Un Programma Spaziale Popolare

di M. Martin-Smith

Nota della redazione: questo articolo è stato scritto da Michael pochi giorni prima del disastro naturale del Sud Est Asiatico. Michael tornerà certamente con altri commenti nei prossimi giorni e settimane.

Il 2004 è stato un anno straordinario per coloro che sperano in un futuro più aperto alla speranza ed all'intraprendenza, per la nostra problematica civiltà. Non dico questo a causa delle complessità del Medio Oriente che rimane lacerato da conflitti. Continuiamo a schivare di stretta misura le possibilità peggiori; comunque, l'avvento di una nuova leadership palestinese, ed i passi in avanti verso forme di democrazia in Afghanistan ed in Iraq offrono qualche motivo di speranza - ma certamente non di euforia. 

Comunque gli eventi veramente eccitanti per noi, quest'anno, sono certamente quelli che si sono verificati fuori del pianeta! 

Vi sono ormai, in realtà, due programmi spaziali in corso. 

In primo luogo, il programma spaziale "ufficiale", largamente improntato alla scienza, all'astrobiologia ed al prestigio nazionale. Abbiamo finalmente la prova in situ che Marte ha ospitato grandi aree di acqua liquida, ed ancora detiene un gran carico di acqua ghiacciata. L'Europa usa nuove tecnologie - propulsione ionica - per esplorare la Luna. Abbiamo visto i telescopi spaziali Hubble e Spitzer lavorare in concerto, per mostrare gli antichi e recenti teatri della formazione di pianeti, attorno ad altre stelle. Vi sono missioni per strada, verso Mercurio, ed altre sulla strada del ritorno da una cometa (Wild 2). La sonda europea Rosetta è destinata a chiarire finalmente se le comete hanno avuto un ruolo nella nascita della Vita sulla Terra. 

Presto avremo un impatto diretto su (o, in termini medici, una biopsia di) una cometa, mentre altre missioni, aventi come obiettivo due asteroidi della principale cintura, Mercurio, la Cintura di Kuiper sono in corso di sviluppo o in avanzata fase di progettazione. La Cina sta costruendo e preparando per il lancio un Osservatorio Solare, che farà, per il Sole, quello che Hubble ha fatto altrove. 

Il volo spaziale umano, costretto a terra dalla tragedia del Columbia, si sta preparando per tornare a volare - mentre la stessa NASA è in corso di ristrutturazione, ed il piano del Presidente Bush per un ritorno alla Luna, e su Marte, ha mosso i suoi primi passi diretti, nella forma di una piena approvazione del Bilancio NASA del 2005. 

La Cina sta preparando la sua seconda missione spaziale umana - un volo di due persone per 5-7 giorni sulla Shenzhou 6 - più avanti nel corso del prossimo anno, mentre l'India sta progettando diverse missioni robotiche sulla Luna, e cominciando a discutere un proprio programma spaziale con equipaggio umano.

Questi sviluppi sono causa di interesse ed eccitazione, per tutti coloro che desiderano vedere l'espansione della cultura umana, l'apprendimento, l'esplorazione continua, e favoriranno l'ulteriore definizione di quello che è il nostro posto, ed il posto della Vita, nel nostro Universo. Ma, nonostante tutto questo, per la maggior parte di noi, si tratterà essenzialmente di un'attività da spettatori. 

Il secondo programma spaziale offre invece ben maggiori potenzialità, per una effettiva più larga partecipazione, nella nostra grande avventura. 

Dovremmo ricordare che nel 1969, quando il progamma spaziale ufficiale coronò il suo trionfo, sbarcando astronauti sulla Luna, assistemmo anche al lancio di un secondo programma spaziale, popolare, da parte del vecchio Gerard O'Neill, che propose la costruzione di grandi città nello spazio, con migliaia - eventualmente milioni - di abitanti, costruite utilizzando materie prime extraterrestri. Alimentate da energia solare, avrebbero contribuito al benessere di tutta l'Umanità, fornendo energia solare pulita, irradiata sulla Terra, generata da grandi centrali elettriche satellitari, costruite utilizzando materiali extraterrestri. 

L'aspetto della sua idea che piacque a molti era l'elemento popolare: lo spazio non sarebbe più stato solo per scienziati ed astronauti di élite, ma per la gente normale. 

