LA TERZA CONFERENZA MONDIALE SUL FUTURO DELLA SCIENZA

The Energy Challenge

L. Spairani


Venezia, 20-21-22 settembre 2007 - Si è tenuta a Venezia, presso la fondazione Cini all'isola di S. Giorgio, la terza WORLD CONFERENCE ON THE FUTURE OF SCIENCE sul tema "The Energy Challenge". Lo staff di TDF ha seguito l'evento.

Da Venezia: interviste a:

L'obiettivo della Conferenza di Venezia, che la differenzia dai consueti meeting sull'energia, non è stato tanto l'indagine degli aspetti tecnico-scientifici quanto piuttosto l'informazione al grande pubblico della necessità di individuare nuove fonti di energia e di preservare gli equilibri del pianeta, prima di tutto quello climatico.

Nella prima giornata sono state esaminate le varie fonti di energia, tra cui l'energia nucleare, i combustibili fossili, le biomasse vegetali, l'energia solare, eolica, idroelettrica e geotermica, ed è stato analizzato il loro possibile utilizzo in un futuro quadro di energia sostenibile.
Nella seconda giornata si sono discussi gli effetti di vasta portata dell'utilizzo energetico passato e futuro, analizzando i cambiamenti climatici previsti e le loro conseguenze, tra cui gli effetti sulla biodiversità, sugli individui e sull'umanità nel suo insieme.
Nella giornata conclusiva sono state prese in esame le implicazioni etiche, politiche ed economiche derivate sia dalla sfida energetica che da quella ambientale mondiale.

Particolarmente interessanti le sessioni riguardanti


Infine alcuni APPUNTI SPARSI e gli ABSTRACT DELLA CONFERENZA

A conclusione dei lavori è stata pubblicata una carta di Venezia sull'energia. Venise Energy Charter.

LE SPERANZE DELLA BIOENERGIA

Il panel su questo tema ha dichiarato che è un'obiettivo possibile ottenere 20% del carburante da fonti rinnovabili entro il 2020 grazie anche al contributo dell'energia dalle piante.

La fotosintesi (che è la trasformazione in zuccheri, e poi in ossigeno, della luce solare e dell'anidride carbonica) è un processo effettuato da piante, batteri e alghe, le cosiddette biomasse, che sono anche la base delle catene alimentari che sostengono quasi tutte le forme di vita della terra, compresa quella umana. I resti degli organismi fotosintetici vanno nel tempo a formare le riserve di carbone e petrolio. Tuttavia l'utilizzo intensivo di queste riserve e la progressiva industrializzazione hanno disturbato l'equilibrio dei gas atmosferici, stabilito e mantenuto dalla fotosintesi. Questi cambiamenti in futuro destabilizzeranno il clima e renderanno il cibo meno sicuro e meno abbondante.

"Tuttavia - ha sostenuto Michael Bevan , vicepresidente della European Plant Science Organisation- proprio le piante possono offrire soluzioni importanti: la ricerca sta sviluppando piante per la produzione di biocarburanti, per evitare di sottrarle alla produzione alimentare, causando squilibri nella disponibilità dei terreni e nei costi finali per i consumatori. Per questo la ricerca sulle biomasse segue gli stessi passi tecnologici e concettuali che rendono la biologia moderna un ambiente creativo e a rapidissima crescita. Tali tecnologie includono l'applicazione della genomica e della modificazione genetica, la scoperta di nuove fonti di biodiversità, l'identificazione di nuovi geni per la conversione e la produzione di biomasse."

"Le piante utilizzate fino ad oggi hanno mostrato dei limiti in fatto di efficienza", ha però commentato Chiara Tonelli, Segretario docente di genetica al Dipartimento di Scienze Biomolecolari e Biotecnologie dell'Università Statale di Milano; "al momento le biomasse coprono meno dell'1% delle esigenze energetiche per i trasporti, sostanzialmente perché utilizziamo specie che sono state selezionate da millenni pensando alla resa alimentare, come mais, frumento, colza e canna da zucchero che vengono sfruttate per la produzione di etanolo e biodiesel. Occorre ora selezionare piante a basso impatto ambientale. Stiamo studiando altre specie come il Miscantus, che è un erba perenne o il pioppo e la robinia, alberi che richiedono una manutenzione limitata e possono rivelarsi più adatti alla produzione di biocarburanti. Infine non è eslcuso che presto riusciremo a realizzare in modo economico ed efficiente il processo di degradazione della cellulosa presente nelle cellule vegetali per produrre etanolo dagli scarti agricoli, come la paglia, o dall'erba tagliata dai parchi delle città."

Per saperne di più visitare il sito dell' European Plant Science Organisation

ENERGIA: USO SOSTENIBILE E USO EFFICIENTE

Produzione e uso efficiente possono contribuire per l' 80% alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica nel mondo, dice l'ultimo World Energy Outlook. Come? Utilizzando nuove tecniche di produzione e i nuovi materiali e tecnologie per i trasporti e le case.

