L'incontro TdF - Eurinome del 24 aprile 2004

(minute di meeting)

Sabato 24 aprile 2004 si e' svolto alla cascina Colombè, vicino a Carmagnola (Torino), un incontro promosso da Tecnologie di Frontiera e da Eurinome.

Nonostante il numero esiguo, i partecipanti hanno concordato sul carattere estremamente positivo e sull'utilita' del meeting.

La traccia utilizzata per la relazione è visibile qui. La discussione si e' sviluppata lungo tutta la presentazione, discutendo praticamente ogni slide, con digressioni anche piuttosto lunghe su vari argomenti. Quello che segue è un sommario resoconto.

1) PRIMA PARTE - LA CIVILTÀ TERRESTRE TRA SPAZIO E DECADENZA 

1.1) SITUAZIONE PLANETARIA

Per quanto riguarda la competizione oriente-occidente, sia da parte di Alberto Cavallo che di Renato Berto, con riferimenti diversi, e' stato riportata la pressochè sconosciuta ai più (ma nota a chi per lavoro tocca questi settori) crisi dell'acciaio e delle materie prime ferrose; soprattutto la Cina sta acquistando materie prime a tappeto. Atteggiamenti protezionisti (non solo verso la Cina) da parte USA, e di generoso aiuto da parte UE. Due politiche diverse, le quali non sappiamo per ora che notare ed essere intuitivamente critici nei confronti di entrambe (almeno il sottoscritto confessa di non avere molti elementi per andare oltre). Elaborazioni migliori sono gradite.

La relazione ha sottolineato le ragioni di fondo della crisi ideologica e di sviluppo dell'occidente (la filosofia dei limiti dello sviluppo). Alberto aggiunge: in occidente il potere economico e' passato dall'industria all'ingegneria finanziaria. Esempio: la California (lo stato + tecnologico degli US) ha recentemente perso 500.000 posti di lavoro verso Cina ed India.

La relazione ha indicato nella dipendenza energetica occidentale dal cartello petrolifero una delle cause principali di crisi e conflitti a carattere tragicamente regressivo. E quindi lo sviluppo di nuove filiere energetiche come necessita' imperativa ed improrogabile, nella difficile congiuntura attuale. (si veda anche l'articolo di approfondimento "La tirannia del petrolio" ...........).

1.2) SVILUPPO 

La relazione ha indicato la space economy come vero nuovo motore di sviluppo, sia sul piano energetico (SPS ed LPS), sia su quello economico, sul piano etico e su quello politico: l'apertura della frontiera spaziale e la conseguente economia crescente come fattore che permette lo sviluppo della civilta', ammorbidendo i conflitti, favorendo liberta' e ricerca etica.

Alberto fa presente come il Brasile utilizzi canna da zucchero per produrre carburante, e come la produzione brasiliana di canna da zucchero basterebbe da sola al fabbisogno di mobilita' di tutto il pianeta.

Ne emerge un'altra volta il carattere di cancro infestante delle lobby petrolifere, che hanno parte nella genesi del terrorismo islamico, soffocano le ricerche tecnologiche potenzialmente alternative, finanziano organizzazioni ecoziste, che propagano e sostengono la filosofia dei limiti dello sviluppo e di demonizzazione della scienza e della tecnologia.

In questa situazione irrompe lo scossone - per tanti versi salutare ed estremamente foriero di stimoli ed insegnamenti - della sfida Cinese ed Indiana: prima di tutto lo spazio. Sottolineato il carattere forte e strutturale della ripresa dell'impegno spaziale US: anche se Kerry vincesse le elezioni (ipotesi interessante sul versante dei conflitti), non potra' ignorare la sfida spaziale cinese, cui Bush si e' dimostrato molto sensibile. Alberto nota il carattere delinquenziale dell'attuale cricca neocon al potere negli US, che ha tratti in comune con la situazione italiana. Tuttavia la politica spaziale dell'attuale amministrazione US, e quella infrastrutturale italiana, rappresentano due elementi fortemente progressivi, che non vorremmo vedere disattesi da parte di governi futuri.

Sottolineato il carattere di estrema criticita', pericolosita' e potenzialita' del momento attuale.

Necessita' di una risposta etica, tecnologica e scientifica al terrorismo ed alle sfide economiche ed industriali.

La discussione puntualizza la differenza tra ECOLOGIA= studio della natura, impegno per comprenderne e copiarne i metodi, ed ECOLOGISMO=ideologia regressiva, che privilegia il resto della natura rispetto agli umani, e teorizza lo stop allo sviluppo e la diminuzione del genere umano. I presenti concordano nell'aspirare ad essere ecologi =scienziati, chi per professione, chi "dilettante" o anche solo per difesa del metodo, che studiano la natura, ma non ecologisti.

