LA QUARTA CONFERENZA MONDIALE SUL FUTURO DELLA SCIENZA

Cibo ed acqua per la vita

di L. Spairani

Venezia, 25-26-27 settembre 2008 - Si è tenuta a Venezia, presso la fondazione Cini all'isola di S. Giorgio, la quarta WORLD CONFERENCE ON THE FUTURE OF SCIENCE sul tema "Food and Water for Life". Lo staff di TDF ha seguito l'evento.

A Venezia dal 24 al 27 settembre si è discusso di temi come la carenza d’acqua, lo sviluppo e l’agricoltura sostenibile, la sicurezza del cibo e tutela delle risorse idriche, l’alimentazione corretta, con un’attenzione particolare alle strategie possibili per garantire il diritto universale al cibo e all’acqua. L’occasione è stata la quarta edizione di “The Future of Science”, la conferenza mondiale organizzata da Fondazione Umberto Veronesi, Fondazione Giorgio Cini e Fondazione Silvio Tronchetti Provera, quest’anno dedicata al tema Food and Water for Life. Fra i temi discussi la denutrizione e l’obesità che sono le facce della stessa medaglia. Su dieci persone afflitte dalla fame una soffre di fame acuta e questo si verifica specialmente durante le carestie o i disastri naturali. La fame cronica, o denutrizione, affligge il 90% degli affamati. I suoi sintomi sono il rachitismo o sottopeso, la causa è la mancanza di sufficiente quantità e qualità di cibo. Infine vi è la fame nascosta o malnutrizione, causata da mancanza di micronutrienti, come vitamine o minerali, che colpisce oltre 2 miliardi di persone. La malnutrizione, sul lungo termine, sfocia in problemi di salute, spesso molto gravi. Soffrire la fame vuol dire avere difficoltà di crescita, non poter vivere dignitosamente, subire ritardi mentali e impedimenti fisici. La fame blocca la produttività e lo sviluppo degli individui e delle società. Sette persone affamate su dieci vivono nelle aree rurali dove accesso alla terra, acqua, fertilizzanti e sementi sono insufficienti.

ALCUNI DOCUMENTI PRESENTATI ALLA CONFERENZA

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The Sahara Forest Project - C.Paton

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Safe Water at Bottom of Pyramid ( I part) - S.Murcott

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Safe Water at Bottom of Pyramid ( II part) - S.Murcott

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Food, Life span regulation and cancer - PG Pelicci

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Impact of Fisheries on Marine Ecosystems and Food Security-Daniel Pauly

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From wisdom of Ancient India to the global food and healthcare markets -can India make it? - Dr. Villoo Morawala-Patell

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Nutrition status in China - past, present and future consideration - Chunming Chen

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Prospects for reducing crop losses to plant disease - Jonathan D G Jones

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Safe and Healthy food for all: whose responsibility?  - Lord Krebs

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Biotechnology to support food sustainability in the developing Countries - T. Yilma

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The Future of Foods in a world of Personalized health - Bruce Germain

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Tackling Chronic Diseases: the Potential of Preventive Medicine through Improvements to Diet  - Martin

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Obesity and Diabetes: Excess of Food or Toxic Environment - Barbara E. Corkey

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Biofortification, a cost-effective intervention for micro-nutrient deficiency - Ingo Potrykus

La biofortificazione potrebbe essere una soluzione alla denutrizione. La dieta basata sul riso privo di vitamina A, molto diffusa in Oriente, è causa di cecità e di morte per milioni di bambini. Alla conferenza è stato presentato il risultato di un progetto dall’Università di Milano di modifica genetica di una pianta per sopportare una maggiore salinità dell’acqua. Un altro progetto con tecnologia svizzera sarà avviato in Bangladesh, si tratta di un riso fortificato con vitamina A, il golden rice, Il riso è l’alimento principale o unico e oggi muoiono 40.000 persone per carenza di vitamina A. Il golden rice, che dovrebbe quindi salvare molte persone, sarà fornito gratuitamente solo dal 2012. Il ritardo è dovuto all’osservanza delle severissime norme europee.Il Golden Rice, al cui sviluppo ha contribuito ad alto livello Ingo Potrykus, contiene un progenitore della vitamina A che potrebbe essere decisivo per porre fine a questa catena di sofferenze umane. Oltre alla vitamina A è possibile introdurre ferro e amminoacidi essenziali utilizzando geni particolari.

