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di Michael Martin-Smith
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Chi di voi ha familiarità con la Torah o con il Vecchio Testamento ricorderà il sogno di Giacobbe in cui il Patriarca vedeva una scala che si estendeva davanti a lui da terra fino al cielo e che conduceva direttamente al Paradiso. Molti astro-umanisti avranno sicuramente speculato e fantasticato sulla possibilità di costruire realmente questa "Scala per il Paradiso"; in effetti è ampiamente condivisa l'opinione che già nell'antichità gli Ziggurat di Ur e le piramidi d'Egitto furono concepite come "Scale per il Paradiso".
Il pioniere spaziale russo Konstantin Tsiolkovskii è
ritenuto essere il primo autore ad aver proposto nel 1895 una
"Torre Spaziale" connessa all'idea di viaggio nello
spazio ma, riconoscendo la mancanza di un qualsiasi materiale
adeguato alla costruzione di una tale torre, continuò a
basare le sue idee su razzi a propellente liquido. Nel 1978 il famoso racconto di Sir Arthur C. Clarke “Le fontane Paradiso” divulgò ulteriormente il concetto di ascensore spaziale, localizzando la costruzione dell'ascensore in Sri Lanka, un sito quasi equatoriale, nel palazzo abbandonato di un antico e visionario signore Buddista. Benché l'idea fosse ora posta su basi scientifiche più solide e molti dei problemi legati al mantenimento della vita nello spazio a alla meccanica orbitale fossero ormai affrontati e risolti, la prospettiva di costruire un cavo lungo 100.000 Km con un gigantesco contrappeso nello spazio mancava ancora della soluzione di un problema fondamentale: con quale materiale si poteva costruire un cavo sufficientemente sottile ma dotato della necessaria resistenza alla tensione? Sir Arthur, interrogato sulla fattibilità del progetto, diede la celebre risposta che l'Ascensore Spaziale sarebbe diventato realtà 50 anni dopo che tutti avessero smesso di ridere dell'idea. E’ soltanto negli ultimi 3-5 anni che alcune persone serie hanno effettivamente smesso di ridere e stanno scommettendo sull'idea che, come a volte capita, Sir Arthur sia stato conservativo nelle sua stima sul tempo necessario. Alla luce di recenti sviluppi , in effetti, 50 anni sembrano troppi. Alcuni entusiasti, attivi in questo campo sperano di riuscire a realizzare l'ascensore spaziale in meno di 20 anni e Sir Arthur stesso ha recentemente rivisto la sua stima portandola a 25 anni. |