Il difetto nello schema stava chiaramente nel suo fare completo affidamento su speranze grossolanamente esagerate nelle capacità dell'allora non ancora costruito space-shuttle. Fin dai primi anni '80 fu chiaro ed ovvio che lo schema di O'Neill, nella sua forma originale, non si sarebbe semplicemente realizzato - o comunque non per molte generazioni, nella scala temporale da lui proposta. E così, dopo la morte di O'Neill di leucemia nel 1992, la sua grande idea perse via via di visibilità ed interesse, nella pubblica opinione. Comunque, come tutte le idee veramente visionarie, non è andata persa, ed ha continuato ad ispirare un'intera generazione di ingegneri spaziali e professionisti di vari campi - molti dei quali sono ora in posizioni chiave. 

Più praticamente, la visione di O'Neill generò tre Istituzioni distinte ed attive, che stanno giocando parti significative nel programme spaziale di domani: 

a/ Lo Space Studies Institute (SSI), fondato nel 1977 e basato presso l'Università di Princeton, continua a condurre lavoro sperimentale finalizzato a realizzare le basi, scientifiche ed ingegneristiche, necessarie per aprire lo Spazio ad insediamenti, se e quando l'accesso allo Spazio diventerà più economico - ad esempio l'Electromagnetic Mass Driver, l'estrazione di materie prime dalla Luna e dagli asteroidi, sistemi di supporto della vita a ciclo chiuso ed agricoltura idroponica intensiva, generazione di energia solare, ed altro. 

b/ L'Università Spaziale Internazionale fu fondata da tre Soci Senior dello SSI, per offrire, a studenti e professionisti da tutto il mondo, corsi di laurea e post-laurea su tutti gli aspetti dello sviluppo spaziale - dall'Ingegneria Astronautica, a Legge, a Psicologia. Molti dei laureati ISU stanno ora perseguendo il loro percorso a carriere significative in campi relativi allo Spazio, e tutti hanno un debito di ispirazione, in ultima analisi, alla visione di O'Neill. Si potrebbe dire che stanno evolvendo in un quadro ideologico da cui, anche se solo gradualmente, l'Umanità sarà capace di espandersi all'esterno. 

c/ La Fondazione X-Prize fu lanciata nel 1996, di nuovo da Soci Senior dello SSI, con lo scopo esplicito di sfondare l'ostacolo rappresentato dal fallimento dello Space-Shuttle. Guardando indietro, nel 1996 dobbiamo anche ricordare che la maggior parte dei commentatori non credevano neppure possibile che il premio di 10 milioni di dollari sarebbe stato davvero disponibile, né che comunque sarebbe stato vinto da vere navi spaziali! 

Come tutti noi ora sappiamo, a dispetto di enormi disparità e difficoltà, il Premio è stato vinto l'ottobre scorso, ed il paradigma del volo spaziale umano miliardario ha seguito la stessa sorte del Dodo e del Diplodoco. 

La domanda interessante è: quali sono le lezioni da trarre, e dove andremo, a partire da qui? 

Guardando al percorso storico e filosofico dell'X-Prize - come ho fatto, qui sopra - possiamo supporre che la Fondazione consideri questo solo l'inizio. E così, certamente, anche prima che il Premio fosse aggiudicato, la Fondazione aveva formulato i suoi piani, per futuri eventi annuali, a partire dal 2006. L'obiettivo sarebbe quello di assicurare l'avanzamento continuo verso mete spaziali a quote maggiori, con mezzi più veloci, più grandi e più frequenti, ad un insieme crescente di concorrenti internazionali. Questo processo attirerebbe denaro da sponsorizzazioni, coinvolgendo interessi sportivi, turistici o mediatici - generando un giro di affari crescente, e portando al volo orbitale propriamente detto. 

Qualche giorno dopo la "Rivoluzione d'Ottobre", l'imprenditore Sir Richard Branson ha aperto negoziati con Scaled Composites, finalizzate allo sviluppo di una SpaceShipTwo avanzata, che porterebbe 5 passeggeri a 120Km per $200,000 a partire dal 2007/8. Mentre un altro uomo d'affari, un magnate alberghiero di Las Vegas, Robert Bigelow, istituisce un Premio di $50 milioni per costruire la prima nave spaziale riutilizzabile privata, per raggiungere l'orbita terrestre - entro il 2010. E, ancora più audacemente, sta fabbricando habitat spaziali gonfiabili! Il primo prototipo - Genesi - è previsto volare entro un anno, lanciato da un razzo sviluppato privatamente, il Falcon 5. 

La serie di razzi Falcon (il prototipo dovrebbe volare all'inizio del 2005) è il parto di un altro imprenditore, Elon Musk. Musk ha venduto la suo società IT 3 anni fa, ed ha iniziato a disegnare la sua serie di lanciatori a basso costo Falcon nell'estate del 2002. La sua società, la Space Exploration Technologies Corporation, punta esplicitamente a tagliare il costo dei nuovi lanciatori spendibili Boeing di un fattore 5-10 entro il 2010. 