In Europa è stata fatta disinformazione sulle biotecnologie per ragioni politiche. Invece di investire con fondi pubblici, non si è fatto nulla e ora solo poche multinazionali hanno brevetti. Il mondo però va avanti: India e Cina si stanno aprendo all’uso delle biotecnologie che sono tecnicamente sicure, i problemi inerenti sono tutti d’origine politica.

D’altra parte, le malattie causate dall'obesità e dal sovrappeso interessano nel mondo un miliardo di persone, un numero superiore agli 800 milioni che soffrono di denutrizione. Obesità e diabete stanno diventando un problema serio in Paesi europei come Italia e Germania e, soprattutto, in Gran Bretagna. Negli Stati Uniti il fenomeno è ancora più allarmante: l'obesità ormai colpisce un terzo della popolazione. Ma nell’ultimo ventennio, l’obesità è triplicata anche nei paesi in via di sviluppo che hanno adottato stili di vita occidentali (riduzione dell’attività fisica e aumento del consumo di cibo ipercalorico a basso costo). Quattro dei cinque Paesi maggiormente colpiti dal diabete sono asiatici e questa incidenza è da indagare. Altro tema discusso, la carenza d’acqua dolce. L’acqua dolce utilizzabile deriva essenzialmente dalle precipitazioni sul suolo generate dal ciclo idrologico. L’acqua si ricicla continuamente grazie all’evaporazione provocata dall’energia solare. La Commissione mondiale per l’acqua indica in 40 litri al giorno a persona la quantità minima per soddisfare i bisogni essenziali, esattamente la quantità che un Italiano usa per fare la doccia. Nei paesi mediterranei dell’Europa, l’uso non civile dell’acqua impiega il 49% di questo bene per il settore agricolo; seguono il settore industriale con il 21% e quello energetico con l’11%. L’uso civile giustifica il prelievo del restante 19% della disponibilità totale. I consumi per usi domestici sono molto diseguali: nel mondo si passa da una disponibilità media di 425 litri al giorno di un abitante degli Stati Uniti a 10 litri al giorno di un abitante del Madagascar, dai 237 in Italia ai 150 in Francia, dai 260 per un israeliano ai 70 per un palestinese.

La necessità di intraprendere politiche per l’acqua diventa ancora più evidente se si guarda alle conseguenze che la scarsità o la cattiva qualità dell’acqua produce. Un’acqua di cattiva qualità gioca, infatti, un ruolo chiave nelle cattive condizioni di vita e nei grandi problemi di salute del mondo. Le malattie diarroiche e la malaria uccidono milioni di persone. Dunque, una delle sfide centrali dei prossimi anni sarà la gestione sostenibile, efficiente ed equa di limitate risorse idriche.

Alla conferenza è stato presentato Il lavoro di Susan Murcott finalizzato allo sviluppo di tecnologie innovative e a basso costo per il trattamento dell’acqua e delle acque reflue nei paesi in via di sviluppo. La Murcott è diventata leader nel campo del trattamento e della conservazione dell’acqua potabile per uso domestico. Ideatrice dell’iniziativa “Clean Water for 1 Billion People (H2O-1B)”, è impegnata da anni, con gli studenti del Civil and Environmental Engineering Department del MIT, in progetti che interessano paesi in via di sviluppo come Ghana, Nepal, Bangladesh, Cambogia e Cina: scopo di tali progetti è creare filtri da utilizzare in casa a prescindere dalla disponibilità di un acquedotto,. Per anni, tali progetti hanno prodotto sostanziali progressi in quei territori e ridotto significativamente il numero di persone malate.

Lo scopo delle ricerche del team di Elfatih Eltahir, è invece accrescere le conoscenze nel campo dei processi idrologici e dei meccanismi che governano il ruolo della biosfera. La conoscenza di tali processi è cruciale per la soluzione di molti problemi ambientali in alcune regioni del mondo. Si è dimostrato la siccità che colpisce le aree subsahariane è dovuta alla deforestazione e non ad un cambiamento climatico in atto: l’aria umida dell’Atlantico quando passa su zone con foreste si arricchisce di ulteriore umidità e; se incontra un ostacolo, si trasforma in pioggia, invece se l’aria umida passa su una zona senza alberi, prosegue e alla fine non piove. Il clima del Sahara è in un equilibrio instabile con variabilità locale per attività umana.