"La maggior parte dei Paesi industrializzati utilizza più di un terzo del consumo totale di energia per i trasporti, più di terzo per le tecnologie domestiche (riscaldamento, aria condizionata, illuminazione) e meno di un terzo per l'industria. A parità di qualità di vita e livello di industrializzazione, inoltre, il consumo pro-capite varia sensibilmente: da 4 a 6 KW in Europa occidentale e Asia fino a 10 KW in Usa. Il motivo è che nella maggior parte dei Paesi non vengono utilizzate le tecnologie disponibili per ridurre il consumo energetico" . Lo ha affermato Louis Schlapbach, direttore dell'EMPA (Swiss Federal Lab for Materials Science and Technology)".

"Molte tecnologie per ridurre il consumo di energia sono ben conosciute e alcune sono già sul mercato: le case a 'zero energia non rinnovabile', le automobili sicure e comode che consumano meno di 5 litri ogni 100 Km emettendo così meno di 12 chili di anidride carbonica ogni 100 Km. Eppure preferiamo utilizzare tecnologie a bassa efficienza. L'impressione è che l'accettazione non accettazione di nuove tecnologie energetiche è una questione di equilibri economici e di scienze sociali più che scienza."

I progressi scientifici più rilevanti nelle tecnologie ad alta efficienza energetica riguardano almeno sei campi:
- la termoelettricità (la trasformazione del calore in elettricità), che oggi si avvale di nuovi materiali e strutture;
- la riduzione della frizione (la frizione fra pneumatici e strada oppure nel motore), che a livello mondiale potrebbe far risparmiare la stessa quantità di energia prodotta da 100 centrali di medie dimensioni;
- i biocarburanti;
- l'idrogeno per la fornitura dell'energia necessaria alle città e per la mobilità;
- le case a 'zero-energia non-rinnovabile': le tecniche di costruzione associate a un buon design e l'utilizzo di speciali materiali riducono il consumo a livelli molto bassi e l''utilizzo zero' di combustibili fossili per il riscaldamento e l'aria condizionata deve diventare un must;
- l'energia magnetica, una forma ancora pochissimo utilizzata."

Si legge nell'ultimo World Energy Outlook che l'uso più efficiente dei carburanti, soprattutto attraverso automobili e camion più efficienti, può contribuire per il 36% alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, l'uso più efficiente dell'elettricità in molte applicazione può aiutare per un altro 30% e metodi di produzione più efficienti per il 13%.

CLIMA: QUALI MINACCE PER LA SALUTE

Nel mondo l'aumento della temperatura media e le ondate di calore causano 5 milioni di episodi di malattia e 150.000 morti ogni anno.

"Il surriscaldamento del globo è causa di malattia, invalidità e morte: l'OMS stima che l'aumento della temperatura media e le ondate di calore causano 5 milioni di episodi di malattia e 150.000 morti ogni anno", afferma il ricercatore biologo Richard Klausner, special advisor dei Presidenti USA e fino a poco tempo fa alla guida della Bill & Melinda Gates Foundation,.

"Il surriscaldamento terrestre ha sulla salute effetti diretti e indiretti", ha spiegato Klausner, "è causa diretta dell'aumento o dell'aggravarsi di malattie cardiovascolari, respiratorie e infettive. Inoltre indirettamente provoca l'aumento delle forme infettive trasmesse attraverso gli insetti, come ad esempio la malaria. Le alterazioni nell'ecosistema degli insetti stanno infatti provocando una grande diffusione di questa malattia, che già oggi è la forma infettiva che crea più vittime nel mondo. Va inoltre considerato che gli eventi climatici 'estremi' (come cicloni, tsunami e così via) che si intensificano a causa del surriscaldamento, provocano conseguenze sia acute che croniche sulla salute umana, a causa dei danni ai servizi e alle strutture sanitarie, della riduzione della fornitura di acqua pulita e del diffondersi delle infezioni. Anche in Europa si è verificata di recente, nel 2003, un'ondata di calore che ha provocato parecchi morti. Nel caso europeo sono state colpite solo le persone già a rischio, tuttavia è ovvio che dove invece già esistono situazioni ambientali critiche, la più facile esposizione alle malattie causata dagli eventi climatici rende tutti più vulnerabili."

