analisi, gli ideologhi del profitto, affidando le proprie sorti ai militari, nel film Avatar fanno una scelta stupida, perché si troveranno poi, grazie a tale scelta scellerata, a dover rinunciare a qualsiasi profitto. Se si fossero invece affidati alla scienza, alla comunicazione ed alla compassione, probabilmente non sarebbero rimasti a bocca asciutta… |
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Adriano V. Autino è il presidente della Space Renaissance Initiative vedi anche il Manifesto Filosofico della Space Renaissance Per una recensione del film ed informazioni circa la trama ed i contenuti, si vedano ad esempio questi siti: http://en.wikipedia.org/wiki/Avatar_(2009_film) http://www.movieplayer.it/film/9803/avatar/ Per informazioni sul regista James Cameron: http://it.wikipedia.org/wiki/James_Cameron |
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[001.AA.TDF.2010 - 23.01.2010] |
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