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Insieme
a Wayne Shorter (sax) ed a Jaco Pastorius (basso) – un altro grande
innovatore purtroppo scomparso prematuramente – Joe è stato l’anima
dei Weather Report, il gruppo che fece della fusion un vero genere
musicale, cui si deve il grande merito di reintrodurre nel jazz l’invenzione
melodica, e le ritmiche più moderne (di derivazione rock), dopo il
relativo manierismo ritmico-armonico e l’improvvisazione basata
principalmente su pattern, del periodo tardo-bebop.
Joe
Zawinul, di origini zingare ungheresi, ceche e rom, non ha mai smesso di
ricercare spunti melodico-ritmici nelle musiche tradizionali delle sue
terre d’origine, ed anche più ad est, tra le regioni del Caucaso,
Pakistan, India. Una delle collaborazioni più prolifiche ed intense della
sua ultima stagione è stata quella intrecciata con Trilok Gurtu, un
percussionista pakistano. Del duo Zawinul-Gurtu ci restano alcune
splendide video-registrazioni dal festival di Umbria-Jazz.
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Per
avere un’idea della grande e continua spinta innovativa di Joe Zawinul,
credo si debba sapere che Joe si era fatto costruire una tastiera inversa,
cioè con i bassi a destra e gli alti a sinistra. Aveva infatti una vera
ossessione per la ricerca continua di frasi musicali originali. Sapeva
benissimo che tutti i musicisti jazz finiscono col ripetere alcune frasi
preferite, e questo sopravvento dell’abitutine
finisce con l’impoverire l’inventiva dell’improvvisazione. Suonare
una tastiera inversa creava quindi quel tanto di difficoltà che lo
costringeva ad inventare percorsi musicali nuovi.
Grande
Joe… ti ricordo con i tuoi baffi ed la tua caratteristica berretta di
lana multicolore, mentre canti nel sintetizzatore, insieme alle tue
tastiere magiche.
La
tua musica la porteremo ovunque. Certo
è una musica buona per questo secolo, e potremo ascoltarla e magari
suonarla su, nelle nostre nuove case sulla Luna. E
forse qualche minatore asteroideo l’avrà in cuffia, un giorno, mentre
manovra la sua trivellatrice.
Wikipedia
Il
Corriere
La
Stampa
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