APPUNTI SPARSI

Nel 2007 ricorre il bicentenario della definizione di Energia intesa come capcità di compiere lavoro. Nei secoli seguenti il concetto si è perfezionato e oggi se valutiamo l'energia di tutto l'universo scopriamo che non ci sono variazioni, ma se invece calcoliamo l'entropia ( cioè il disordine termodinamico) notiamo come l'entropia aumenti sempre e che in realtà sulla Terra esiste un problema entropico e non energetico. A valle di questa rigorosa premessa scientifica, durante la conferenza, sono stati toccati i seguenti punti:

  • Necessario investire in ricerca e sviluppo nelle centrali a carbone, perchè non ci sono alternative a breve termine e l'obiettivo di migliorare nei prossimi 20 anni l'efficienza delle centrali ( se ne stanno costruendo moltissime di nuove) è e deve essere perseguibile. Dal punto di vista ingenieristico si potrebbe raggiungere un'efficienza fino al 46% con una forte diminuzione di emissioni. Si potrebbe, diminuendo però l'efficienza, catturare l'anidride carbonica e immagazzinarla nel sottosuolo, ma il pubblico alla conferenza ha reagito malamente, sostenendo che questo sistema è potenzialmente pericoloso, possibili fughe di CO2 potrebbero essere fatali.
  • In Italia bisognerebbe riprendere a investire nel nucleare; i sondaggi d'opininione non sono più così contrari, in ogni caso bisogna gestire le scorie in Italia e quindi nuove centrali nucleari non aumenterebbero sostanzialmente i problemi attuali di scorie, ma anche in questo caso il pubblico ha discusso criticamente questa proposta.
  • Geotermia. Negli Stati uniti si potrebbe fare di più; ci sono vaste aree che potrebbero essere utilizzate ma ancora devono iniziare grossi investimenti nel settore
  • sulla bioenergia già si è accennato.
  • GeoEngineering.Si è parlato di incidere sulle emissioni di CO2 gettando composti ferrosi nell'oceano Antartico, questo oceano è la pompa di tutto il delicato meccanismo oceanico che permette di fissare la CO2, grazie alla presenza di alghe. E' stato fatto un esperimento nell'oceano di fronte alla Namibia che ha permesso di verificare che l'introduzione di ferro in più( a bassissime concentrazioni) ha permesso lo sviluppo di flora che ha fissato la CO2.
  • Il Gas come combustibile è considerato non affidabile perchè i produttori sono localizzati in poche aree e per giunta pericolose.
  • La soluzione ai problemi energetici legati ai trasporti è critica. L'utilizzo dell' idrogeno come vettore per i trasporti può solo essere transitorio, il futuro è nei veicoli elettrici.
  • La California ha una politica molto aggressiva sul tema energetico e ha avuto dei grossi successi con il supporto della popolazione grazie a due fattori:
    - i blackout di corrente nei primi anni 2000 nel 2000
    - i movimenti ambientalist formatisi in California negli anni 70 hanno creato sensibilità e attenzione cosicchè una seria politica energetica viene richiesta proprio dalla base elettorale.
    Oggi la California consuma pro capite un sesto dell'energia degli altri stati in USA e ha stretto un accordo bilaterale sull'energia direttamente con la Germania.

Fuori dal coro

Lo scienziato eretico Richard Lindzen, professore di meteorologia al MIT di Boston ha sostenuto che il rapporto dell'IPCC(*) di ben 2000 pagine non è stato letto da nessuno ma al massimo sono stati letti i comunicati stampa. Non è vero che gli scienziati dell'IPCC erano tutti d'accordo nel sostenere che i cambiamenti climatici in corso siano anche in parte imputabili alle attività umane. Lavorando su modelli, i risultati ottenuti non ci permettono di decidere se il riscaldamento attuale sia un fenomeno legato ai cicli di calore periodici che caratterizzano la Terra. Gli allarmi si baserebbero su un falso assoluto cioè che il mondo sia stabile, così si elaborano previsioni che diventano sempre più imprevedibili via via che i tempi di previsione si allungano. Quindi le previsioni sul clima del 2040 o del 2100 hanno attendibilità pari a zero. Lindzen è stato attaccato praticamente da tutti i colleghi e da molti giornalisti.

(*)L'IPCC, l'Intergovernmental Panel on Climate Change, è l'organismo dell'ONU che raccoglie centinaia di scienziati e specialisti per studiare le variazioni climatiche.

GLI ABSTRACT DELLA CONFERENZA già riportati nel "TDF public forum"

The nature of energyCOLLOQUIO CON KATHLEEN KENNEDYFossil fuel based power generation
Nuclear Fission: Present and FutureLarge-Scale Introduction of RenewablesPlant Biomass for Biofuel Production
Is Solar Energy Conversion an Option?The Future of Geothermal EnergyThe Many Faces of Energy Efficiency
Global warming: testing versus promotingENERGY RESOURCES AND TECHNOLOGIESThe health of planet ocean in the Anthropocene
WORKING WITH PLANTS TO BUILD A SUSTAINABLE FUTUREFrom steam generator to smart gridClimate Change and Health
Climate Change: A Grand Challenge for Sustainability ScienceENERGY TRANSITIONS: EXPECTATIONS AND REALITIESClimate Policy in the Post-Kyoto World
The Culture and Politics of Energy in GermanyA world collaboration on fusion and ITERENERGY SUPPLY EQUATION

 

[06.LS.TDF.2007 - 07.12.2007]