Paolo Barattini nota che tutte le nostre attivita' non possono prescindere dallo studio e comprensione dei processi biologici. E specialmente l'impresa spaziale, che oggi trascura molto la scienza biologica, dovrebbe invece occuparsene molto di piu'. Ad esempio riprodurre l'ambiente ecologico vitale in sistemi artificiali chiusi.

Concordiamo molto su tali indicazioni, (che del resto erano nei programmi di TdF sin dall'inizio, si veda in particolare il paper Concepts for a World Space Program based in the Society http://www.tdf.it/english/iaf49aa.htm), e prendiamo nota di sviluppare maggiormente iniziativa, per quanto possibile, in tale direzione.

1.3) ETICA E FILOSOFIA 

La relazione indica la "biodiversità" del pensiero come una categoria assolutamente da salvaguardare, ed in particolare mette l'accento sulla peculiarita' del neo-umanismo, che ha una concezione particolare ed unica dei diritti alla promozione sociale ed alla felicita' individuale, all'equita' e giustiza dei 6.5 miliardi di terrestri umani viventi. Una concezione purtroppo oggi molto minoritaria, in un contesto filosofico in cui la vita umana e la stessa intelligenza sembrano valere sempre di meno.

Il relatore chiede ai presenti di costruire una certa identita' di gruppo, seppur debole e morbida - rifiutando qualsiasi integralismo e pronunciamento reboante - intorno a tali concetti, e di aiutare il loro portatore sottoscritto, a svilupparli in modo piu' completo. La priorita' della gente. La relazione termina con la frase: nulla ha senso senza la gente; qualsiasi committment deve essere verso la gente, verso la nostra specie e verso gli individui che la compongono, e verso tutto cio' che e' funzionale - per corollario - al conseguimento degli obiettivi delle persone.

Alberto puntualizza come per la nostra ricerca etica, infine, sia utile ristudiare l'illuminismo: l'etica viene dalla ragione, e non da Dio. Per approfondire questo studio ci serve ancora Kant. Quanto c'e' di buono negli US dipende dal fatto che sono una nazione nata durante l'illuminismo.

Viene anche puntualizzata - anche in relazione alle inevitabili mutazioni cui la forma umana andra' incontro con l'espansione nello spazio extraterrestre - la visione neo-umanistica. Il neo-umanismo non condivide le nozioni di trans-umano, post-umano, super-umano, ecc..., teorizzate da varie teorie trascendentali. Tali teorie sembrano avere molto superficialmente fretta di sbarazzarsi dello stato umano, secondo me in accordo con vecchie teorizzazioni (prevelantemente di natura teologica) che vedevano l'umano come imperfetto e la divinita' come perfezione, obiettivo ideale ed irraggiungibile. Si tratta quindi di teorie per conto mio non scientifiche (come quelle che discettano con grande superficialita' di equilibrio demografico). Lo stato umano e' invece ancora un traguardo da raggiungere, per la nostra specie; potremo dirci umani quando avremo superato la ferocia, l'aggressivita' omicida ed altri comportamenti istintivi naturali. Non raggiungeremo tale stato rimanendo solo terrestri, poiche' la limitatezza delle risorse di questo pianeta non lo consente. Una volta che potremo dirci umani, tale stato non sara' spazzato via da una semplice mutazione della nostra forma fisica, o dall'incorporare protesi cibernetiche o bioelettroniche o altro. Lo stato di umanita' e' uno stato del pensiero, e non della nostra forma fisica - per quanto alcuni fattori fisici: mani con pollici opponibili, cervello dotato di corteccia, organi visivi stereoscopici, cuore, sistema nervoso, emotivita', ed altro, abbiano certamente grande parte nella formazione del nostro "sistema" psichico e degli stessi schemi di valore e di qualità, categorie tutte che hanno contribuito e contribuiscono al nostro essere umani. Visto in tale accezione, non è da escludere che anche altre forme biologiche animali possano evolvere a tale stato. E quindi acquista nuovo senso considerare l'intelligenza, se non l'unico, il principale tratto distintivo che consente di tracciare una scala di priorità e di diritti all'utilizzo gentile delle forme inferiori da parte delle forme superiori. Avendo messo per la prima volta in concetti vicini e compiuti quanto sopra, vedo che è molto buono, e che il neo-umanismo crea un'area di benessere mentale tra stomaco e cervello, diminuendo la precarietà della zolletta di terreno filosofico che vado faticosamente cercando di costruire da qualche anno! E sono molto grato ai partecipanti alla riunione del 24 aprile. Mi accorgo anche che sto uscendo dal resoconto, quindi mi fermo.

Diana Baroni aggiunge che non potremo dirci veramente umani finche' non cessera' la divisione (nel senso di differenza di diritti e di liberta') tra i generi maschile e femminile. Viene citata da Alberto la storia di Tara, una monaca buddista che sostenne di volersi reincarnare in forma femminile. Alberto si e' impegnato a raccontare prossimamente tale storia sul sito di Eurinome.

