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Introduzione
La prima giornata è stata
dedicata al tema etica e scienza; presenti tre rappresentanti
delle religioni monoteiste e un rappresentante del buddismo,
poi filosofi, scienziati e giuristi. Qui di seguito un riassunto
sugli argomenti trattati, ma non sembra che si sia fatto uno vero
sforzo verso un dialogo costruttivo.
Prima questione: che cos’è il sapere.
Secondo il mistico Bernardo (XI secolo) esistono 5 tipi di
sapere: - sapere per sapere (empio) - sapere per essere
dotti (empio) - sapere per per fare commercio (empio) -
sapere per edificare (caritatevole) - sapere per raggiungere la
saggezza (il massimo)
Per Soeren Kierkegaard: “ La verità
deve essere trascendente”. Kant: “Non c'è
verità senza fare del bene”. Nel Rinascimento:
dall'etica naturale ad un'etica in cui non si capisce la natura,
ma se ne raccolgono i frutti.
Scienze dell'uomo per
affrontare la biologia genetica, le cure tumorali, la
riproduzione, sono critiche perche coinvolgono l'etica. Quindi,
per la chiesa cattolica, la scienza ha bisogno di una guida.
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Nell'Islam
“Un prodotto tecnologico comporta anche
l'acquisizione di un modello culturale”.
Nell'Islam non c’è un
capo spirituale unico quindi esistono diverse posizioni in
bioetica. Nell'Islam la varietà di opinioni è segno
di debolezza quindi non se ne parla e non se ne da' visibilità
in occidente.
Esiste una bioetica fondamentalista
ma ce ne sono anche altre (in campo scientifico i paesi islamici
più aggressivi, Iran, Arabia Saudita, sono anche quelli più
avanzati).
Tutta la ricerca è OK se applicata secondo
le regole. Non bisogna innanzi tutto destabilizzare l'ordine
sociale, i legami fondamentali. Per questo in ogni stato islamico
ci sono tribunali che verificano in continuazione se i
comportamenti legali sociali e tecnici non divergono dal Corano,
testo scritto da Dio e quindi vero (Sharia = legge islamica
contenuta nel Corano) ma questo fa sì che per esempio sul
trapianto d'organi e su come definire morte ci siano posizioni
diverse (in Egitto non c’è una legge sui trapianti
d’organo perchè le autorità religiose non si
sono messe d'accordo sulla definizione di morte (arresto
cardiaco, morte cerebrale?) e su come fare il trapianto; invece in
Siria dal 1970 si può, in Iran dal 2000, in Libano dal
65'..). Per evitare la dipendenza dalle società occidentali
utilizzano la sharia.
Esistono 4 posizioni sulla
clonazione:
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1) |
(posizione forte più comune
ma non unica): rifiuto della clonazione umana (ma ok per la
ricerca). |
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2) |
La clonazione riesce solo se Dio
lo vuole (predestinazione). |
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3) |
La clonazione è solo un
nuovo strumento procreativo (un alternativa alla fecondazione in
vitro accettata in tutto l'islam se omologa). |
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4) |
La clonazione ci aiuta a capire la
resurrezione finale. |
Una motivazione del no: con la
clonazione la famiglia, valore fondamentale diventa inutile
(inammissibile perchè il Corano parla della famiglia come
cardine della società). Ad esempio sul tema dell'aborto
l'islam non è completamente contrario, se eseguito prima
del centoventesimo giorno (in cui l'anima compenetra il feto),
quindi la fabbricazione di cellule staminali embrionali non è
un problema (la questione non è la vita ma la gestione
dell'anima).
Non c’è una posizione
espressa sulle biotecnologie.
Sulle cellule staminali embrionali
non c’è una posizione chiara (non c'è un
riferimento nel Corano). In genere l'Islam è a favore
perchè utili alla salute. Ma no all'utilizzo di embrioni
per solo scopo di ricerca.
Per valutare come le scienze
biologiche contino in Islam basta notare che il 4% delle
nascite avviene in Arabia Saudita per concepimento in vitro, l'1%
negli USA, meno in Europa. L'Iran è il paese che supporta
maggiormente le tecniche staminali.
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Nell'Ebraismo
Ricerca del bene e della verità. Dio è
fuori dal mondo: nel progetto di Dio, l'uomo è il suo
giardiniere nell'Eden, molti doveri, pochi diritti. L'uomo ha più
potere degli animali, ma non è un vantaggio bensì
una responsabilità in più. L'Ebraismo è
favorevole alle scienze razionali e pratiche, nessuna posizione
contro la clonazione.
Spostamento attuale nelle scienza
dall'individuo alle masse (e.s. Medicina in sviluppo per le
malattie epidemiologiche). Come nella Genesi.
