La cultura drogata

(Serve una certificazione dei prodotti culturali)

di Blade Runner

 

 

Ovviamente non è una novità, lo sanno tutti che nel cosidetto jet-set internazionale la droga circola a fiumi. Personaggi di primo piano, politici, chirurghi, gente dello spettacolo, come minimo “tirano di coca”. Io non sono un moralista, e credo che ogni umano adulto debba essere libero di drogarsi e/o suicidarsi come meglio crede. 

Il mio ragionamento non porta quindi all’invocazione di leggi più severe. Credo anzi che qualsiasi legge sul consumo di droga dovrebbe essere abolita, proprio perchè questo permetterebbe una trasparenza molto maggiore.

Infatti anch’io voglio essere libero, in quanto consumatore di prodotti culturali, ed utente di servizi sanitari (solo per fare due esempi), di sapere e decidere che cosa consumare. Così come coloro che temono gli OGM pretendono (giustamente) che sia scritta sull’etichetta l’esatta natura dei prodotti, io mi preoccupo molto di più di cosa viene inoculato dalla tv, e dai prodotti culturali o pseudo-culturali in genere, nella mia mente ed, ancor più, in quella dei miei bambini. Vorrei quindi che, nei titoli di testa di un film, per esempio, fosse chiaramente indicato se il regista si droga, e di che cosa: c’è infatti una notevole e sostanziale differenza tra gli effetti indotti dalla cannabis e quelli indotti dai derivati del papavero o dalla concentrazione dei principi contenuti nella pianta della coca.

Come elettore vorrei che, nel curriculum di un politico che si presenta alle elezioni, fosse scritto: cocainomane, se il signore usa i soldi dei contribuenti per comprarsi la dose. Fatto salvo, e lo ripeto, il diritto di ogni adulto a drogarsi (possibilmente usando soldi suoi), io come cittadino devo essere libero di non acquistare i suoi prodotti, se li ritengo pericolosi. E secondo me lo sono.

Un cocainomane, quando non è sotto l’effetto della droga, si sente come un subnormale, e, poichè la coca produce tolleranza, è costretto ad aumentare sempre più il dosaggio. Con l’uso di dosi sempre più elevate si hanno irritabilità crescente, effetti psicotici, e paranoia (http://www.italiasalute.it/News.asp?ID=6658, http://www.narconontop.org/droghe/cocaina.htm). Il cocainomane tenderà a considerare le "persone comuni” come dei subnormali. La visione della realtà che ne risulta è distorta, cinica e crudele, sprezzante nei confronti della gente “comune”, ed è molto facile che la vita umana non abbia per lui (o per lei) alcun valore. Questo spiega, almeno in parte, l’origine dell’esaltazione dell’assassinio e della violenza che vediamo in tanti prodotti cinematografici, il trionfo del noir come genere letterario, del trash in tv, e l’insulso e ripetitivo ingombro mentale di tanta musica (se proprio la vogliamo definire musica) commerciale. 

Se andassimo ad analizzare l'origine di tante strategie politiche anti-umane, probabilmente troveremmo un decisore drogato e psicotico. Gli effetti di tali strategie li vediamo purtroppo tutti i giorni, e certo non migliorano le possibilità di sopravvivenza e di continuazione della civiltà, a maggior ragione se stiamo entrando nella fase più difficile e critica della nostra storia.

Il mercato, e la nostra democrazia imperfetta, portano spesso persone moralmente discutibili in posizioni di guida culturale e politica. Se si avvicinano tempi difficili, abbiamo bisogno di guide culturali migliori, molto migliori di quelle attuali. Non sarà necessario abolire il mercato nè la democrazia, e neppure preoccuparci tanto delle regole elettorali: molto più importante è capire chi stiamo votando, cioè chi stiamo assumendo, a 20.000 Euro al mese, per gestire per noi la cosa pubblica. Vorreste uno psicotico in posizione di grande responsabilità nella vostra azienda? (Che ne siate un dipendente o il proprietario). Vorreste essere operati da un chirurgo drogato? È sufficiente aprire gli occhi, renderci conto dei rischi reali, e cominciare ad esercitare i nostri diritti di consumatori e di cittadini sovrani. Dovremo quindi migliorare il mercato e la democrazia, creando più strumenti (di democrazia diretta) che consentano ai cittadini sovrani di esercitare il loro governo e la loro libertà di giudizio e di scelta.

[020.BR.TDF.2005 - 10.11.2005]