Una nuova space community ha preso atto della propria esistenza

di Adriano Autino

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In Europa si torna a discutere di astronautica civile

L'era di SpaceShipOne

Un nuovo orizzonte

la visuale, in fondo al pozzo gravitazionale è: 

...piatta e limitata!

In Europa si torna a discutere di astronautica civile

Quella che si è ritrovata il 1mo aprile al Castello Medievale di Moncrivello non è la space community tradizionale, che frequenta i congressi di astronautica e discute dottamente di scienza spaziale, senza che la società ne sia mai minimamente sfiorata.

TDF ha organizzato questo appuntamento con mezzi del tutto "artigianali", non tanto per scelta, quanto per la limitatezza dei fondi a disposizione. Non abbiamo beneficiato di alcuna attenzione da parte dei media, del tutto insensibili a qualsiasi iniziativa che non rientrasse nel circo mediatico elettorale. 

Abbiamo quindi contato unicamente sulle nostre (poche) forze, e sul tam-tam della rete. E non sono pochi, devo dire, i siti che hanno ripubblicato i nostri appelli e linkato la home page della convention. A questi, come a tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita dell'evento, va un sentito e sonoro GRAZIE!

Circa 60-70 persone hanno risposto con entusiasmo e partecipazione, affollando il salone del castello, portando la loro testimonianza, i loro suggerimenti, la loro esperienza, e la loro interpretazione degli avvenimenti che caratterizzano - un po' alla chetichella - l'avvio della space economy e l'inizio di un'era spaziale propriamente detta.

Come ha fatto rilevare Patrick Collins, questa non è stata solo la prima convention di questo genere in Italia, ma la prima che si tiene in Europa dopo il simposio internazionale che si tenne a Brema nel 1999, su iniziativa di Space Tours - un tour operator la cui missione si focalizzava sul turismo spaziale - con il supporto di DASA, sul tema del volo spaziale. Si parla di turismo spaziale, infatti, fin dagli anni '90 del secolo scorso, e sin da allora alcuni coraggiosi hanno dato vita ad aziende che guardano avanti, alla nuova frontiera. 

la visuale, fuori dal pozzo gravitazionale è: 

...360°, 3D!

Tuttavia, prima del 2004, l'anno di SpaceShipOne, tali iniziative commerciali potevano offrire, al massimo, voli aerei parabolici, con pochi secondi di assenza di peso, e visite presso le basi spaziali russe ed americane. Ma oggi il clima è ben diverso: oggi Virgin Galactic sta costruendo uno spazioporto commerciale nel Nuovo Messico, dove conta di trasportare passeggeri paganti nello spazio nel 2008. Prima del 2004, nelle nostre analisi, prevaleva il rammarico: "se le agenzie spaziali investissero solo l'1% del loro bilancio miliardario in tecnologie finalizzate all'astronautica civile...".

L'era di SpaceShipOne

Oggi, invece, comincia ad affermarsi la consapevolezza che forse la nostra specie ce la può fare, a diventare una specie multiplanetaria, anche senza l'apporto delle agenzie spaziali. Del resto corre voce che persino la NASA, ultimamente, stia considerando l'opportunità di fornire servizi turistici!

La nostra convention si è svolta in questo nuovo clima. L'era di SpaceShipOne, dell'astronautica civile, era quasi palpabile, in tutti gli interventi, che si sono susseguiti dalle 9.30 del mattino fino alle 19.00 della sera, a ritmo molto serrato. Il tema della giornata - l'avvento della space economy e cosa fare per aiutarne lo sviluppo - è stato pienamente svolto dai diversi oratori in modo quasi corale, come se in anticipo ci si fosse preoccupati di orchestrare interventi armonici e complementari. Naturalmente non c'è stato assolutamente il tempo di fare nulla del genere, posto che qualcuno lo ritenesse opportuno! Non pochi partecipanti si sono interrogati, nei colloqui durante il pranzo, i coffee break, la cena al termine della giornata, circa l'origine di una specie di magia che aleggiava nel castello, e che portava le persone a sorridersi spesso, e quasi a riconoscersi l'un l'altro come amici, consci di vivere un evento, i cui termini più ricorrenti erano "grande" e "memorabile". Certo l'aver tenuto la convention tra le mura di un antico castello, dove si respira la storia di questa specie curiosa e cocciuta, ha contribuito ad ispirare grandi pensieri. Ma vorrei azzardare una spiegazione aggiuntiva: molti dei partecipanti hanno la consapevolezza di essere in sintonia con il mutamento, sulla "cresta dell'onda" del cammino che porta verso le stelle. Passava davvero la storia, nel castello di Moncrivello il 1 aprile 2006, e noi ne eravamo parte, in assoluta modestia, ma anche orgogliosi di averne da tempo individuato il cammino.

