Appunti dalla prima conferenza mondiale sul ”Futuro della Scienza” 

Venezia 21-22-23 settembre 2005

di Luisa Spairani

        

Della conferenza si è parlato, ma non abbastanza, sui media. L’obiettivo della conferenza, organizzata dalla Fondazione Veronesi e Fondazione Tronchetti Provera era avvicinare appunto i media e i non addetti al dialogo con la scienza sui suoi grandi temi, dove entrano in gioco problematiche etiche e politiche. Alla fine dei lavori la conferenza di Venezia ha prodotto una Carta di Venezia”, sottoscritta da  molti dei presenti, che auspica appunto un dialogo maggiore e la costituzione di un’Authority composta da teologi, filosofi, politici e scienziati per discutere i temi della scienza che toccano le coscienza, per poi deliberare sugli stessi. TDF ha partecipato all’evento. Qui di seguito sono riportati semplici appunti ed impressioni (ci scusiamo anche per la frammentarietà di queste note, che non abbiamo avuto tempo di editare in un articolo propriamente detto), lasciando la copertura dell'evento alla visione dei filmati disponible sul sito della conferenza, ed alla stampa tradizionale, nazionale e internazionale. Sono stati purtroppo apportati dei tagli, perchè la conferenza ha coperto tantissimi aspetti e, se pur a volte con stile accademico, ha fornito stimoli di grande interesse e profondità, grazie al "parterre de roi" che ha nobilitato l'evento (Nobel, politici EU, famiglia Kennedy, ...). TDF ci sarà anche alla prossima edizione. Gli appunti sono suddivisi in due parti: quella che segue è la prima.

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Introduzione

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Bioetica

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Filosofia

Introduzione

La prima giornata è stata dedicata al tema etica e scienza; presenti tre rappresentanti delle religioni monoteiste  e un rappresentante del buddismo, poi filosofi, scienziati e giuristi. Qui di seguito un riassunto sugli argomenti trattati, ma non sembra che si sia fatto uno vero sforzo verso un dialogo costruttivo.

Prima questione: che cos’è il sapere. Secondo il mistico Bernardo (XI secolo) esistono 5 tipi di sapere:
- sapere per sapere (empio)
- sapere per essere dotti (empio)
- sapere per per fare commercio (empio)
- sapere per edificare (caritatevole)
- sapere per raggiungere la saggezza (il massimo)

Per Soeren Kierkegaard: “ La verità deve essere trascendente”. Kant: “Non c'è verità senza fare del bene”.
Nel Rinascimento: dall'etica naturale ad un'etica in cui non si capisce la natura, ma se ne raccolgono i frutti.

Scienze dell'uomo per affrontare la biologia genetica, le cure tumorali, la riproduzione, sono critiche perche coinvolgono l'etica. Quindi, per la chiesa cattolica, la scienza ha bisogno di una guida.

BioEtica

Nell'Islam

“Un prodotto tecnologico comporta anche l'acquisizione di un modello culturale”.

Nell'Islam non c’è un capo spirituale unico quindi esistono diverse posizioni in bioetica. Nell'Islam la varietà di opinioni è segno di debolezza quindi non se ne parla e non se ne da' visibilità in occidente.

Esiste una bioetica fondamentalista ma ce ne sono anche altre (in campo scientifico i paesi islamici più aggressivi, Iran, Arabia Saudita, sono anche quelli più avanzati).

Tutta la ricerca è OK se applicata secondo le regole. Non bisogna innanzi tutto destabilizzare l'ordine sociale, i legami fondamentali. Per questo in ogni stato islamico ci sono tribunali che verificano in continuazione se i comportamenti legali sociali e tecnici non divergono dal Corano, testo scritto da Dio e quindi vero (Sharia = legge islamica contenuta nel Corano) ma questo fa sì che per esempio sul trapianto d'organi e su come definire morte ci siano posizioni diverse (in Egitto non c’è una legge sui trapianti d’organo perchè le autorità religiose non si sono  messe d'accordo sulla definizione di morte (arresto cardiaco, morte cerebrale?) e su come fare il trapianto; invece in Siria dal 1970 si può, in Iran dal 2000, in Libano dal 65'..). Per evitare la dipendenza dalle società occidentali utilizzano la sharia.

Esistono 4 posizioni sulla clonazione:

1)

(posizione forte più comune ma non unica): rifiuto della clonazione umana (ma ok per la ricerca).

2)

La clonazione riesce solo se Dio lo vuole (predestinazione).

3)

La clonazione è solo un nuovo strumento procreativo (un alternativa alla fecondazione in vitro accettata in tutto l'islam se omologa).

4)

La clonazione ci aiuta a capire la resurrezione finale.

Una motivazione del no: con la clonazione la famiglia, valore fondamentale diventa inutile (inammissibile perchè il Corano parla della famiglia come cardine della società). Ad esempio sul tema dell'aborto l'islam non è completamente contrario, se eseguito prima del centoventesimo giorno (in cui l'anima compenetra il feto), quindi la fabbricazione di cellule staminali embrionali non è un problema (la questione non è la vita ma la gestione dell'anima).

Non c’è una posizione espressa sulle biotecnologie.

Sulle cellule staminali embrionali non c’è una posizione chiara (non c'è un riferimento nel Corano). In genere l'Islam è a favore perchè utili alla salute. Ma no all'utilizzo di embrioni per solo scopo di ricerca.