1.4) SPAZIO 

La relazione espone le potenzialita' enormi della space economy. Si nota come l'X43 riprenda con 30 anni di ritardo il cammino interrotto dell'X15, e come la conclusione dell'X-Prize nel 2004/2005 incrementi le probabilita' dell'apertura della frontiera, con il conseguente sviluppo della space economy, nei suoi passi essenziali: riutilizzabili-turismo-industrializzazione e costruzione dell'infrastruttura nello spazio geo-lunare.

Si mette l'accento sulle "convenienze" e grandi possibilita' di economie di scala dell'ambiente spaziale, privo di gravita' e di attrito. Greater Earth-energia, differenza tra i pozzi gravitazionali terrestre, marziano, lunare (per converso: come sfruttare l'enorme potenziale del pozzo gravitazionale terrestre?), risorse (e minacce) asteroidee.

2) SECONDA PARTE - 8x1000 

Viene analizzata la situazione politica, in due slide: politica da superare e politica da far emergere.

La crisi e l'attacco concentrico alla cultura scientifica vengono individuati come la massima preoccupazione cui far fronte, insieme alla progressiva soppressione della liberta' di informazione.

Si fa riferimento ad Amartya Sen, per quanto riguarda la necessita' imprescindibile della liberta' di informazione, la non contraddizione tra liberta' indivuali (Jefferson) e la giustizia sociale, ai fini delle liberta' e della promozione sociale.

Si discute il concetto di sovranita' del cittadino, e si concorda sul fatto che i cittadini devono recuperare molta sovranita', che conviene parlare piu' di organismi esecutivi per fini condivisi che di "governo".

La proposta di istituzione di un nuovo 8x1000 viene illustrata come la vedete nelle slide http://www.tdf.it/2004/tdfeuri.pdf.

Il fatto di spostare responsabilita' dal governo verso i cittadini sovrani (chiedendo loro di destinare esplicitamente contributo fiscale a servizi specifici), non ci spaventa, anzi ci sembra auspicabile, cosi' come l'aumento di meccanismi di democrazia diretta (pur con tutti i meccansimi "demoltiplicatori" necessari) - Si sottolinea la necssita' di assi di sviluppo forte: spazio, infrastruttura, grandi opere, reclamo dei deserti e lotta contro la desertificazione, insediamenti oceanici; in polemica con la linea della sostenibilita' ed a favore della fusione completa tra insediamento umano e natura, con l'obiettivo di ottenere un ambiente migliore per la civilta' umana.

Per quanto riguarda la proposta dell'8x1000, rimando interamente alle slide. La discussione non ha potuto svilupparsi molto, anche perche' il meeting volgeva ormai al termine. Da parte di Paolo si e' notato che dovrebbe essere data la possibilita' ai cittadini sovrani di (i) conoscere l'ammontare della spesa militare (ii) stornare almeno in parte il proprio contributo fiscale dalla spesa militare al finanziamento della ricerca scientifica.

Rimando anche alle slide sui criteri per un'azione politica non integralista, su cui pure si e' sviluppata la discussione e che ci ha visti sostanzialmente concordi. In particolare l'intenzione di sviluppare proposte per, e non proposte contro -- pur senza tacere la critica nei confronti delle politiche che non condividiamo e che giudichiamo debbano essere superate -- ci ha trovati particolarmente concordi. Rimarcata la necessita' di non farci assimilare facilmente da "amici" politici interessati.

3) DECISIONI 

Per quanto riguarda l'iniziativa 8x1000, occorre nel prossimo periodo sviluppare la proposta, per renderla minimamente argomentata e presentabile all'esterno. Non sono state ipotizzate date. Proporrei una data intorno al 30 giugno, per un nuovo incontro finalizzato a discutere ed approvare un testo di proposta di inziativa 8x1000. Probabilmente non saremo ancora in grado di scrivere una proposta di legge, e forse quando ci metteremo a scriverla avremo bisogno dell'aiuto di un "tecnico" del settore. L'obiettivo e' quello di avere un testo sufficiente a convocare un meeting pubblico, se possibile entro l'anno in corso, in collaborazione con qualche associazione culturale che sia sensibile al discorso in difesa della cultura scientifica, se non dell'intelligenza e della cultura tout-court. 

Per quanto riguarda il processo di avvicinamento e collaborazione tra TDF ed EURINOME, non si e' fatto a tempo a discuterne. Esso mi sembra implicitamente concordato, visto che, nella discussione concreta, ci siamo trovati molto piu' vicini anche ideologicamente di quanto si potesse ritenere. Per avviare un vero processo di unificazione ci vuole tempo e disponibilità a costruire una specie di organizzazione, obiettivo per il quale non bastano certo le forze che attualmente possiamo mettere in campo.

[016.AA.TDF.2004 - 02.06.2004]