In quanto promotore dell'iniziativa, chi scrive ha avuto l'ìmmeritato compito di introdurre la discussione, focalizzando da subito il discorso sulle tante 'facilità' dello spazio (rispetto alla superficie planetaria), e sulla visuale incomparabilmente superiore che avremo quando saremo fuori dal pozzo gravitazionale.

Patrick Collins ha ripercorso la storia degli ultimi 40 anni, dimostrando con grande chiarezza il ruolo frenante delle maggiori agenzie spaziali, per arrivare alla grande rivoluzione iniziata da SpaceShipOne. Commentando il fiorire di iniziative sul turismo spaziale e sui voli suborbitali, il passo oggi fattibile, che permetterà di fare esperienza sia sul piano tecnologico, sia legale, sia commerciale, oltre a fornire un formidabile orizzonte di sviluppo all'economia globale, Collins ha inoltre indicato chiaramente che sarà probabilmente l'industria aeronautica a sviluppare l'astronautica civile, mentre le agenzie governative, data la loro natura militare, sarebbero in definitiva incapaci, oltrechè non motivate economicamente, di sviluppare i passi evolutivi necessari. 

Un nuovo orizzonte

E proprio di evoluzione ha parlato Steven Wolfe, che ha fornito la sua visione di ampio respiro filosofico, tracciando il cammino dell'impulso evolutivo universale, a partire dal big bang, fino alla nascita di una specie intelligente su questo pianeta. È proprio tale impulso evolutivo, che oggi spinge la nostra specie, e per primi i suoi membri più sensibili, ad andare oltre, a portare la vita intelligente nel sistema solare.

GianCarlo Genta ha aggiunto la propria visione spassionata e molto ricca di ulteriori spunti di riflessione, sulla fase critica della transizione della nostra specie da monoplanetaria a navigatrice spaziale, e Peter Wainwright ha chiarito bene come sia possibile costruire almeno 10 veicoli suborbitali (tipo SpaceShipOne), con i soldi che la NASA spende per una sola missione dello shuttle (500 milioni di US$).

Gli interventi più tecnici, di Paolo Bianco (Carlo Gavazzi Space) e di Matteo Gorlani (Blue Engineering) hanno fornito uno sguardo interessante su alcune frontiere delle tecnologie spaziali, dando la misura di come l'industria aerospaziale italiana sia decisamente pronta ad essere protagonista della space economy.

Adriana Parlatini (OdisseoSpace) ha fornito un resoconto delle attività della sua organizzazione nel settore dell'istruzione, per promuovere la cultura scientifica nelle nuove generazioni. Arthur Woods, in chiusura della giornata, ha presentato il suo ultimo progetto -- Cosmic Stones --, e raccontato la sua esperienza artistica ed il proprio impegno filosofico. Woods (insieme a Marco Bernasconi) è autore di un ciclo di riflessioni molto interessanti e ben documentate sul tema della Space Option.

Aldo Mella (contrabbasso), Gaetano Partipilo (saxofono), Alberto Tafuni (tastiera) e Roberto Bongianino (fisarmonica), hanno chiuso veramente alla grande la convention, con più di un'ora di jazz moderno, decisamente ispirato e coinvolgente, mentre venivano proiettate immagini della Terra, riprese da satellite, dallo shuttle e dalla Space Station.

La mattina del 2 aprile (domenica), si è svolta la prima riunione del neocostituito Comitato Scientifico di TDF, che vede il Prof. Giancarlo Genta (Politecnico di Torino) come chairman, Patrick Collins (University of Azabu, Japan) come co-chairman, Steven Wolfe ed altri nel board of directors. Per ora non voglio anticipare nulla, perchè il lavoro è appena iniziato. Sappiate però che grandi progetti sono in procinto di essere messi in cantiere.

In complesso vorrei dire che abbiamo dimostrato come, con un modesto contributo dei partecipanti (60 euro non è certo una quota esorbitante) e l'aiuto di alcuni sponsor -- che desidero ancora una volta ringraziare: CGS. Blue, SpaceFuture, Studio DM, OdisseoSpace, S. Paolo di Cigliano, siamo riusciti a realizzare qualcosa di veramente grande e ben riuscito.

L'anno prossimo speriamo di riuscire a fare ancora meglio, coinvolgendo un numero ancora maggiore di persone, ed anche sul piano organizzativo, magari dedicando un paio di giorni anzichè uno solo, dividendo in quattro sessioni, ed aprendo un vero call for papers, almeno sei mesi prima. Vedremo. Molto dipenderà dalle sponsorizzazioni e dalle sottoscrizioni che riusciremo a raccogliere. Nessuno di noi ha purtroppo il tempo di dedicarsi a questo compito a tempo pieno. 

Quindi invito sin d'ora quanti condividono i nostri obiettivi, e trovano le nostre iniziative utili, a non essere timidi né attendisti, e a prendere subito l'iniziativa: scriveteci, esaminate le nostre proposte di partnership e di sponsorizzazione, insieme faremo cose e grandi e meravigliose!

 [003.AA.TDF.2006 - 17.04.2006]