La scienza risponde a una questione
e ne crea molte altre. Libertà individuale tra bene e male.
Dio, come dice la Bibbia, è fuori dalla
natura. Dovere del buon Ebreo è studiare Dio, invece la
scienza dell’uomo non si preoccupa di capire, bensì
di fare e di raggiungere il tov (che significa buono e bene).
Nel Buddismo
“Non fidarti di ciò chè stato
detto o scritto ma fatti guidare dalla tua esperienza e dai
fatti”.
“La confusione nelle nostre menti ci
impedisce di capire come. Il perchè non è
importante”.
“Niente esiste per sè ma tutto
dipende dalle altre cose”.
La visione buddista si avvicina alla
visione dei fisici.
“I fisici studiano l' interazione tra le
particelle”.
“Eliminazione della sofferenza”.
Quindi: la scienza con la tecnica, ed il buddismo con la
meditazone, portano ad un beneficio per tutti.
“Esempio: La meditazione può far
diminuire l'ansia; la meditazione può contribuire alla
ricerca in medicina”. Nuova alleanza tra buddismo e scienza.
Il buddismo può rivedere le
proprie credenze fondamentali, se la scienza dimostra la verità.
Tutte le religioni si dovrebbero
trovare e collaborare per gestire i cambiamenti. Il progresso
tecnologico ha evidenziato la velocità (tutti i processi
sono più veloci) quindi si è accentuato il senso del
divenire (che è stato sempre reale, nulla è statico
ma un tempo i ritmi lenti della vita davano l'impressione che le
cose non cambiassero mai).
Prima tradizione significava
mantenere, ora tradizione significa punto di partenza per
l'evoluzione.
Buddismo favorevole al relativismo.
I progressi della scienza portano ad
una nuova morale. Le religioni si devono trovare per supportare
una spiritualità laica. Le scienze teologiche spingono a
partire dai testi sacri e non sono proiettate nel divenire.
Per Atkins (Posizione atea)
Atkins,fisico di Cambridge
assolutista, non pensa che la scienza (almeno la fisica) dia
risposte relative, ma verità fondamentali. Le teorie del
tutto elimineranno tutte le domande fondamentali. Le applicazioni
saranno invece infinite e complesse. Supporto per la teoria A.I.
forte (A.I.= Artificial Intelligence).
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Giorello
(posizione del filosofo della scienza)
La storia della scienza dovrebbe
essere inserita a pieno titolo nei programmi di studio della
storia contemporanea. Degli ultimi 100 anni (da Darwin in avanti).
Nell'XI secolo lo scienzato e canonico Ewel (grande epistemologo)
definì il criterio dell'esperienza e dell'immaginazione,
dentro la scoperta scientifica si può trovare la
spiegazione estesa di fatti inattesi.
I più grandi filosofi del
'900, secondo Giorello sono: Pierce, Popper (scienza e
fallibilità), Enriquez (grande logico dell’Università
di Pavia perseguitato dal fascismo). Proposta per le varie
religioni: lavorare assieme, assumendo solo metodologicamente che
i testi sacri sono scritti da uomini (non ontologicamente). (nd.r.
questa premessa per la collaborazione risulta troppo pesante). La
religione deve passare all'ermeneutica.
A che cosa serve la scienza? Ad
eliminare le domande senza risposta (Perchè sono al
mondo? C'è uno scopo?) (n.d.r.: non è la
maturità che elimina il desiderio di trovare una risposta
alle domande adolescenziali, ma è la raggiunta
razionalità.)
Scienze cognitive = argomenti di
discussione per la filosofia, presto per la scienza.
Ultima considerazione sui temi
della scienza. Chi fa scienza deve anche fare marketing per la
scienza/ricerca e presentare i dati nei modi opportuni. E'
possibile fare esempi di informazioni fondamentali, comunicate
solo per adepti, che non hanno avuto l’eco che meritavano.
Un argomento interessantissimo
trattato durante al conferenza riguarda il nesso tra diritto e
scienza; non è possibile scendere nei dettagli, ma la
questione è che non c'è legislazione su come
utilizzare le scienze nella comunità civile (e.g.
conoscenza del D.N.A. di una persona o di un parente può
dare informazioni utili per la polizia, ma dannose per la privacy
a cui tutti abbiamo diritto), per legiferare bisogna risalire ai
diritti fondamentali dell'uomo che si contano sulle dita di una
mano. Necessario definire un diritto internazionale. Esiste un
gruppo di lavoro internazionale di giudici, che hanno fondato
un'associazione con sede a Pavia presso il collegio Ghislieri. Da
approfondire.
[fine della prima parte]
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