Per valutare come le scienze biologiche contino in Islam basta notare che il 4% delle nascite avviene in Arabia Saudita per concepimento in vitro, l'1% negli USA, meno in Europa. L'Iran è il paese che supporta maggiormente le tecniche staminali.

Nell'Ebraismo

Ricerca del bene e della verità. Dio è fuori dal mondo: nel progetto di Dio, l'uomo è il suo giardiniere nell'Eden, molti doveri, pochi diritti. L'uomo ha più potere degli animali, ma non è un vantaggio bensì una responsabilità in più. L'Ebraismo è favorevole alle scienze razionali e pratiche, nessuna posizione  contro la clonazione.

Spostamento attuale nelle scienza dall'individuo alle masse (e.s. Medicina in sviluppo per le malattie epidemiologiche). Come nella Genesi.

La scienza risponde a una questione e ne crea molte altre. Libertà individuale tra bene e male.

Dio, come dice la Bibbia, è fuori dalla natura. Dovere del buon Ebreo è studiare Dio, invece la scienza dell’uomo non si preoccupa di capire, bensì di fare e di raggiungere il tov (che significa buono e bene).

Nel Buddismo

“Non fidarti di ciò chè stato detto o scritto ma fatti guidare dalla tua esperienza e dai fatti”.

“La confusione nelle nostre menti ci impedisce di capire come. Il perchè non è importante”.

“Niente esiste per sè ma tutto dipende dalle altre cose”.

La visione buddista si avvicina alla visione dei fisici.

“I fisici studiano l' interazione tra le particelle”.

“Eliminazione della sofferenza”. Quindi: la scienza con la tecnica, ed il buddismo con la meditazone, portano ad un beneficio per tutti.

“Esempio: La meditazione può far diminuire l'ansia; la meditazione può contribuire alla ricerca in medicina”. Nuova alleanza tra buddismo e scienza.

Il buddismo può rivedere le proprie credenze fondamentali, se la scienza dimostra la verità.

Tutte le religioni si dovrebbero trovare e collaborare per gestire i cambiamenti. Il progresso tecnologico ha evidenziato la velocità (tutti i processi sono più veloci) quindi si è accentuato il senso del divenire (che è stato sempre reale, nulla è statico ma un tempo i ritmi lenti della vita davano l'impressione che le cose non cambiassero mai).

Prima tradizione significava mantenere, ora tradizione significa punto di partenza per l'evoluzione.

Buddismo favorevole al relativismo.

I progressi della scienza portano ad una nuova morale. Le religioni si devono trovare per supportare una spiritualità laica. Le scienze teologiche spingono a partire dai testi sacri e non sono proiettate nel divenire.

Per Atkins (Posizione atea)

Atkins,fisico di Cambridge assolutista, non pensa che la scienza (almeno la fisica) dia risposte relative, ma verità fondamentali. Le teorie del tutto elimineranno tutte le domande fondamentali. Le applicazioni saranno invece infinite e complesse. Supporto per la teoria A.I. forte  (A.I.= Artificial Intelligence).

Giorello (posizione del filosofo della scienza)

La storia della scienza dovrebbe essere inserita a pieno titolo nei programmi di studio della storia contemporanea. Degli ultimi 100 anni (da Darwin in avanti). Nell'XI secolo lo scienzato e canonico Ewel (grande epistemologo) definì il criterio dell'esperienza e dell'immaginazione, dentro la scoperta scientifica si può trovare la spiegazione estesa di fatti inattesi.

I più grandi filosofi del '900, secondo Giorello sono: Pierce, Popper (scienza e fallibilità), Enriquez (grande logico dell’Università di Pavia perseguitato dal fascismo). Proposta  per le varie religioni: lavorare assieme, assumendo solo metodologicamente che i testi sacri sono scritti da uomini (non ontologicamente). (nd.r. questa premessa per la collaborazione risulta troppo pesante). La religione deve passare all'ermeneutica.

A che cosa serve la scienza? Ad eliminare le domande senza risposta (Perchè sono al mondo? C'è uno scopo?) (n.d.r.: non è la maturità che elimina il desiderio di trovare una risposta alle domande adolescenziali, ma è la raggiunta razionalità.)

Scienze cognitive = argomenti di discussione per la filosofia, presto per la scienza.

Ultima  considerazione sui temi della scienza. Chi fa scienza deve anche fare marketing per la scienza/ricerca e presentare i dati nei modi opportuni. E' possibile fare esempi di informazioni fondamentali, comunicate solo per adepti, che non hanno avuto l’eco che meritavano.

Un argomento interessantissimo trattato durante al conferenza riguarda il nesso tra diritto e scienza; non è possibile scendere nei dettagli, ma la questione è che non c'è legislazione su come utilizzare le scienze nella comunità civile (e.g. conoscenza del D.N.A. di una persona o di un parente può dare informazioni utili per la polizia, ma dannose per la privacy a cui tutti abbiamo diritto), per legiferare bisogna risalire ai diritti fondamentali dell'uomo che si contano sulle dita di una mano. Necessario definire un diritto internazionale. Esiste un gruppo di lavoro internazionale di giudici, che hanno fondato un'associazione con sede a Pavia presso il collegio Ghislieri. Da approfondire.

[fine della prima parte]

[031.LS.TDF.2005 - 19.11.2005]