Se avrà successo, il Secondo Programma Spaziale avrà certamente un impatto notevole sull'intera industria spaziale e sui suoi metodi. SETC si sta indirizzando alla semplicità, al basso costo, all'affidabilità - e non diamanti tecnologici o fermagli fermacarte placcati oro! Tipicamente un Falcon 5 (previsto entro il 2006) è previsto portare in orbita bassa 6 tonnellate di materiali per $16 milioni (il che equivale a $3000 al kg) inizialmente, con prezzi rapidamente a calare subito dopo. 

Il motore di SpaceshipOne, disegnato e costruito da una piccola impresa spaziale, la SpaceDev diretta da Jim Benson, è anche un nuovo disegno-ibrido radiale - più conveniente, più semplice e soprattutto, più sicuro sia da costruire sia da operare, rispetto ai tradizionali motori a combustibile liquidi o solido. Possiamo aspettarci che le SpaceshipTwo della Galactic Virgin di Branson saranno motorizzate molto probabilmente da tali motori. 

Il marzo 2005 dovrebbe anche vedere l'esordio di un altro programma spaziale alternativo: la Planetary Society - il più grande gruppo di interesse spaziale del pianeta - inaugurerà il primo sistema di propulsione totalmente nuovo sviluppato completamente da un gruppo "amatoriale". Utilizzando un ICBM russo convertito, la Planetary Society lancerà in orbita una vela solare gonfiabile e controllabile, allo scopo di dimostrare un vecchio ma non ancora provato concetto - l'uso di fotoni come sistema di propulsione. 

Lo scopo è dimostrare, su scala ridotta, la possibilità di lanciare, dispiegare, governare e motorizzare un'astronave senza combustibile, ed inoltre irradiarla con microonde da un radiotelescopio qui sulla Terra, come propulsione supplementare. Se avrà successo, questo esperimento aprirà la via alla spedizione economica di grandi carichi paganti attraverso il sistema solare, con la possibilità di usare l'energia di una stella per arrivare ad un'altra! 

Sembra logico, ed anche poetico, proporre che la migliore fonte per le enormi energie richieste dal volo stellare siano le stelle stesse! La vela solare della Planetary Society, se avrà successo, dimostrerà il suo potenziale ad un costo molto contenuto, intorno ai $4 milioni. 

In breve, stiamo assistendo alla comparsa di un programma spaziale alternativo, popolare, che può realizzare risultati significativi in tempi brevi (3-5 anni), a costi di poche decine di milioni, anziché 10-20 anni e miliardi. L'intera percezione dello sviluppo spaziale come tassa costosa e lontana dalla portata o dagli obiettivi della gente comune sta cambiando - esattamente come era nelle speranze originali di O'Neill! 

Noi abbiamo ora molte opportunità, nel corso dei prossimi anni, per aiutare lo sviluppo dei nostri ideali - personalmente ho scritto e faccio conferenze su questi argomenti da 25 anni - ma ora ho a mia disposizione uno strumento più potente per lo sviluppo del volo spaziale umano - che si chiama portafoglio! 

È infatti possibile sottoscrivere e sostenere il finanziamento di gruppi come la Fondazione X-Prize, Planetary Society, Mars Society ed SSI, sapendo che somme anche piccole possono davvero fare qualche cosa - specialmente se anche soltanto qualche migliaio di finanziatori più facoltosi è coinvolto. Oppure, più radicalmente, si possono comprare azioni di piccole e medie imprese come SpaceDev. 

Dopotutto il fatturato dell'industria del turismo spaziale è previsto in grande crescita, con cifre d'affari dell'ordine dei miliardi di dollari fra alcuni anni - perché quindi non investire, guadagnandoci anche un po' di soldi? 

Nel corso dei prossimi 3-5 anni dovremmo cercare società promettenti ed acquistare le loro azioni. Non può esistere un fattore più potente per il cambiamento, che la convinzione alleata al profitto. 

Un pensiero per il 2005? 

Un portafoglio di investimenti che guarda avanti dovrebbe avere almeno un 3-5% delle sue azioni fuori del pianeta! 

Nei prossimi anni noi di TDF forse potremmo pubblicare i nomi ed i dettagli di contatto di società Spaziali di potenziale interesse per investitori - ammesso che questo sia legale, chiaramente! 

Felice Anno Nuovo! 

Michael Martin-Smith. 

[001.MMS.TDF.2005 - 25.12.2004]