Fusione della natura e dello spirito umano in un nuovo tipo di creazione trascendente

Estratto da "Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta", di Robert M. Pirsig

La bruttezza della tecnologia, parallelo romantico dell'inadeguatezza classica, da cui stavano fuggendo i Sutherland, non è insita nella tecnologia. A loro sembrava così perché è molto difficile individuare che cosa sia tanto brutto nella tecnologia. Ma la tecnologia è semplicemente la produzione di oggetti, e la produzione di oggetti non può essere brutta di per se stessa, altrimenti la bellezza non sarebbe possibile neanche nelle arti, che a loro volta includono la produzione di oggetti. In realtà la radice della parola "tecnologia", téchne, in origine significava proprio "arte". Gli antichi greci non distinguevano concettualmente l'arte dalla manifattura, e quindi non crearono mai due parole diverse per definirle.

La bruttezza non è intrinseca nemmeno ai materiali della tecnologia moderna -- affermazione che si sente spesso fare di questi tempi. La plastica e i prodotti sintetici fabbricati in serie non sono brutti di per sé. Rimandano a cose brutte per associazione.
La bruttezza vera non sta negli oggetti tecnologici. Né, secondo la metafisica di Fedro, essa dipende dai soggetti della tecnologia, cioè da chi la produce o da chi la usa, ma sta nel rapporto tra chi produce la tecnologia e le cose prodotte, il quale determina poi un rapporto analogo tra chi usa la tecnologia e le cose usate.

Fedro aveva la sensazione che, nel momento in cui si percepisce la Qualità pura, anzi, senza nemmeno la percezione, nel momento della Qualità pura, non c'è soggetto né oggetto. Solo un senso della Qualità dal quale in seguito sorge la consapevolezza di soggetti e oggetti. Al momento della Qualità pura soggetto e oggetto sono identici. Questa è la verità tat tvam asi delle Upanisad, ma sta anche alla base della capacità artigianale in tutte le arti tecniche. Ed è questa identità che manca alla tecnologia moderna, concepita dualisticamente. Chi crea la tecnologia non sente con essa alcun particolare senso di identità. Lo stesso vale per chi la possiede e per chi la usa. Pertanto, secondo la definizione. di Fedro, la tecnologia non ha Qualità.

Il muro che Fedro aveva visto in Corea era un prodotto della tecnologia; era bello, ma non grazie a un magistrale progetto, né a una supervisione scientifica del lavoro, né a spese esornative. Era bello perché gli uomini che lo costruivano vedevano le cose in un modo che li induceva spontaneamente a costruirlo nel modo giusto. Non separavano se stessi dal lavoro in modo da farlo male. Il modo di risolvere il conflitto tra i valori umani e le necessità tecnologiche non è rifuggire dalla tecnologia, ma abbattere le barriere del pensiero dualistico che impediscono un'autentica comprensione della natura della tecnologia -- non sfruttamento della natura, ma fusione della natura e dello spirito umano in una nuova specie di creazione che le trascende. Quando la trascendenza si manifesta in eventi come la prima traversata aerea dell'oceano o il primo allunaggio, c'è una specie di riconoscimento pubblico della natura trascendente della tecnologia che dovrebbe manifestarsi anche a livello individuale, su una base personale, in modo meno drammatico. 

Data la natura della nostra cultura, se doveste cercare le istruzioni su come svolgere uno qualunque di questi lavori, trovereste sempre e soltanto un solo modo di comprendere la Qualità, quello classico. Vi direbbero come tenere la lama quando affilate il coltello, come usare una macchina per cucire, come mescolare e mettere la colla, partendo dal presupposto che il "bene" segua naturalmente. La capacità di vedere direttamente che cosa "va bene" viene ignorata del tutto.

Il risultato è tipico della tecnologia moderna: una patina di squallore così deprimente che per renderla accettabile è necessario ricoprirla con una vernice di "stile". E questo, per chi è sensibile alla Qualità romantica, non fa che peggiorare le cose. Il risultato inoltre non solo è di uno squallore opprimente, è anche falso. Mettete insieme le due cose e avrete una descrizione succinta ma piuttosto precisa della moderna tecnologia americana: la bruttezza tecnologica innaffiata con la sciropposità romantica. E chi cerca di produrre bellezza, e di far soldi, è gente che, benché dotata di stile, non sa da che parte incominciare perché nessuno gli ha mai detto che esiste la Qualità, come una cosa vera, non come un fatto di stile. La Qualità non serve per decorare soggetti e oggetti come i festoni di un albero di Natale. Dev'essere la loro fonte, la pigna da cui spunta l'albero.

[Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta - pagg. 280 ÷ 283, Adelphi Edizioni S.p.A. Milano - 1990]

[018.AA.TDF.2004 - 26.06.2004]