Il progetto Sahara Forest Project presentato da Charlie Paton unisce due tecnologie stabili quali la serra ad acqua di mare e i concentratori di energia solare e consente in alcune zone assolate di utilizzare una serra sfruttando l’aria umida marina che filtra dentro la serra e limitare l’uso di acqua dolce per irrigare. Dopo alcune serre sperimentali, è in costruzione in India una serra di produzione.

Infine, l'industria è la terza principale utente dell'acqua, sia per produrre energia elettrica, sia per utilizzarla nel ciclo produttivo. In particolare l'industria di trasformazione di cibo e bevande richiede un'enorme quantità di acqua. Uno dei problemi principali è la quantità di acqua reflua prodotta continuamente negli impianti alimentari. L'acqua è usata come ingrediente, agente di sgrassatura, per ebollizione e raffreddamento, per trasporto e condizionamento di materie prime. Per produrre un kg di pane sono necessari 2 chili di piante di grano. Per produrre queste piante è necessario almeno 1 m3 di acqua. Nella pratica si consuma però un po' più di acqua rispetto a questo valore teorico. I contadini americani hanno bisogno per produrre un kg di pane di circa 4 m3 di acqua. Ai tropici per 1 kg di chicchi di riso si utilizzano 5 m3 di acqua. Gli animali trasformano in carne solo circa il 10% del cibo. Da 1 kg di grano si producono circa 175 g di carne. Ciò significa che per produrre 1 kg di carne sono necessari almeno 5.7 m3 di acqua.

A fine lavori della conferenza si è proposto un documento da sottoscrivere e da inviare ai maggiori referenti politici con propositi per :

Il premio Nobel per la pace Shirin Sebadi ha concluso con un messaggio molto forte: C’è un’evoluzione nei concetti giuridici relativi ai diritti degli uomini. Siamo passati da diritti di libertà e uguaglianza ai diritti sociali ( diritto all’istruzione, all’assistenza medica,..) Ora si deve introdurre il diritto giuridico alla solidarietà. I paesi affamati e assetati sono in mano a dittatori che chiedono prestiti per spendere poi in armamenti. I paesi occidentali dovrebbero prestare soldi solo se si verificano due condizioni, rispetto dei diritti umani e diminuzione del budget delle spese militari. Secondo la Sebadi bisogna “ Pensare sognando e agire concretamente”.

 

TDF Question time con:

  • Tilahun Yilma, International Laboratory of Molecular Biology for Tropical Disease Agents, University of California, Davis

  • Villoo Morawala-Patell, Avesthagen, India

  • Chris Bowler, Department of Biology, Ecole Normale Superieure, France

Secondo la dott. Villoo bisogna sviluppare biotecnologie specifiche per ogni paese ed eventualmente individuare altre zone in cui tale prodotto biotech può essere utile .Il modo migliore di operare in India è lavorare in una azienda privata con la protezione dello stato. Sono stati immessi già prodotti sul mercato dalla sua azienda aperta nel 2001 e già commercilmente attiva nel 2008! In Europa i tempi di immisione sul mercato sono molto molto + lunghi. Opinione pubblica indiana sulle biotecnologie?Non contraria.
Bowler: per le biotecnologie tutto fermo in Francia, maggiore sensibilità in Belgio e UK. La scienza cerca di comunicare + o – bene il fatto scientifico che gli OGM non fanno male, anzi hanno un'importanza fondamentale per la lotta contro la fame. Dipende poi dalla politica gestire in modo accorto e regolamentare efficaciamente la ricerca e la produzione, invece sono proprio gli organi governativi in Europa a sostenere i movimenti politici contro gli oMG..

Ylma: le economie africane dovrebbero essere self-sustaining ( così almeno è riportato nei loro piani), non possono accettare cibo OGM (vedi Zambia che in piena carestia ha rifiutato gli aiuti internazionali di cereali transgenici) perché dipenderebbero poi dai paesi ricchi. Lo sviluppo di laboratori OGM e più in generale di laboratori per la scienza dell’agricoltura nei paesi africani non è stato mai favorito dalla FAO perchè la FAO stessa dipende dai paesi ricchi, che se ne guardano bene di aiutare l'Africa verso un'indipendenza economica

Altri appunti in libertà

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[013.LS.TDF.2008 - 28.12.2008]